Potenza, “la morte di Antonio non può essere archiviata”: “Il diritto alla vita non si negozia”. La richiesta

“La morte di Rocco Antonio De Carlo non può essere archiviata come l’ennesima tragedia sul lavoro.

Deve segnare un punto di svolta. Perché non è più accettabile che si continui a morire mentre si lavora, mentre si produce, mentre si contribuisce alla crescita economica di questo Paese”.

È quanto fa sapere la Uil Basilicata che scrive:

“Questa mattina, davanti ai cancelli della Lucania Resine di Potenza, otto ore di sciopero e un’assemblea con CGIL, CISL e UIL, le Federazioni di categoria e la RSU di stabilimento.

Una mobilitazione per affermare con forza un principio che non può essere messo in discussione: nessuno deve entrare in fabbrica per lavorare e non uscirne più vivo.

La sicurezza non può essere subordinata ai ritmi produttivi, alle esigenze organizzative e ai margini di profitto. La vita umana viene prima di tutto.

La presenza del Sindaco di Potenza e di Consiglieri regionali ha rappresentato un importante segnale di attenzione istituzionale.

Ma adesso serve compiere un passo ulteriore: trasformare la solidarietà in responsabilità politica e la vicinanza in decisioni concrete.

Al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e all’intera Giunta regionale rivolgiamo una richiesta chiara: la sicurezza sul lavoro deve entrare stabilmente al centro dell’agenda politica regionale, con risorse dedicate, obiettivi misurabili e tempi certi.

Non bastano più le dichiarazioni di principio. Occorre rafforzare concretamente il sistema pubblico della prevenzione e della vigilanza.

Chiediamo un piano straordinario di assunzioni per potenziare i servizi di prevenzione e sicurezza delle ASL, aumentando il numero dei tecnici della prevenzione, e un’iniziativa istituzionale nei confronti del Governo nazionale per rafforzare gli organici degli ispettori del lavoro.

Servono più controlli, maggiore coordinamento tra gli enti competenti, investimenti nella formazione e nella prevenzione e una verifica costante dell’effettiva applicazione delle norme.

Ma la sicurezza si costruisce soprattutto dentro i luoghi di lavoro.

Bisogna partire dalla Lucania Resine, rivedendo il piano di sicurezza, le procedure operative e l’organizzazione del lavoro, valorizzando il ruolo delle RSU, degli RLS e della contrattazione sindacale.

La contrattazione sulla sicurezza deve tornare a essere centrale in ogni azienda.

Non possiamo accettare un modello produttivo nel quale la prevenzione viene considerata un costo da comprimere anziché un investimento indispensabile.

Insieme a CGIL e CISL chiederemo un incontro urgente al Presidente Bardi, presentando un documento unitario con proposte concrete per costruire un vero piano regionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Vogliamo che la Regione assuma un ruolo di coordinamento e di impulso, coinvolgendo le parti sociali e tutti gli organismi istituzionali competenti, attraverso un confronto permanente che produca risultati verificabili.

È il momento delle scelte. È il momento delle responsabilità. È il momento di passare dagli impegni ai fatti.

La campagna #ZeroMortiSulLavoro, che la UIL porta avanti con determinazione, non è uno slogan e non può essere confinata alle giornate di mobilitazione. È una battaglia di civiltà, di dignità del lavoro e di giustizia sociale.

La Basilicata deve scegliere da che parte stare: dalla parte di un lavoro sicuro, dignitoso e rispettoso della vita umana.

La morte di Rocco Antonio De Carlo deve rappresentare uno spartiacque. Non possiamo consentire che, spenti i riflettori, tutto torni come prima.

Perché il diritto alla vita e alla salute nei luoghi di lavoro non si negozia. Si garantisce”.