Due anni fa Pisticci perdeva Dea, una ragazza bellissima, brillante e profondamente sensibile.
A distanza di due anni dalla sua scomparsa, la mamma Mirna Mastronardi ha scelto di ricordarla anche attraverso una testimonianza nello studio di “Tu sì que vales”, su Canale 5, davanti a Maria De Filippi, ai giudici e al pubblico.
Un momento intenso, nel quale Mirna ha raccontato il dolore per la perdita della figlia e, allo stesso tempo, il percorso compiuto per continuare a vivere portando con sé il ricordo di Dea.
La sua partecipazione al programma è diventata così un’occasione per parlare di amore, memoria e della forza necessaria per affrontare una perdita tanto grande.
Nel giorno dell’anniversario, 4 Ottobre, festa di San Francesco, Mirna ha dedicato alla figlia parole profondamente toccanti, ricordando i 730 giorni trascorsi dalla sua scomparsa, le notti, le ore e i minuti vissuti senza di lei.
Ecco il suo messaggio:
“4 Ottobre. San Francesco. Il nostro Santo, Dede.
Il santo poverello. Il santo di fratello sole, sorella luna e “sora nostra morte corporale”.
Sono convinta che nel Cielo tu te ne stia con lui e con Santa Chiara e con tutti i ragazzi meravigliosi come te, caratterizzati da spiccata sensibilità e profonda bellezza.
4 Ottobre. Anche oggi, come due anni fa, “𝑖𝑙 𝑐𝑖𝑒𝑙𝑜 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑙𝑒𝑛𝑧𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑎𝑧𝑧𝑢𝑟𝑟𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑜 𝑎𝑑 𝑎𝑠𝑐𝑖𝑢𝑔𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑠𝑜𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛’𝑒𝑠𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑛𝑒 𝑣𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟𝑒, 𝑑𝑖 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑢𝑡𝑢𝑛𝑛𝑜”.
4 ottobre. E sono trascorsi due anni, Dea. 730 giorni. 730 lunghe notti. 17520 ore. Oltre un milione di minuti. Vissuti senza Te, con il pensiero di Te, amore mio, vitadellamiavita.
4 Ottobre. Nel mio libro “Sarò la tua voce”, mi sono chiesta con forza “𝐶ℎ𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑜, 𝑠𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑡𝑢𝑎 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒?”.
Nonostante l’abisso abbia provato a travolgermi, io non mi sono arresa, Dede.
E mi sono messa in cammino. Sostenuta dai nonni e dalle tue zie.
Da Milena e da Giuseppe e anche dal tuo zio Giuseppe.
Con le tue amiche che non mi hanno lasciata sola e che hanno scelto di attraversare il dolore con me, per continuare a pronunciare il tuo nome. Per non smettere di darti voce.
Bimba mia, manchi come l’aria e le lacrime non smettono di venire giù.
Ma abbiamo pian piano imparato a tenerci per mano per darci forza, per aiutarci l’un l’altro a rimanere in piedi, 𝑑𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑒𝑠𝑡𝑎.
A testa alta, Dea.
Perché nonostante il dolore tu non smetti di parlarci e di indicarci la strada.
Nemmeno un secondo hai smesso di essere luce.
E se le tenebre ti hanno parlato, quel 4 ottobre, il buio non ha vinto, perché io so che tu sei tra le braccia del Signore e che a lui hai parlato di noi.
E che con Lui e con Gabriele Pio e Marco e Marco e Giulia e Sonia e Mirko e Francesco e Gianluca e Angelo e Angelo e Luca e Gianmaria tu vegli su noi tutti, sorridendoci.
Grazie, Dea della forza che ci dai, dell’amore che hai seminato quaggiù e del quale ritroviamo tracce ogni giorno.
Grazie di avermi riempito il cuore.
Grazie per l’infinita tenerezza.
Grazie per le risate e gli abbracci e anche le lacrime condivise.
Grazie per ieri e sempre.
Grazie per ogni passo che ci fai compiere.
Grazie per le persone straordinarie che mi metti accanto.
Anche per quei tanti momenti di solitudine in cui riesco a sentirti, con Mia che mi gira attorno curiosa.
E grazie per avermi donato un Arcivescovo straordinario, Dede.
Perché don Benoni Ambarus straordinario lo è davvero. E tu lo sai bene.
Mi manchi, amore mio.
Da quel 4 ottobre di due anni fa.
E però io so che la luce che vedo di fronte e che provo a seguire, mi avvicina a Te, passo dopo passo. Ed io non vedo l’ora di poterti riabbracciare, Dede🌸. E sarà per sempre.
PS: La foto bellissima è di Rosalia, scattata durante la celebrazione in cui abbiamo pregato per te. Con tutto l’amore del mondo.
E con tutta la luce e con i colori del mondo. Quella luce e quei colori, Dede, parlano di te”.
Ci stringiamo con profondo affetto alla mamma di Dea e ai suoi cari.


























