Potenza, la storia di Ranaldi incontra i giovani: al liceo Gropius i ricordi dei suoi ex studenti

Il Testimone vivo: la generazione degli anni ‘70/’80 racconta Ranaldi: una tavola rotonda nell’ambito delle iniziative previste per ricordare il professore, pittore e archeologo potentino si è svolta nel liceo Walter Gropius.

Con Bentornato Professore? L’iniziativa Memoria, scuola e testimonianze per un dialogo tra generazioni, rappresenta una nuova tappa dell’anno di eventi culturali dedicati all’artista e archeologo Francesco Ranaldi, inseriti nel cartellone Bentrovato Ninì.

L’incontro si è svolto nei locali dell’Istituto del capoluogo, presenti, tra gli altri, l’assessore alla cultura del Comune di Potenza Roberto Falotico e il dirigente scolastico Paolo Malinconico.

Ninì, com’è stato ricordato più volte Ranaldi nel corso dei lavori, è stato anche docente del liceo, in passato Istituto d’Arte, “un professore di un passato che risulta elemento imprescindibile per cogliere nel presente e nel futuro quelle direttrici lungo le quali ogni studente è chiamato a muovere il proprio percorso di apprendimento e approfondimento, in un universo, quello culturale, che fa della sintesi offerta da Ranaldi, un’autentica e inesauribile fonte di crescita e arricchimento per ogni persona” ha sottolineato l’assessore Falotico.

Tra gli obiettivi del dibattito quello di raccogliere ricordi e testimonianze di chi lo ha conosciuto negli anni ’70 e ’80, come riportato nel titolo scelto per la mattinata. Un dialogo a più voci che per gli studenti di oggi, ha voluto essere anche un’occasione per avvicinarli alla conoscenza del proprio territorio e, soprattutto di chi a quello stesso territorio ha donato tanto, tutta la propria vita, diventando un capitolo di rilievo nella storia della nostra comunità.

Nel corso della manifestazione hanno avuto modo di intervenire alcune ex alunne di Ranaldi: Elvira Salbitani, pittrice, che ha letto un testo dedicato al suo docente; Anna Faraone che ha presentato alcuni progetti donati da Ranaldi. Alcune riflessioni sono state proposte anche dalla professoressa Donata Carlucci.

Al Comune di Potenza, come ringraziamento, è stato fatto dono di  un ritratto di Ranaldi, realizzato dalla figlia della nipote dell’artista.

Nel suo intervento, l’assessore Falotico ha definito Ranaldi un “traghettatore in solitudine”, descrivendolo come una persona aperta, ma allo stesso tempo fragile, “a cui è importante rendere omaggio e dire grazie”. Rivolgendosi agli studenti, li ha invitati ad aprirsi alla società, evitando ogni chiusura e riflettendo con attenzione sulle scelte da compiere.

Il ricordo di Ranaldi non ha riguardato esclusivamente le patrimonio di opere artistiche che ha lasciato, ma anche e soprattutto il suo modo di essere e il rapporto che aveva con persone e con società. L’assessore ha proseguito sottolineando come “la sua storia rappresenti un esempio importante per le nuove generazioni, che hanno la possibilità di conoscere il suo percorso e fa tesoro della sua enorme esperienza.

La scuola ha avuto un ruolo fondamentale nella vita di Ranaldi e, proprio per questo, è importante continuare a ricordarlo attraverso iniziative come il Ranaldi Day”.

Dai diversi contributi – come quello del preside Malinconico – è emerso come Ranaldi sia ricordato “persona intelligente e moderna, capace di guardare oltre il proprio tempo; il suo esempio rappresenta ancora oggi un patrimonio prezioso per la città e per tutti coloro che vogliono conoscere meglio la sua storia”.

Le iniziative dedicate all’archeologo continueranno fino a marzo 2027, con l’obiettivo di mantenere viva la sua memoria e valorizzarla come merita, perché come ha concluso l’assessore Falotico: “Scoprire Ranaldi significa scoprire la vita”.