SCORIE NUCLEARI IN BASILICATA? TORNA LA PAURA

Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha annunciato che, entro pochi giorni, saranno indicate le località dove depositare i rifiuti radioattivi.

Si parla di 95mila metri cubi di scorie tra materiale delle vecchie centrali nucleari e rifiuti ospedalieri, industriali e di ricerca.

Sull’imminente pericolo che potrebbe abbattersi sulla nostra regione queste le dichiarazioni del segretario del Partito Democratico di Basilicata, Mario Polese e del senatore della Lega, Pasquale Pepe.

Per Polese:

“Il Partito democratico della Basilicata fa proprie le dichiarazioni del presidente della Giunta regionale lucana, Marcello Pittella, rispetto al decreto per la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee al deposito nucleare di superficie, che dovrebbe essere pubblicato la prossima settimana così come annunciato dal ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda.

Con piena convinzione, e non senza un sentimento di orgoglio per la nettezza espressa, il Pd condivide in pieno le parole del presidente Pittella e ribadisce l’irremovibilità dell’indisponibilità della Basilicata a un eventuale deposito di scorie in territorio lucano.

Siamo consapevoli che non c’è nulla di ufficiale e che la lista dei potenziali siti ritenuti idonei per aspetti tecnici è ben lontana da essere un punto di arrivo nella scelta del deposito unico delle scorie nucleari in Italia perché non è vincolante; la decisione spetterà a chi governerà il Paese nei prossimi mesi.

Tuttavia sono ancora vivi nella memoria dei lucani lo spettro e l’angoscia suscitati dalla scelta del governo Berlusconi nel 2003 di individuare in Scanzano il luogo ideale dove deporre tutte le scorie.

La Basilicata allora si unì in un unico no contro quell’azione.

E siamo pronti, qualora la ferita dovesse essere riaperta dopo 15 anni, a combattere con le armi della politica e della mobilitazione popolare per scongiurare quello che sarebbe un colpo tremendo per l’intera comunità lucana.

La nostra Regione, in termini di responsabilità nazionale, fa già tanto nel campo delle estrazioni petrolifere.

Siamo la Regione che offre il maggior contributo in termini di autosufficienza energetica.

Un tema che non va sottaciuto e non va dimenticato.

Per questo respingiamo qualsiasi altra ipotesi in cui la Basilicata debba farsi carico anche delle tematiche legate al nucleare.

In caso contrario, e lo diciamo con la massima chiarezza, siamo pronti come ha già dichiarato il governatore Pittella a scendere in campo per dare vita a una seconda Scanzano”.

Per Pepe:

“I tempi ed i modi dell’annuncio sono tipici dello scarica barile: non si spiega altrimenti la scelta di portare a compimento il provvedimento e darne notizia proprio ora.

Ha preferito attendere l’epilogo del Governo per non rispondere del suo operato, lasciando intendere – tramite gli apparati periferici del PD – che i siti indicati sarebbero opzioni meramente indicative, sulla cui effettiva praticabilità deciderà il prossimo esecutivo.

In verità, non è così: perché con il decreto legislativo, elencando le varie ipotesi dei siti di stoccaggio, il Governo di centro sinistra ha manifestato la sua volontà politica.

Vedremo cosa ci hanno riservato Gentiloni e Calenda e seguiremo con la massima attenzione la vicenda.

Abbiamo detto chiaramente quello che pensiamo per il futuro della Basilicata: una regione che deve tornare a vivere.

Lo spopolamento va combattuto, non deve rappresentare un motivo per far diventare la nostra terra cimitero delle scorie.

Abbiamo dato per tanto, troppo tempo.

È il tempo, questo, di avere, a cominciare dal rispetto e dalla tutela del nostro ambiente e delle nostre risorse naturali”.