Apertura ufficiale questa mattina per lo Studentato universitario “San Carlo Acutis – OstHello della Musica”, realizzato nei locali dell’ex Seminario Vescovile, accanto alla Cattedrale di San Gerardo.
Alla cerimonia hanno partecipato:
- il Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, la vicesindaca di Potenza, Federica D’Andrea, l’assessora regionale all’Ambiente Laura Mongiello, la prorettrice vicaria dell’Università degli Studi della Basilicata Patrizia Falabella, il presidente dell’ARDSU Vincenzo Summa, il Presidente della Consulta studentesca della provincia di Potenza Italo Marsico, i rappresentanti del Conservatorio “Gesualdo da Venosa” e diverse autorità civili e accademiche.
La nuova residenza intitolata a San Carlo Acutis di cui proprio oggi ricorre la memoria liturgica, è il risultato di un percorso di collaborazione istituzionale tra l’Arcidiocesi, la Regione Basilicata, che per prima ha creduto nell’Osthello della Musica; il Ministero dell’Università e della Ricerca, che con il PNRR ha finanziato la Residenza; l’ARDSU, l’Università, il Conservatorio e il Comune di Potenza che ha dato un supporto tecnico-amministrativo per la candidatura del progetto al bando Miur.
Lo studentato, che può ospitare 44 tra ragazze e ragazzi, raccoglie e sviluppa anche l’esperienza dell’OstHello della Musica, coniugando ospitalità, formazione e creatività.
La struttura, infatti, è dotata di uno studio di registrazione di alto profilo tecnologico realizzata anche con fondi propri dell’Arcidiocesi.
Di qui il nome di questa casa: OstHello della Musica.
Ha dichiarato l’Arcivescovo Metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, Monsignor Davide Carbonaro:
«Questo luogo è un’opera “segno” che racconta una scelta precisa: mettere i giovani al centro, non soltanto delle nostre parole, ma delle nostre azioni.
Dove un tempo si formavano i sacerdoti, oggi troveranno casa ragazze e ragazzi che hanno scelto Potenza per costruire il proprio futuro.
È un segno di fiducia nelle nuove generazioni, ma anche nella capacità della nostra città di accoglierle.
Il risultato che oggi consegniamo alla comunità è il frutto di un cammino condiviso, nel quale istituzioni diverse hanno saputo mettere insieme competenze, risorse e responsabilità.
È questa la strada da continuare a percorrere: fare rete per dare risposte concrete ai bisogni delle persone».


























