Il bonus mamme 2026 sale a 60 euro al mese, per un massimo di 720 euro annui.
L’Inps, come fa sapere quifinanza, ha pubblicato la circolare n. 106 del 16 ottobre 2026, con le istruzioni per accedere al contributo destinato alle lavoratrici con almeno due figli.
Il documento chiarisce i requisiti, gli importi, le modalità di presentazione della domanda e le tempistiche dei pagamenti.
Per quest’anno c’è l’aumento del beneficio mensile che passa dai precedenti 40 euro a 60 euro.
Il pagamento è previsto in un’unica soluzione a dicembre 2026, mentre l’apertura della procedura per presentare le richieste sarà comunicata successivamente dall’Istituto.
La misura viene confermata in attesa dell’introduzione dell’esonero contributivo parziale per le lavoratrici madri, rinviato al 2027.
Il Bonus mamme 2026 è rivolto alle lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli, purché rispettino specifiche condizioni anagrafiche, lavorative ed economiche.
In particolare, possono accedere al bonus:
- le madri con due figli, se il più piccolo ha meno di 10 anni;
- le madri con almeno tre figli, se il più piccolo ha meno di 18 anni.
Nel conteggio rientrano anche i figli adottati o in affidamento preadottivo.
Il requisito relativo al numero dei figli deve essere presente al 1° gennaio 2026 oppure maturare entro il 31 dicembre dello stesso anno. Se, ad esempio, il secondo figlio nasce ad aprile, il contributo può essere riconosciuto a partire da quel mese.
Possono beneficiarne le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, comprese quelle con contratti a tempo determinato, indeterminato, intermittenti o in somministrazione.
Sono ammesse anche le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, alle casse professionali e alla Gestione separata.
Restano escluse le lavoratrici domestiche. È inoltre previsto un limite economico: il reddito annuo da lavoro dipendente o autonomo non deve superare 40mila euro nel 2026.
Una distinzione importante riguarda le lavoratrici con almeno tre figli che hanno un contratto a tempo indeterminato.
Per queste madri il nuovo bonus da 60 euro mensili non viene riconosciuto nei mesi in cui è presente, anche parzialmente, un rapporto di lavoro stabile.
Le lavoratrici interessate possono invece beneficiare, se rispettano i requisiti, dell’esonero del 100% dei contributi previdenziali IVS a proprio carico, previsto fino al 31 dicembre 2026.
L’Inps precisa che anche i contratti di apprendistato rientrano tra quelli a tempo indeterminato.
Se una lavoratrice con tre figli passa da un contratto a termine a uno stabile, perde il diritto al nuovo bonus dal mese della trasformazione. Può tuttavia accedere all’esonero contributivo, se ne possiede i requisiti.
Il beneficio ammonta a 60 euro per ogni mese o frazione di mese di attività lavorativa, fino a un massimo di dodici mensilità.
Chi possiede tutti i requisiti per l’intero anno può quindi ricevere 720 euro. Per periodi più brevi, l’importo viene calcolato in proporzione ai mesi per i quali spetta il contributo.
L’Inps ha chiarito che le somme maturate tra gennaio e dicembre 2026 saranno versate in un’unica soluzione nel mese di dicembre 2026, insieme alla mensilità relativa allo stesso mese.
Per ottenere il Bonus mamme 2026 è necessario presentare una specifica domanda all’Inps. Il riconoscimento della prestazione non è quindi automatico.
La procedura di presentazione delle domande non risulta ancora aperta.
L’Inps ha precisato che la data di attivazione sarà comunicata attraverso un successivo messaggio ufficiale.
Nella richiesta, la lavoratrice dovrà dichiarare il possesso dei requisiti, indicare i dati dei figli e fornire la documentazione necessaria, oltre a scegliere la modalità di pagamento prevista.


























