Tutela della qualità delle acque, monitoraggio ambientale e aggiornamento degli strumenti amministrativi per una gestione più efficace e sostenibile delle risorse idriche regionali.
Sono questi gli obiettivi di due provvedimenti approvati dalla Giunta regionale della Basilicata, su proposta dell’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello, che intervengono su aspetti diversi ma strettamente collegati della gestione del patrimonio idrico lucano.
Il primo riguarda gli esiti del monitoraggio effettuato dall’Arpab sull’invaso di Monte Cotugno nel primo semestre del 2026, nell’ambito delle attività previste dal Decreto legislativo 152 del 2006 per le acque destinate alla produzione di acqua potabile.
I dati evidenziano un significativo miglioramento della qualità delle acque rispetto alle criticità registrate nel 2025, quando l’eccezionale riduzione dei volumi invasati aveva determinato un peggioramento di alcuni parametri e il conseguente declassamento dell’invaso dalla categoria A2 alla categoria A3. In particolare, le analisi relative al primo semestre del 2026 mostrano un miglioramento complessivo della qualità delle acque.
Un quadro che, secondo le valutazioni tecniche dell’Arpab, conferma il carattere contingente delle criticità emerse nel 2025, anche in relazione al progressivo ripristino dei volumi idrici dell’invaso.
Saranno ora gli esiti del monitoraggio del secondo semestre a completare il quadro conoscitivo dell’intero 2026 e a consentire le successive valutazioni tecniche e amministrative sulla classificazione dell’invaso e sulle modalità di trattamento delle acque destinate al consumo umano.
Il secondo provvedimento riguarda invece l’aggiornamento delle Linee guida regionali in materia di impianti di trattamento delle acque reflue urbane e disciplina degli scarichi, in attuazione dell’articolo 5 della Legge regionale 29 maggio 2017, numero 9.
L’aggiornamento, frutto di un lavoro coordinato dall’Ufficio risorse idriche della Direzione Ambiente e condiviso con le Province, Arpab, Egrib e Acquedotto Lucano, adegua la disciplina regionale all’evoluzione del quadro normativo, introducendo elementi di semplificazione e maggiore chiarezza nei procedimenti autorizzativi.
Le nuove linee guida costituiscono uno strumento operativo aggiornato per gli enti competenti e per gli operatori del settore, con riferimento all’approvazione dei progetti degli impianti di trattamento, alle autorizzazioni provvisorie e ai regimi amministrativi degli scarichi di acque reflue domestiche, urbane, di prima pioggia e di lavaggio.
“Questi due provvedimenti – sottolinea l’assessore all’Ambiente e Transizione energetica, Laura Mongiello – rappresentano due aspetti complementari di una stessa azione amministrativa: da una parte il controllo costante della qualità delle nostre risorse idriche, dall’altra la definizione di regole e procedure più aggiornate ed efficienti per la gestione degli scarichi e della depurazione.
Il miglioramento registrato nell’invaso di Monte Cotugno è un segnale importante, che accogliamo con attenzione e responsabilità, nella consapevolezza che soltanto il completamento del monitoraggio annuale consentirà di assumere le successive determinazioni su basi tecniche consolidate”.
“Allo stesso tempo – prosegue Mongiello – l’aggiornamento delle linee guida regionali risponde all’esigenza di mettere a disposizione delle amministrazioni e degli operatori strumenti più chiari, omogenei e coerenti con la normativa vigente.
Semplificare i procedimenti significa anche rendere più efficace l’azione amministrativa, mantenendo ferma la centralità della tutela ambientale”.
“L’acqua – conclude l’assessore – è una risorsa strategica per la Basilicata, per la qualità della vita dei cittadini e per le prospettive di sviluppo dei nostri territori. La sua salvaguardia richiede un impegno continuo, fondato sulla conoscenza scientifica, sulla collaborazione tra istituzioni e sulla capacità di programmare interventi e adottare decisioni responsabili.
È in questa direzione che continueremo a lavorare, con l’obiettivo di coniugare sicurezza degli approvvigionamenti, tutela degli ecosistemi e gestione sostenibile del patrimonio idrico regionale”.


























