Riceviamo e pubblichiamo una nota di Piero Marrese, consigliere regionale:
“Ho presentato una proposta di legge regionale per l’istituzione del Registro regionale dei caregiver familiari e per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dell’attività di cura e assistenza svolta quotidianamente da migliaia di persone all’interno delle nostre famiglie.
Il caregiver familiare rappresenta una componente importante della rete di assistenza e spesso costituisce un punto di riferimento fondamentale per le persone non autosufficienti, con disabilità o affette da patologie croniche e degenerative.
La proposta nasce dalla necessità di dare a queste persone maggiore riconoscimento e di rafforzare il collegamento tra la loro attività di cura e la rete dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari.
Il Registro regionale, articolato territorialmente per Ambito sociale, vuole essere innanzitutto uno strumento di conoscenza e programmazione: consentirà di comprendere meglio la presenza e la distribuzione dei caregiver sul territorio, favorire il raccordo con i servizi e individuare i bisogni assistenziali, formativi e di sollievo. L’iscrizione, inoltre, non costituisce un requisito per accedere alle prestazioni e non attribuisce alcuna qualifica professionale.
La proposta prevede anche un maggiore coinvolgimento del caregiver nel progetto assistenziale individualizzato, nel rispetto della volontà e della dignità della persona assistita, nonché l’individuazione di un referente territoriale che possa accompagnare le famiglie nell’accesso alle informazioni e ai servizi.
Particolare attenzione viene dedicata alla formazione, al supporto psicologico, ai gruppi di auto-mutuo aiuto e agli interventi di sollievo, compresa l’assistenza domiciliare temporanea e il sostegno alla conciliazione tra lavoro e attività di cura.
La proposta prevede inoltre la possibilità di valorizzare le competenze maturate attraverso l’esperienza di assistenza, nel rispetto della normativa vigente.
L’obiettivo è costruire una rete regionale più integrata, nella quale Regione, Ambiti territoriali sociali, Comuni, servizi sanitari, professionisti, associazioni e Terzo settore possano operare in modo coordinato a sostegno delle persone assistite e di chi se ne prende cura.
Con questa proposta intendiamo quindi aprire un confronto istituzionale e sociale su una figura che merita attenzione, riconoscimento e strumenti concreti di supporto. Il caregiver non deve essere lasciato solo nella responsabilità quotidiana della cura: le istituzioni devono costruire le condizioni perché il suo ruolo possa integrarsi con una rete pubblica di servizi adeguata e accessibile.
La proposta prevede infine un sistema di monitoraggio annuale sull’attuazione della legge e una clausola di adeguamento alle eventuali future disposizioni nazionali in materia di caregiver familiare.
È un provvedimento che punta dunque a dare una cornice regionale organica a un tema che riguarda direttamente la qualità della vita di molte famiglie lucane.



























