“Almeno un operatore con competenze nella Lingua dei Segni Italiana (LIS) per ogni turno del 118 e del Pronto Soccorso“.
È questa la proposta avanzata dalla Garante regionale per i diritti delle persone con disabilità, Marika Padula, per rafforzare l’accessibilità dei servizi di emergenza sanitaria alle persone sorde.
Dichiara la Garante:
“L’obiettivo è garantire che, in una situazione di emergenza, una persona sorda possa trovare sin dal primo soccorso un operatore in grado di stabilire una comunicazione immediata, accompagnandola nel percorso che va dall’intervento del 118 fino alla presa in carico in Pronto Soccorso.
Dobbiamo creare le condizioni perché una persona sorda, anche nell’urgenza, possa comunicare con chi la sta soccorrendo.
Per questo ritengo importante lavorare da subito a una soluzione concreta e stabile nell’organizzazione dei servizi.
L’iniziativa nasce anche dalle istanze e dalle esigenze che in questi mesi mi sono state rappresentate dal mondo delle persone sorde, facendo emergere quanto la comunicazione possa diventare particolarmente complessa proprio nelle situazioni di emergenza, quando è necessario comprendere ed essere compresi con immediatezza.
Interesserò formalmente, attraverso due distinte note, l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, per il Pronto Soccorso, e l’ASP, per il servizio 118.
Con la Direzione Generale dell’AOR San Carlo vi è già stata una prima interlocuzione per le vie brevi, durante la quale la possibilità di avviare l’iniziativa è stata accolta positivamente.
Questa disponibilità rappresenta un importante punto di partenza.
Con le note formali chiederò anche l’attivazione di due tavoli distinti, uno con il San Carlo e uno con l’ASP, per entrare immediatamente nel merito e individuare modalità e tempi di attuazione.
Una persona sorda nel momento dell’emergenza, deve poter esprimere i propri sintomi e bisogni, segnalare allergie, patologie o terapie in corso e comprendere le indicazioni degli operatori sanitari.
Quando si parla di emergenza, riuscire a comprendere ed essere compresi può assumere un’importanza fondamentale.
La barriera comunicativa non può diventare una barriera nell’accesso alle cure.
Nell’ambito dei due tavoli potranno essere valutate anche ulteriori soluzioni di supporto, compresa la possibilità di ricorrere a servizi di interpretariato LIS, anche da remoto, per le comunicazioni sanitarie più complesse.
L’obiettivo è trasformare un’esigenza concreta in una risposta concreta, affinché anche le persone sorde possano affrontare il percorso dell’emergenza sanitaria con maggiore autonomia, sicurezza e pieno diritto alla comunicazione“.



























