POTENZA, QUESTE MAMME CORAGGIO DOPO AVER SALVATO I PROPRI FIGLI NE AIUTANO ALTRE: LA LORO STORIA…

Quelle che stiamo per raccontarvi sono storie di mamme coraggio.

Donne forti che pur conducendo vite normalissime si sono trovate ad affrontare l’incubo peggiore di ogni genitore, la paura di perdere il proprio figlio prima e dopo la nascita, nonchè l’angoscia di essere impotenti davanti ad una situazione che richiede molto non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto psicologico.

In occasione della Giornata Mondiale della prematurità (indetta il 17 Novembre) abbiamo raccolto alcune delle storie più belle raccontate dalle mamme in lotta dell’Associazione “Cucciolo Onlus” della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del San Carlo di Potenza che per questa giornata ha organizzato un bellissimo evento.

La “CuccioloOnlus” è associata al Coordinamento Nazionale “Vivere Onlus”, l’organizzazione attiva nel settore socio-sanitario che non ha scopo di lucro ma due obiettivi primari: incentivare la qualità della degenza dei neonati pretermine e favorire le condizioni per una ottimale crescita di questi bambini.

Abbiamo raggiunto queste mamme direttamente al reparto di Neonatologia del San Carlo, le quali ci hanno accolto con grandi sorrisi, con la complicità tipica di una grande famiglia, e con gli occhi sinceri di chi ne ha passate tante non avendo però mai smesso di credere nel miracolo della vita.

La stessa vita alla quale i piccoli guerrieri si sono aggrappati per sopravvivere, grazie all’amore di mamma e papà ma anche grazie all’aiuto di medici ed infermiere che tanto fanno per le famiglie ma soprattutto per questi piccoli angeli.

A raccontare alla nostra Redazione le loro emozionanti esperienze sono Mara Basentini, Carmen Faraone, Felicia Ceglia e Stefania Laguardia, accompagnate dal Neonatologo Dott. De Marca Saverio e dall’infermiera Sabia Fedora.

Dopo aver fatto una visita al Reparto (dalle pareti colorate ed accoglienti) il Dott. De Marca ci racconta come è nata la “Cucciolo Onlus”:

“L’Associazione nasce più di 10 anni fa ma, da quando sono entrate queste mamme, ha avuto un impulso decisivo.

Inizialmente, le mamme non facevano parte dell’Associazione e noi, un po’ per il carico di lavoro, non riuscivamo a stare dietro a tutte le famiglie.

Poi, essendo noi degli operatori, abbiamo pensato di consegnare l’Associazione proprio alle mamme, perchè è maggiormente dei bambini. In effetti, da quando ci sono loro (che hanno un’energia incontenibile e fanno tantissime cose) il “Cucciolo” è rinato in maniera vigorosa.

Il nome stesso dell’Associazione, vuole essere “leggero”, si rifà ai bambini che hanno sofferto e alle madri che soffrono anche più loro. Mediamente infatti, le mamme che hanno bambini che nascono più piccoli, stanno anche 3 mesi nel reparto di Terapia Intensiva.

Una prolungata permanenza che crea delle relazioni che durano nel tempo, non solo tra di loro, ma anche con medici ed infermiere.

Si considerano prematuri tutti i bambini che nascono al di sotto delle 37 settimane dell’età gestazionale. Qui abbiamo bambini che sono nati quanto meno alla 30esima o alla 32esima settimana, oppure bambini che sono nati anche al termine ma che hanno avuto problemi.

Qui abbiamo lavorato molto anche sulla “Care”, sull’assistenza che non è solo tecnica del bambino. Queste pratiche da noi si fanno con molta facilità e la nostra primaria (che viene da un prestigioso ospedale romano) vedendoci lavorare così, è rimasta stupita nel vedere cose che loro a Roma non fanno.

In questi giorni l’Associazione si sta attrezzando per celebrare la Giornata del Prematuro qui, in reparto, facendo venire tutti i bambini”.

Dopo questa premessa, entriamo nel vivo delle storie di queste donne, partendo dall’esperienza di mamma Carmen che ci racconta:

“Mio figlio è il più grande ed è nato il 17 Dicembre 2014 a 26+4 settimane ed era 800 grammi.

Abbiamo fatto un lungo percorso, siamo usciti dalla Terapia Intensiva il 31 Marzo 2015 (siamo quindi stati qui più di 100 giorni).

Ha avuto le classiche tappe di tutti i prematuri che transitano in reparto: è stato intubato, poi abbiamo fatto la CPAP (modalità di ventilazione meccanica poco aggressiva) perchè necessitava dell’ossigeno e noi infatti siamo usciti da qui proprio con l’ossigeno che però dopo 10 giorni ha tolto.

Uscire da qui e tornare a casa con l’ossigeno è stato un colpo.

Poi ha fatto anche l’intervento di ernia inguinale, non si è fatto mancare niente.

Ora però è in via di recupero, ha avuto un problema all’occhietto, che non è dovuto al fatto che è nato prematuro, ma è una patologia congenita.

Ora farà 3 anni a Dicembre e fisicamente è in linea con l’età anagrafica. Deve un po’ accelerare quelle che sono invece le tappe neurologiche, però per il momento nulla di preoccupante.

La vita in reparto è stata tormentata, tra alti e bassi, però c’è stato sempre il supporto di tutti.

Per il mio caso ovviamente la famiglia, ma ogni volta che entravo qui c’era il sorriso di un infermiere, di un dottore e in realtà, in questi mesi, sono come la tua famiglia. Cerchi in ogni sguardo una risposta che alle volte ti viene data, altre invece devi dartela da sola.

Anche per questo, nonostante tutto, ricordi il periodo con un sorriso.

Prima ero un’altra persona, sempre un po’ musona e lì a piangere per ogni cosa, poi passa tutto e pensi solo che sei uscita e che il bambino sta bene.

All’interno dell’Associazione ci sono adesso medici, infermieri e mamme, perchè si occupa a 360° della Terapia Intensiva Neonatale, facciamo attività per le mamme, per il personale, per il reparto.

Cerchiamo di coprire le difficoltà e le problematiche che emergono grazie al sostegno di tutti gli operatori presenti in reparto”.

Mamma Mara, con la sua esperienza, ha poi precisato:

“Quando si entra qui, la mamma non sa cosa l’aspetta.

Entra in ospedale a volte di corsa, a volte pensando di partorire normalmente (per chi è al termine) senza sapere che magari c’è un problema o che si presenta un problema.

Oppure, magari arriva in maniera inaspettata, non essendo nemmeno preparata al parto.

Il supporto di medici ed infermieri è fondamentale perchè ti trovi in sala operatoria o in sala parto da sola.

E’ importante anche far sapere alle mamme che è un reparto affidabile dove c’è molto supporto.

Io ho partorito a 31 settimane però la mia bimba era ferma alla 26esima, ed è nata di 1 kg, presa proprio dal Dott. De Marca il quale mi ha detto sorridendo (anche se non era un momento confortevole) “non ti preoccupare, è femmina!”, incitandomi a stare tranquilla perchè si era reso conto che la mia bambina respirava già da sola nonostante fosse piccolissima.

Niente mi aveva portato a quel parto prematuro, ancora oggi non sappiamo il perchè. Ho avuto un improvviso sbalzo di pressione altissima (la minima a 104) ma io stavo benissimo, è stato davvero un caso che ho misurato la pressione.

Due giorni dopo avrei avuto il controllo di routine, ma la bambina sarebbe arrivata morta.

Quando sono entrata in ospedale la piccola aveva 60 come battito cardiaco, quando invece la normalità è 140, 150.

Poi ho fatto il mio percorso bellissimo e tranquillissimo in Terapia Intensiva, ho conosciuto tutti e abbiamo stretto un’amicizia che è andata oltre il lavoro.

Con le mamme con le quali ero ricoverata in quel periodo, siamo andate anche dal Direttore Generale proprio a supporto del reparto perchè non ci sembrava giusto che alcuni infermieri facessero il doppio turno in quanto si è un po’ in sofferenza di personale.

Fare questi turni, giorno e notte, con un’attenzione tale che sicuramente portiamo anche noi genitori (che siamo in ansia) non è facile.

Chiediamo ancora oggi a gran voce che vengano assunti più infermieri in Neonatologia.

Il mio percorso poi ad un certo punto si è interrotto, mi viene comunicato che la mia bimba aveva un problema che si chiama “Retinopatia” che deriva dalla prematurità ed è un problema che spesso si presenta nei prematuri.

Sono quindi stata trasferita d’urgenza all’Ospedale Bambino Gesù di Roma dove mia figlia è stata operata a tutti e due gli occhi, essendo una retinopatia bilaterale al terzo stadio.

Quando sono arrivata lì, il dottore che ha operato mia figlia mi ha chiesto da dove venivo aggiungendo che dovevo ringraziare i medici del reparto di Neonatologia del San Carlo perchè non in tutte le neonatologie hanno un oculista che visita i bambini. Ha poi aggiunto che la bambina sarebbe rimasta cieca se si aspettavano anche solo altri 4 giorni.

E’così finito il mio percorso, ed oggi la mia bambina è vivacissima”.

Mamma Felicia ci ha poi riempito il cuore con una bellissima frase:

“C’è un monologo famoso che gira su Facebook, dove la monologhista parla della prematurità e dice: “io mio figlio me lo porto addosso”.

Ed è vero, anche con la marsupioterapia o canguroterapia (dove il bambino sta a contatto diretto con la pelle della mamma), tu tuo figlio te lo porterai addosso a vita perchè non è un bambino normale. Io ho due figli, la prima nata a termine e il secondo nato prematuro e la differenza si nota.

Io sono entrata nell’Associazione per dare supporto e per trasformare quello che mi è successo in qualcosa di positivo da raccontare.

La mia prima figlia è nata dopo una gravidanza bellissima con un parto di cui non mi sono nemmeno accorta.

Poi ho avuto questa seconda gravidanza che è partita male dall’inizio, avevo delle emorragie ed ero arrivata al punto in cui i medici mi davano della “pazza” perchè quando arrivavo in ospedale, non avevo più nulla e mi dicevano che era tutto a posto.

Un giorno però l’emorragia non si è fermata, avevo un distacco di placenta e sono arrivata qui, da Villa D’Agri con il 118 alla 24esima settimana.

Cercavano di salvare me ma non sapevano se mio figlio ce l’avrebbe fatta.

Poi sono riusciti a contenere l’emoraggia e mi hanno tenuta ricoverata per un altro mese, provando di tutto per non farmi partorire perchè avevo delle contrazioni. Poi alla 28esima settimana mi hanno fatto un cesareo di urgenza per non rischiare oltre.

Sono stata fortunatissima perchè poi mio figlio è nato di 1,340 kg e poco dopo ha iniziato subito a respirare autonomamente e non ha avuto nessuna delle conseguenze legate alla prematurità.

Ho dovuto attendere solo che crescesse”.

Lo sa bene anche mamma Stefania, la cui esperienza è forse la più conosciuta grazie anche al primo anno del suo piccolo Christian festeggiato proprio al San Carlo:

“Christian è nato il 10 Gennaio 2016, è nato a termine, pesava 3,140 kg però ha avuto un’asfissia alla nascita.

Qui siamo stati di passaggio, un giorno e mezzo, perchè poi il primario assieme al Dott. De Marca, hanno deciso di trasferirlo a Roma dal momento che aveva bisogno di un macchinario extracorporeo che gli mettesse il polmone a riposo affichè risanasse.

Quando siamo arrivati al Bambino Gesù di Roma ci hanno detto che l’intervento dei nostri medici è stato fondamentale e io ricordo che i Dottori non hanno mai lasciato solo il bambino.

Ringrazio quindi loro che me lo hanno tenuto in vita nel frattempo che arrivasse l’altra equipe. Un solo giorno molto intenso.

Il primo compleanno l’ho voluto festeggiare proprio in reparto, perchè loro lo hanno tenuto in vita e perchè per un giorno brutto (quello che purtroppo ha seguito la nascita) doveva esserci lo stesso giorno altrettanto bello.

Festeggiare qui il suo primo compleanno è stata un’emozione, era passato un anno”.

Preziosa anche la testimonianza dell’infermiera Fedora che non solo svolge il suo lavoro in modo esemplare, ma è di grande supporto a tutte le mamme che affrontano questo momento delicato della propria vita:

“Noi abbiamo il compito di assistere innanzitutto il neonato, ma non meno importante è anche prenderci cura delle mamme.

Le accompagnamo in questo mondo che per loro è nuovo e molte in effetti durante il periodo della gravidanza non pensano nemmeno che possa esistere un reparto del genere e si trovano così di fronte ad una situazione nuova, mai pensata e non sanno come comportarsi.

Noi iniziamo dal semplice e banale lavaggio delle mani, che è importantissimo per il discorso della trasmissione delle infezioni, a come approcciarsi al bambino, a come prenderlo, a come toccarlo e a come calmarlo.

Aiutiamo loro anche a capire il micro-ambiente che noi creiamo intorno al bambino, tipo il buio, il silenzio.

Sono tutte cose che noi diciamo alle mamme che a loro volta ci aiutano nell’assistenza del neonato. Ecco, loro secondo me sono un valore aggiunto”.

Delle storie senza dubbio toccanti che vedranno nella giornata di Venerdì 17 Novembre lo specialissimo evento che l’Associazione Cucciolo Onlus ha organizzato in occasione della Giornata Mondiale del Prematuro e in virtù di questi lunghi ricoveri.

Un’emozionante pomeriggio per le famiglie dei piccoli che stanno affrontando la loro prima vera battaglia di vita.

Grazie al loro impegno e alla disponibilità della dirigenza dell’ospedale San Carlo e del personale TIN, sarà consentito l’ingresso in terapia intensiva neonatale ai nonni di questi piccoli “guerrieri“, che si aggrappano alla vita con una forza inimmaginabile.

L’evento inizierà alle ore 15:00 con l’ingresso dei nonni in TIN, proseguirà alle 16:00 con i saluti del Presidente dell’associazione Cucciolo ONLUS, Angelica Crivelli, con una mostra fotografica e con l’illustrazione dei progetti portati a termine e terminerà con animazioni e giochi per i più piccini il cui inizio è previsto per le 16:30.

Complimenti alla forza di queste madri e un grazie speciale a medici ed infermieri per tutto quello che anche umanamente fanno per queste famiglie e per i loro bambini.

Questa la locandina dell’evento.