Bollo auto, nel 2027 non si paga. Aci pubblica le 25 faq: dalle tre auto in famiglia alla scadenza a novembre, cosa c’è da sapere

Nel 2027 un buon numero di automobilisti non pagherà il bollo.

Il decreto legge 162/2026, come precisa leggo, prevede infatti un’esenzione temporanea della tassa automobilistica per il prossimo anno, ma solo a precise condizioni.

Per chiarire i dubbi più frequenti l’Aci ha pubblicato 25 domande e risposte. Ecco le più importanti.

Chi rientra nell’esenzione

Sono esentate le autovetture fino a 80 kW (circa 109 CV) alimentate a benzina, gasolio, a doppia alimentazione o ibride. Rientrano anche i motocicli e i ciclomotori. L’agevolazione vale per i veicoli di proprietà, in leasing o a noleggio a lungo termine, purché regolarmente assicurati. Ogni cittadino può beneficiarne per un solo veicolo.

Non servono un’auto nuova né una classe Euro minima, e non ci sono limiti di reddito o ISEE. L’esenzione non è riservata a una categoria o a una fascia d’età.

Ho tre auto: su quale vale?

Sulla meno potente. Con tre auto agevolabili da 51, 66 e 74 kW, l’esenzione riguarda solo quella da 51 kW e non si può scegliere la vettura che si usa di più. A parità di kW viene esentata quella con il bollo meno elevato. Se le mie auto sono due e ho anche una moto, il beneficio va all’auto meno potente: con vetture da 60 e 75 kW e una moto da 35 kW, è esente l’auto da 60 kW.

Il bollo scade a novembre 2026: lo devo pagare?

Sì. Conta il termine ordinario di pagamento, non i mesi coperti. Un bollo che termina a novembre si rinnova di norma entro dicembre, quindi resta fuori dall’esenzione, anche se il nuovo versamento copre mesi del 2027. Rientra invece chi deve versare il bollo a gennaio 2027, dopo una scadenza a dicembre 2026. Non è previsto alcun rimborso dei mesi del 2027 già pagati.

Aspettare il 2027 per pagare un arretrato?

Non conviene: un bollo dovuto nel 2026 non diventa esente se lo si paga in ritardo. Il decreto non cancella gli arretrati e non prevede sanatorie per sanzioni e interessi.

Auto ibride, GPL e metano

Per le ibride, nel calcolo del bollo conta la potenza del motore termico, non quella complessiva dichiarata dal costruttore. Un’ibrida da “130 CV” non è quindi automaticamente esclusa. I kW si leggono alla voce P.2 della carta di circolazione. Le bifuel benzina/GPL o benzina/metano sono compatibili con il testo del decreto, a patto di rispettare il limite di 80 kW. Le auto solo elettriche non rientrano in questa misura, ma per loro valgono le esenzioni già previste nei vari territori.

Famiglie, società e partite Iva

Il limite è per persona fisica, non per nucleo familiare. Due auto intestate a marito e moglie possono quindi avere due esenzioni, mentre due auto intestate alla stessa persona ne ottengono una sola. Le società non possono beneficiarne, e un dipendente che usa l’auto aziendale non acquisisce il diritto. Chi ha la partita Iva, invece, non è escluso, perché un professionista o un imprenditore individuale resta una persona fisica.

Moto e scooter

Per i motocicli non c’è il tetto di 80 kW. Chi ha un’auto sopra gli 80 kW e una moto può quindi avere l’esenzione sulla moto, se non è tenuto al bollo di un’altra autovettura entro quel limite. Tra più moto vale la meno potente. Tra più ciclomotori viene esentato quello con la prima immatricolazione più lontana nel tempo.

Serve fare domanda?

Il decreto non descrive una procedura di domanda né modalità di riconoscimento automatico. Va quindi verificato nelle istruzioni di Regione o Provincia autonoma e nei servizi Aci. Per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome serve inoltre un accordo con ciascun territorio. Conviene tenere a portata di mano targa, carta di circolazione, scadenza e dati assicurativi.

E dal 2028?

L’esenzione riguarda solo i versamenti con scadenza nel 2027, non è una cancellazione permanente. Il governo punta a renderla strutturale con la manovra, ma per il solo biennio 2028-2029 servirebbero 5 miliardi.