QUESTA SCUOLA DEL POTENTINO NON È SICURA: MOLTI ALUNNI RESTANO A CASA. LA POLEMICA

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“Ancora un brillante esempio di cattiva amministrazione in Basilicata, in particolare al comune di Brindisi di Montagna.

L’ultima fatica dell’amministrazione comunale riguarda la scuola: a pochi giorni dalla riapertura dell’anno scolastico gli alunni della scuola primaria hanno finalmente saputo che non c’è ancora nessun edificio pronto ad accoglierli e che dovranno alternarsi con i compagni della scuola media, con i turni, mattina e pomeriggio.

Meglio è andata, se si può dire così, ai bambini della scuola dell’infanzia che prolungheranno le loro vacanze per un altro mesetto”.

E’ quanto sostiene, in un comunicato stampa, il gruppo consiliare “Progetto per Brindisi”, che spiega:

“Per fortuna non c’è stato nessun cataclisma fisico, il bell’edificio scolastico “A. Pisani” è risultato non più idoneo, a seguito di una perizia tecnica, resa obbligatoria per tutte le scuole dopo i terremoti che hanno colpito il centro-Italia.

A maggio del 2017 il sindaco rassicurava il consiglio comunale sulla possibilità di rimettere in sesto un altro immobile di proprietà pubblica, da anni in stato di abbandono, e far trovare tutto pronto a settembre.

Così il 22 maggio in consiglio comunale si approvava la variazione di bilancio e si stanziavano 110.000,00 euro per i lavori, salvo scoprire a lavori inoltrati, nella seduta del 31 luglio, che, al collaudo fatto dai tecnici ASL, la struttura individuata  non era stata riconosciuta idonea ad ospitare la scuola (altezza interpiano e larghezza delle scale inferiori alla dimensioni previste dalla normativa tecnica, bagni senza aperture esterne).

A questo punto, siamo ad agosto, si riparte alla ricerca della toppa, e cosa si decide? Di stanziare ulteriori 52.000,00 euro per adeguare gli spazi finora adibiti a centro polifunzionale, tra l’altro situato circa 15metri sotto l’edificio scolastico inagibile.

Tutto questo avveniva senza coinvolgere né il Dirigente Scolastico né le Famiglie, che solo il 28 agosto ottenevano finalmente un incontro, nel quale emergeva la inadeguatezza della soluzione proposta, in quanto il polifunzionale è ubicato sotto l’edificio scolastico inagibile.

Alla nuova riunione del 4 settembre, Preside e Genitori venivano informati della “brillante soluzione”: doppi turni tra elementari e medie per circa 1 mese; spostamento della scuola media nei locali oggetto dei lavori; spostamento delle elementari nei locali della scuola media (unico edificio attualmente idoneo all’uso) in attesa di gennaio 2018, data in cui si prevede sarà pronto e (si spera!) adeguato il locale che la ASL ha bocciato al primo giro. Quindi a gennaio altro trasloco, altri giorni persi a scuola, altri disagi per gli allievi. Un bel tetris scolastico degno dei migliori campioni di strategia.

E i bambini della scuola dell’infanzia? Per loro, durante il mese di vacanza forzata, si lavorerà alacremente per rendere idoneo ad ospitarli  il locale dove attualmente ha sede la farmacia.

E la farmacia? Si troverà un locale da adeguare anche per ospitare questo importantissimo servizio? O si perderà altro tempo e, peggio, si perderà anche un servizio fondamentale in un paese, soprattutto per tutti coloro che non hanno modo di recarsi in città per le medicine?

Eppure la soluzione era a portata di mano, c’era l’ex asilo da poter utilizzare, ma si è preferito darlo in gestione per 200,00 €uro al mese.

Così non si sarebbe dovuto neppure rinunciare alla mensa scolastica, invidiata dai plessi scolastici limitrofi, per gli elevatissimi standard di qualità raggiunti.

Si sa che la discussione pubblica nei nostri paesi è un esercizio da bar, da vicolo, da mormorio a voce bassa. Ma forse su un argomento così vitale, ci sarebbe dovuto essere un atto di umiltà da parte dei gestori della cosa pubblica, per trovare una soluzione più ragionevole e meno ingarbugliata e inefficiente di questa.

Tant’è, ormai siamo a settembre e speriamo solo che questo ulteriore dispendio di denaro pubblico serva almeno a garantire un anno scolastico dignitoso ai bambini e ai ragazzi di Brindisi.

Facciamo solo presente agli amministratori, per la loro responsabilità nel garantire la sicurezza degli edifici, ai “responsabili” degli uffici comunali, per la serietà delle loro funzioni e a minima giustificazione delle loro posizioni organizzative, al dirigente scolastico, per la sua responsabilità nel garantire il diritto all’istruzione, che sul sito http://www.istruzione.it/pon/ è presente un AVVISO PUBBLICO PER LA PRESENTAZIONE DI PROPOSTE PROGETTUALI PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI DI MESSA IN SICUREZZA E RIQUALIFICAZIONE DEGLI EDIFICI PUBBLICI ADIBITI AD USO SCOLASTICO FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE (FESR), in cui sono previsti € 16.555.000,00 per la Basilicata. Gli enti locali proprietari di edifici scolastici devono accreditarsi entro il 28/09 e presentare le proposte progettuali dal 18/10/17 al 30/11/17.

Magari lo hanno già visto e sono  già al lavoro, magari si sono distratti con la mole di cose da fare in un comune di 900 abitanti e nessun servizio, ma non vogliamo che si dica “non lo sapevamo” e che il cataclisma politico-amministrativo brindisino continui a fare danni”.