In un momento storicamente complesso e di forte sofferenza per l’agricoltura, è giunto il tempo di compiere scelte coraggiose per la politica regionale.
Confagricoltura Basilicata chiede all’amministrazione regionale di procedere con decisione e speditezza nell’assegnazione e nella gestione delle risorse, mettendo in campo una visione strutturata e di ampio respiro.
Al centro della proposta dell’organizzazione agricola vi è la rapida concretizzazione dell’Agenzia per la Forestazione, ricordando che giace già da tempo nei cassetti della Regione una proposta di legge dedicata proprio alla sua creazione.
Una misura fondamentale che, prendendo in carico il settore degli operai idraulico-forestali, consentirebbe di liberare risorse strategiche per restituire al comparto primario la dignità e il sostegno economico concreto che gli spettano.
La forestazione in Basilicata assorbe indicativamente 87–88 milioni di euro annui, pari a circa l’1,8% del bilancio regionale complessivo: una cifra che può essere in grossa parte recuperata attraverso una valorizzazione moderna e sostenibile del patrimonio boschivo regionale, a partire dall’opportunità offerta dai crediti di carbonio.
Sottolinea Confagricoltura Basilicata:
“Non si tratta assolutamente di una guerra tra poveri ma di una programmazione politica e strutturale ben precisa.
Da un lato si offre un segnale di forte modernizzazione al comparto forestale, dall’altro si fornisce una risposta concreta al settore agricolo che, oggi più che mai, ha la necessità di sentire le istituzioni al proprio fianco”.
Confagricoltura esprime fiducia nell’operato del Presidente della Giunta Regionale, Vito Bardi, degli Assessori e dell’intero Consiglio Regionale, convinta che sapranno cogliere il valore di questa proposta e dare finalmente seguito all’iter legislativo.
Di fronte ad atti concreti di questo genere, gli agricoltori saranno pronti a fare la propria parte per il rilancio di un comparto vitale per l’economia lucana.
Conclude la nota di Confagricoltura Basilicata:
“Non siamo interessati a presentare un’ulteriore lista della spesa né tantomeno a chiedere misure assistenziali.
Ciò che chiediamo alla Regione è il coraggio: il coraggio delle riforme e la determinazione nel restituire all’agricoltura ciò che le spetta e che in questi ultimi anni è mancato sul piano della programmazione politica e di bilancio nei confronti di un settore che rappresenta 28000 imprese, e quindi nuclei familiari, oltre a tutti i dipendenti impiegati in queste imprese”.

























