INTERVISTA AD UN GIOVANE COWORKER

– Chi è Antonio?
Ciao sono un giovane pugliese, imprenditore nel settore salute e benessere.

– Perché lavori in Basilicata?
Ho iniziato la mia attività in Puglia poi quando sono riuscito a guardare fuori regione sono approdato in Basilicata dove, per mia fortuna, ho in breve tempo trovato nuovi clienti.

– Conosci la share economy?
Si, l’ho conosciuta proprio grazie al business center Cobiz. E’ l’economia della condivisione, in poche parole mettere dei beni a disposizione di altre persone, condividere l’uso di oggetti ma anche servizi. Un affitto all’ennesima potenza.

– Come sei venuto a conoscenza del Day Office?
Beh, dovendo lavorare su Potenza ho cominciato a cercare su Internet “uffici in affitto a basso costo”. Sa, le economie sono sempre delicate per i professionisti! Costi molto alti (a volte più di Bari) e poi, al solo pensiero di luce, telefono ed altro, stavo per rinunciare! Poi lessi un annuncio di un day office su Potenza: “Ufficio tutto compreso, paghi solo se lo usi”. Ho telefonato ed in un lampo ho avuto una comodo ufficio su Potenza a costi bassissimi.
Il day office è avere un ufficio in maniera temporanea ma con tanti servizi inclusi…anche la segretaria che mi riceve i clienti! Quindi se ricevo solo un giorno al mese pago solo per quel giorno!

– Perché hai deciso di utilizzare il Day Office?
Semplice! Sono passato da migliaia di euro al mese a poche decine e da avere le responsabilità di affitto, utenze, vicini, condominio ecc a nulla…si occupa di tutto Cobiz!

E poi lavorando in un coworking incontro continuamente gente stimolante con cui confortarmi e scambiare idee ed opinioni.

– Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?
I vantaggi, come citato in precedenza, sono molteplici. Si va dal costo contenuto ai servizi inclusi, dalla comodità di avere un ufficio arredato anche per poche ore alla tranquillità di poter pensare esclusivamente al proprio lavoro.
Per quanto riguarda gli svantaggi al momento non riesco a trovarne.

– Qual è la tua impressione sul rapporto tra gli imprenditori del Sud e la share economy?

A mio avviso questo nuovo modo di vedere l’economia, al Sud, non è ancora ben sviluppato. Sembra proprio che l’imprenditore segua il famoso ideale dell’Ostrica di Verga: “finché i contadini, i braccianti, i pescatori vivono protetti dall’ambiente che li ha visti nascere e crescere, finché credono e rispettano i valori in cui hanno creduto e che hanno rispettato i loro padri, allora sono al sicuro”. Il problema nasce quando cominciano a provare il desiderio del CAMBIAMENTO, il desiderio di migliorare, di progredire. E io penso che sia proprio questo che blocchi il flusso dello sviluppo economico: nella voglia di cambiamento c’è comunque un pizzico di paura.

– Un consiglio a chi sta percorrendo le tue stesse vicissitudini di giovane imprenditore?
Abbandonare gli schemi tradizionali ed aprire la mente, magari farsi un giro in un business center e parlare con chi della share economy ne ha fatto un “credo” perché, consigli a parte, a volte basta una parola per aprirti un nuovo mondo!

Vita Triani – Cummunity Manager

#cobizpotenza