L’acquisizione dell’ex Oasi WWF da parte della Regione Basilicata rappresenta un passaggio importante per Pignola, per Potenza e per l’intera comunità lucana.
È un risultato atteso da anni, che restituisce alla collettività un patrimonio di straordinario valore e apre finalmente la possibilità di immaginare un futuro diverso per il nostro Lago.
Così scrive il Sindaco di Pignola, Antonio De Luca, che aggiunge:
“Desidero rivolgere un ringraziamento particolare all’Assessore regionale all’Ambiente Laura Mongiello, che ha seguito con attenzione e determinazione questo percorso, mantenendo un confronto costante con il Comune di Pignola e contribuendo concretamente a portare a compimento un iter complesso.
Un ringraziamento va naturalmente anche al Dipartimento Ambiente, ai dirigenti e agli uffici regionali impegnati in questi mesi.
Ma oggi, accanto alla soddisfazione per il risultato raggiunto, sentiamo soprattutto la responsabilità di ciò che dovrà accadere da domani.
Perché dopo cinquant’anni non possiamo accontentarci di aver restituito al patrimonio pubblico ciò che appartiene idealmente da sempre alla nostra comunità.
Dobbiamo finalmente restituirgli una funzione, una prospettiva e un futuro.
Il Lago di Pignola non può continuare a essere una straordinaria promessa che ogni generazione consegna, ancora incompiuta, a quella successiva.
Abbiamo avuto il privilegio di ereditare un territorio nel quale la natura ha concentrato, in pochi chilometri, un lago, boschi, montagne, sorgenti e paesaggi di rara bellezza.
Un patrimonio che molti territori costruirebbero artificialmente, investendo risorse immense, e che noi abbiamo ricevuto senza doverlo inventare.
Eppure, per troppo tempo, non siamo riusciti a trasformare questa ricchezza in un’autentica opportunità di crescita.
Oggi dobbiamo avere l’ambizione di cambiare questa storia.
Un percorso è già stato avviato presso il Dipartimento Ambiente, con la costituzione di un Tavolo al quale, come Sindaco, sto partecipando insieme agli altri soggetti istituzionali interessati.
È quella la sede nella quale dobbiamo accelerare sugli interventi programmati, sul recupero delle strutture, sulla piena fruibilità dell’area e, soprattutto, sulla costruzione di un modello di gestione capace di durare nel tempo.
Parallelamente, abbiamo già svolto una prima riunione presso il Dipartimento Infrastrutture sul tema della gestione della risorsa idrica e delle prospettive legate allo schema Basento–Camastra.
Per questo ringrazio anche l’Assessore regionale alle Infrastrutture Pasquale Pepe per la disponibilità al confronto e per l’avvio di un percorso che dovrà necessariamente vedere Pignola pienamente coinvolta nelle decisioni che riguarderanno il futuro del Lago.
Sono due percorsi che non possono e non devono procedere separatamente.
L’eventuale maggiore utilizzo della risorsa idrica dovrà essere valutato insieme alla tutela degli equilibri ambientali, agli interventi di riqualificazione, alle prospettive di sviluppo e al tema delle compensazioni ambientali e territoriali.
Su queste ultime abbiamo posto una questione molto semplice: una risorsa strategica che viene messa a disposizione di un sistema più ampio deve produrre anche benefici concreti e duraturi per il territorio che la ospita.
Non chiediamo privilegi.
Chiediamo che il valore generato dal nostro patrimonio naturale contribuisca anche alla crescita della comunità che quel patrimonio custodisce.
In questo quadro considero importante anche il contributo e le sollecitazioni del Capogruppo del PD in Consiglio regionale Piero Lacorazza, che ha seguito la vicenda dell’acquisizione e ha richiamato l’attenzione sulla necessità di andare oltre i singoli interventi, affrontando il tema della gestione e di una valorizzazione più ampia dell’intero comprensorio.
È esattamente questa la sfida che abbiamo davanti: non sommare progetti isolati, ma costruire una visione unitaria.
Il Lago deve diventare il cuore di un grande progetto di sviluppo ambientale, turistico ed economico che unisca Pignola e Potenza in una prospettiva finalmente condivisa.
Potenza, capoluogo della nostra Regione, e Pignola non possono continuare a immaginare separatamente il proprio futuro.
Sono due realtà naturalmente complementari, nelle quali la dimensione urbana, i servizi, le istituzioni e le attività economiche possono incontrare uno straordinario patrimonio di natura, paesaggio e montagna.
Pignola, con il suo Lago, i boschi di Rifreddo, la Sellata e Pierfaone, rappresenta una delle principali risorse ambientali e turistiche dell’intero comprensorio del capoluogo.
Una ricchezza che non appartiene soltanto ai pignolesi, ma costituisce un’opportunità per Potenza e per tutta la Basilicata.
È arrivato il momento di smettere di considerare questi luoghi come singole destinazioni e cominciare a immaginarli come parti di un’unica grande economia territoriale.
Un sistema nel quale il visitatore possa soggiornare, scoprire il centro storico di Pignola, passeggiare lungo il Lago, attraversare i boschi di Rifreddo, praticare sport sulla Sellata, conoscere le nostre produzioni e trovare un’offerta di ospitalità e ristorazione capace di accompagnarlo durante tutto l’anno.
Un comprensorio che non viva soltanto di qualche Domenica di sole o delle nevicate invernali, ma che sappia costruire una propria identità turistica nelle quattro stagioni.
Un grande corridoio ambientale e turistico alle porte del capoluogo, capace di mettere in relazione natura, sport, cultura, educazione ambientale, attività all’aria aperta e sviluppo delle economie locali.
Dopo cinquant’anni non possiamo limitarci a recuperare edifici, sistemare sentieri o realizzare nuove strutture.
Sono interventi necessari, ma devono essere parte di un disegno più grande.
Dobbiamo creare le condizioni affinché questo patrimonio naturale diventi anche lavoro, impresa, investimenti e nuove opportunità per i giovani, attraverso una gestione efficiente, servizi adeguati e una capacità di promozione all’altezza delle potenzialità del comprensorio.
La tutela ambientale non può esaurirsi nella conservazione di ciò che abbiamo ricevuto.
La vera sfida è dimostrare che un patrimonio naturale può essere custodito e, nello stesso tempo, diventare una risorsa viva per la comunità.
Non vogliamo consumare il nostro territorio per produrre ricchezza.
Vogliamo produrre ricchezza proprio perché siamo capaci di conservarne la bellezza.
E soprattutto dobbiamo superare una logica che troppo spesso ha caratterizzato gli investimenti pubblici: un’opera non può esaurire la propria funzione nel giorno dell’inaugurazione.
Deve essere gestita, vissuta e deve continuare a produrre valore negli anni successivi.
Come Amministrazione comunale stiamo già lavorando a questa impostazione attraverso la nostra programmazione e le progettualità avviate sul territorio.
Ora abbiamo l’opportunità di compiere un ulteriore salto di qualità attraverso una regia istituzionale capace di mettere insieme Ambiente e Infrastrutture, Regione e territorio, Pignola e Potenza, investimenti pubblici e iniziativa privata, tutela ambientale e sviluppo economico.
Per Pignola questa non è una questione marginale né un singolo progetto da finanziare.
È una delle grandi scelte che riguarderanno il futuro della nostra comunità e dell’intero comprensorio del capoluogo nei prossimi decenni.
Per questo continueremo a partecipare ai tavoli istituzionali con spirito di collaborazione, senza contrapposizioni, ma con una posizione chiara: tutelare il Lago, valorizzarlo e fare in modo che ogni scelta che lo riguardi rappresenti anche un’opportunità concreta e duratura per Pignola, per Potenza e per l’intera Basilicata.
Abbiamo atteso abbastanza.
Abbiamo visto trascorrere stagioni, progetti, promesse e generazioni.
Adesso abbiamo l’occasione di trasformare una lunga attesa in una storia diversa.
Il Lago di Pignola deve diventare il luogo nel quale Potenza ritrova la propria dimensione naturale e Pignola costruisce una nuova dimensione economica.
Non due comunità che si dividono un patrimonio, ma due comunità che, mettendolo insieme, ne moltiplicano il valore.
Perché il Lago non deve essere soltanto il patrimonio che abbiamo ricevuto dal passato.
Deve diventare anche una delle ragioni per cui i nostri figli potranno scegliere di restare”.



























