“Maratea isolata: un bypass da milioni di euro dopo 24 giorni è nuovamente chiuso”. Presentata un’interrogazione

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dell’On. Arnaldo Lomuti:

“Siamo arrivati al punto che in Basilicata non basta più chiedersi quando finiranno i lavori di una strada, ma quanto durerà una volta inaugurata.

A Maratea la risposta è stata 24 giorni.

Cinque milioni di euro di risorse pubbliche, mesi e mesi di ritardi, inaugurazioni e dichiarazioni trionfali, per ritrovarsi alla prima emergenza nuovamente con la strada chiusa.

Sembra una rappresentazione teatrale dell’assurdo, ma purtroppo è la realtà che cittadini e imprese sono costretti a subire.

Dal novembre 2022, quando la frana di Castrocucco interruppe la SS18, sono trascorsi quasi quattro anni.

Quattro anni nei quali Maratea, uno dei luoghi più prestigiosi e importanti per il turismo della Basilicata, è stata lasciata in una condizione di precarietà infrastrutturale indegna di un Paese civile.

E non si venga a raccontare che Maratea non è isolata perché si può ancora passare da Sapri.

Significa costringere i cittadini a uscire dalla Basilicata, attraversare la Campania e affrontare lunghissime deviazioni per raggiungere la Calabria o l’entroterra lucano.

Quando una comunità perde i suoi collegamenti naturali, quando raggiungere il lavoro, una scuola o un ospedale diventa un percorso a ostacoli, quello è isolamento. Non servono giochi di parole per nascondere la realtà.

La cosa più grave è che questa situazione non era inevitabile.

Fin dall’inizio avevo sollecitato il Governo, presentando interrogazioni parlamentari e chiedendo interventi strutturali, anziché continuare a inseguire l’emergenza.

Il ministro Musumeci, rispondendo alla mia interrogazione n. 4-00205, aveva già indicato la possibilità di realizzare una galleria naturale definitiva, stimando un costo di circa 25 milioni di euro e tempi di realizzazione di 12-15 mesi.

Era il 2023. Oggi siamo nell’ottobre 2026 e la galleria non c’è.

Se si fosse affrontato immediatamente il problema con la necessaria determinazione, oggi avremmo potuto avere la galleria già completata, o quantomeno in una fase avanzata di realizzazione.

Avremmo risparmiato anni di disagi, milioni di euro impiegati in opere provvisorie, costi per i cittadini, danni alle imprese e pesanti conseguenze per il turismo.

Invece si è scelta la strada degli interventi temporanei, delle rassicurazioni e delle inaugurazioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un bypass da milioni di euro che dopo 24 giorni è nuovamente chiuso, mentre per la galleria definitiva si parla ormai di circa 60 milioni di euro e di ulteriori anni di attesa.

Chi ha deciso queste priorità? Chi risponde del tempo perduto? Chi risponde dei soldi spesi e dei danni provocati da questa interminabile emergenza?

Perché è troppo facile presentarsi davanti alle telecamere quando si inaugura un’opera e poi lasciare ai cittadini il conto dei problemi quando quell’opera non garantisce più il servizio per il quale è stata realizzata.

E a proposito di annunci, sarebbe il caso di ricordare al presidente Bardi la sua fantasiosa prospettiva degli elicotteri per migliorare i collegamenti della Basilicata.

Presidente, forse è arrivato il momento di tirarli fuori dagli hangar. Dopo aver promesso di far volare i lucani, la sua Regione non riesce nemmeno a garantire loro di viaggiare sulle strade. Una promessa che oggi assume il sapore amaro della beffa.

Ma dietro questa vicenda non c’è nulla da ridere.

Ci sono famiglie, lavoratori, studenti, anziani, persone che devono raggiungere un ospedale.

Ci sono imprenditori che hanno investito i propri risparmi, operatori turistici che devono programmare le stagioni, strutture ricettive che vivono dell’accessibilità del territorio.

C’è l’economia di un’intera comunità che non può essere tenuta in ostaggio dall’approssimazione e dall’assenza di una programmazione capace di affrontare il problema alla radice.

Maratea rappresenta un patrimonio di tutta la Basilicata. Eppure viene trattata come se i suoi collegamenti fossero una questione secondaria, da affrontare con qualche intervento provvisorio e una conferenza stampa.

La responsabilità politica di questa situazione non può essere cancellata invocando ancora una volta il maltempo o la fatalità. Le frane si conoscono, i rischi si studiano, le opere si progettano, le risorse si programmano. La politica serve precisamente a questo: prevenire, decidere e risolvere.

Non a rincorrere continuamente le emergenze che non è stata capace di superare.

Presenterò una nuova interrogazione parlamentare per chiedere conto al Governo dei ritardi, delle risorse impegnate, delle verifiche sulla sicurezza del bypass e dello stato della galleria definitiva.

Voglio sapere chi ha assunto le decisioni, sulla base di quali valutazioni e perché una soluzione già prospettata nel 2023 non sia stata ancora realizzata.

Dopo quasi quattro anni, cinque milioni di euro per una strada provvisoria nuovamente chiusa e una galleria definitiva ancora da costruire, non bastano più le spiegazioni di circostanza.

Bardi, Salvini e tutti i responsabili istituzionali competenti devono rispondere con fatti, documenti e scadenze verificabili.

Perché il vero scandalo non è che a Maratea cadano le pietre. È che dopo quattro anni di annunci, soldi pubblici e promesse, a cadere siano ancora una volta le certezze e i diritti dei cittadini”.