Potenza, telefoni e droga in carcere: “Necessari strumenti contro i droni”. Le dichiarazioni

Cocaina, hashish e smartphone sono stati sequestrati nelle ultime settimane dalla Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale di Potenza, al termine di mirate attività info-investigative e di polizia giudiziaria.

L’ultima operazione, effettuata ieri mattina dal personale coordinato dal comandante Gianluigi Lancellotta, ha portato al rinvenimento di due smartphone, pronti all’uso e abilmente occultati in altrettante celle detentive.

A darne notizia è Saverio Brienza, segretario nazionale del SAPPE per la Basilicata, che evidenzia come, accanto ai tradizionali tentativi di introduzione, negli ultimi mesi si siano moltiplicati i sorvoli di droni nell’area dell’istituto.

“Il personale di Polizia Penitenziaria, grazie all’attività preventiva e ai controlli interni, riesce a contrastare efficacemente i canali tradizionali di introduzione di droga e telefoni.

Il fenomeno dei droni, però, rappresenta una nuova modalità di approvvigionamento che non può essere sottovalutata”, sottolinea.

Secondo il SAPPE, gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto vengono utilizzati per raggiungere con precisione le finestre delle celle e consentire l’introduzione di telefoni cellulari, sostanze stupefacenti e altri oggetti illeciti, con il possibile coinvolgimento di soggetti esterni collegati alla criminalità presente nell’istituto.

“Esprimiamo apprezzamento al comandante Lancellotta e alle donne e agli uomini dei Baschi Azzurri – aggiunge Brienza – per la professionalità dimostrata nelle numerose operazioni che hanno consentito di sequestrare droga e telefoni e di interrompere attività illecite che possono alimentare circuiti criminali dentro e fuori dal carcere”.

Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, richiama quindi la necessità di rafforzare la dotazione tecnologica della Polizia Penitenziaria in Basilicata.

“Le nuove modalità utilizzate per introdurre droga e telefoni negli istituti penitenziari impongono una risposta adeguata anche sul piano tecnologico – afferma Capece -.

Non possiamo chiedere agli agenti di contrastare strumenti e modalità operative sempre più sofisticate della criminalità senza metterli nelle condizioni di poterlo fare”.

“Per questo – prosegue – auspichiamo che tutta la Polizia Penitenziaria della Basilicata possa essere dotata di adeguati strumenti tecnologici per il contrasto alle nuove forme di criminalità, a partire dai sistemi per individuare e contrastare i droni e dagli apparati per l’inibizione delle comunicazioni telefoniche.

È una esigenza concreta di sicurezza che riguarda gli istituti penitenziari, il personale che vi opera e, più in generale, la collettività”.

“Gli agenti stanno facendo fino in fondo la loro parte – conclude Capece -. Ora occorre che l’Amministrazione penitenziaria assicuri loro strumenti moderni, efficaci e adeguati alle nuove minacce.

La sicurezza penitenziaria non può essere affidata soltanto alla professionalità e al sacrificio del personale: servono anche investimenti e tecnologie all’altezza delle sfide attuali“.