Forti perplessità sulla Variante normativa semplificata al Regolamento Urbanistico della città di Potenza, adottata dal Consiglio comunale il 30 luglio scorso, vengono espresse nelle osservazioni presentate da INU, Legambiente Basilicata, WWF Potenza e Aree Interne, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e Collegio dei Geometri della Provincia di Potenza.
Al centro delle osservazioni, si evidenzia in un comunicato stampa:
“il rischio che alcune delle modifiche adottate possano favorire nuovo consumo di suolo, dispersione insediativa e incrementi edificatori non accompagnati da un adeguato quadro di pianificazione, con possibili conseguenze sulla dotazione di infrastrutture, servizi e verde pubblico e sulla sostenibilità urbanistica, ambientale e paesaggistica delle trasformazioni.
Le criticità riguardano in particolare le modifiche agli articoli 34, 40, 56, 57, 58, 60 e 61 delle Norme Tecniche di Attuazione.
Tra i punti contestati figurano la possibilità di ulteriori incrementi volumetrici nei cosiddetti Tessuti Disomogenei e l’attuazione delle previsioni urbanistiche nelle zone Centro Studi e Vallone di Santa Lucia anche senza un Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica.
Particolare attenzione viene inoltre posta alle modifiche riguardanti l’Ambito Periurbano, il territorio aperto e gli aggregati edilizi esistenti.
Secondo le osservazioni presentate, tali previsioni potrebbero favorire un’ulteriore diffusione degli insediamenti intorno alla città, aumentando il consumo di suolo e la domanda di infrastrutture e servizi.
I soggetti firmatari chiedono quindi al Comune di eliminare le modifiche considerate più critiche, in particolare quelle relative ai Tessuti Disomogenei e agli articoli 56, 57, 58, 60 e 61, e di mantenere un ruolo centrale dell’Amministrazione comunale nel coordinamento delle trasformazioni previste per le aree del Centro Studi e del Vallone di Santa Lucia.
Per queste aree viene proposta, in alternativa al Piano Particolareggiato pubblico, la definizione di un Piano Quadro complessivo (da approvarsi da parte della Giunta Comunale) che indichi la principale viabilità, le aree da destinare a standard, attrezzature e verde pubblico, la suddivisione dell’intera area in Comparti urbanistici (da attuare su iniziativa di Consorzi di privati), previa equilibrata ripartizione, tra gli stessi Consorzi, delle aree da cedere gratuitamente al Comune e delle opere di urbanizzazione da realizzarsi.
Legambiente Basilicata ha inoltre chiesto che la Variante sia corredata da Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e da un aggiornamento del Bilancio Urbanistico, e che siano considerati gli indirizzi del Piano Paesaggistico Regionale in corso di prossima adozione.
Più in generale, i firmatari ritengono necessario recuperare una visione complessiva del futuro urbanistico di Potenza attraverso l’approvazione del Piano Strutturale Comunale e una pianificazione capace di conciliare trasformazioni urbane, tutela del paesaggio, riduzione del consumo di suolo, servizi e qualità della vita.
La città e il territorio sono beni comuni.
Le loro trasformazioni devono essere guidate da una visione pubblica e complessiva, fondata sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica e non dalla somma di singoli interventi.
I firmatari annunciano infine l’impegno a riaprire nei prossimi mesi un confronto pubblico sulla città, sul territorio e sugli strumenti necessari per governarne le trasformazioni, coinvolgendo cittadini e organizzazioni in un percorso partecipato.
I firmatari
– Sezione Regionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU);
– Legambiente Basilicata;
– Sezione Potenza ed Aree Interne del World Wide Fund for Nature (WWF);
– Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Potenza;
– Collegio dei Geometri della Provincia di Potenza”.



























