Domenica 11 Ottobre si è svolta con un’intensa partecipazione di cittadini, istituzioni e giovani la giornata di memoria e riflessione promossa per ricordare le pagine più drammatiche ma al tempo stesso fondative della storia potentina del settembre 1943.
L’iniziativa ha unito idealmente i luoghi della tragedia e quelli del riscatto, trasformando il dolore del passato in un cantiere vivo di riconciliazione e di pace.
La giornata si è aperta alle ore 16:00 in Via del Cardillo, presso il “Luogo della Memoria”, con la benedizione e la deposizione della corona in ricordo di Canio Nolè, Giorgio Romaniello e Vincenzo Guglielmi.
Tre contadini e padri di famiglia che, il 14 settembre 1943, furono brutalmente trucidati dalle truppe naziste mentre si trovavano nei campi, scambiati ingiustamente per soldati.
Una strage che lasciò tre famiglie distrutte e diciassette orfani.
Tra loro c’era Nicola Nolè, il cui sogno d’infanzia e la cui promessa fatta al padre hanno dato vita a quel cippo monumentale che oggi permette di mantenere viva la memoria.
Nel corso della cerimonia, la rievocazione storica si è arricchita dei passaggi tratti dal saggio di Angela Olita “I Bombardieri a Pace Fatta”, che ha ricostruito il drammatico paradosso di quelle ore, affiancando la fuga del sergente Amedeo Ricchezza alla sorte tragica dei tre civili ignari del destino che li attendeva.
Il programma è proseguito alle ore 17:00 presso la Parrocchia Santa Famiglia di Nazareth con il seminario di approfondimento dal titolo “Mons. Bertazzoni – la guida di una città perduta”.
Al centro del dibattito, la figura di Mons. Bertazzoni, che nel settembre del ’43, con la città devastata dai bombardamenti e l’abbandono delle autorità militari, rimase l’unico punto di riferimento morale e pastorale per la popolazione.
Momento centrale dell’incontro è stata la riflessione sul valore della memoria come “rete”: come sottolineato durante gli interventi, il sogno individuale di Nicola Nolè si è trasformato negli anni in un’autentica e potente rete della memoria che unisce istituzioni, mondo accademico, comunità religiosa, associazioni e cittadinanza.
Quest’anno, la scelta di spostare l’iniziativa all’11 ottobre ha avuto un obiettivo preciso: coinvolgere direttamente il mondo della scuola e le nuove generazioni.
Tra i protagonisti della sessione, la Consulta Provinciale degli Studenti ha presentato un intenso video realizzato rielaborando il patrimonio di testimonianze raccolte in anni di lavoro da Don Cesare Covino, motore e guida del Memoriale dei bombardamenti del ’43 a Potenza.
I giovani si sono così fatti interpreti di un esercizio di memoria inteso non come un dovere formale, ma come un autentico seme di pace che unisce e riconcilia.
Il seminario si è avvalso dei contributi storici e istituzionali di alto profilo del Prof. Donato Verrastro (Professore associato di Storia Contemporanea presso l’UNIBAS) e di Don Dino Lasalvia (Direttore dell’Archivio Storico Diocesano), accompagnati dalle suggestive esecuzioni musicali dell’Orchestra Maldestra, capaci di tradurre in linguaggio emotivo le tragedie e le speranze di quel periodo.
L’iniziativa ha goduto del patrocinio del Comune di Potenza e Avigliano, della Parrocchia Santa Famiglia di Nazareth di Potenza, della Consulta Provinciale degli Studenti di Potenza, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, che hanno dato onore e lustro all’iniziativa.
La giornata si è conclusa alle ore 18:30 con la Santa Messa di suffragio, suggellando un’iniziativa che ha dimostrato come la comunità potentina sappia stringersi attorno ai suoi valori più alti, trasformando il ricordo in un argine contro ogni odio e in un impegno quotidiano per la pace.


























