Potenza: più sicurezza per gli esercizi pubblici. Il protocollo d’intesa

Un nuovo, decisivo tassello si aggiunge alla strategia di sicurezza integrata e partecipata che il Prefetto di Potenza Michele Campanaro sta portando avanti sul territorio provinciale, attraverso il progressivo consolidamento di una rete di collaborazione sempre più strutturata tra Istituzioni, Forze di Polizia e mondo economico e sociale.

Questa mattina, infatti, la Sala Italia del Palazzo del Governo ha ospitato la sottoscrizione del “Protocollo d’intesa per la prevenzione degli atti illegali e di situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici”.

A siglare il documento, nella cornice del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, il Prefetto Campanaro, il Presidente di ANCI Basilicata Gerardo Larocca, il Presidente della Camera di Commercio della Basilicata Michele Somma, il Vicepresidente Vicario di Confcommercio Potenza Michele Tropiano e il Vicepresidente Vicario di Confesercenti Potenza Angelo Tepedino.

Presenti anche i vertici provinciali delle Forze di Polizia, il Presidente della Provincia, il Sindaco di Potenza e il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco.

Le Linee guida del Ministero dell’Interno

L’Intesa si presenta come la declinazione operativa delle Linee guida con cui il Ministero dell’Interno ha delineato un modello di prevenzione degli atti illegali e delle situazioni di pericolo all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici, fondato sulla cooperazione tra i gestori delle attività e le Forze di Polizia.

Core business della strategia ministeriale, un approccio alla sicurezza che sappia privilegiare la prevenzione e l’anticipazione dei rischi, attraverso un insieme di misure da inserire in specifici accordi territoriali, adattandole alle caratteristiche delle diverse tipologie di esercizi e alle esigenze dei singoli contesti locali, nel rispetto del principio di proporzionalità.

Principi ispiratori che trovano concreta espressione in un modello di partnership pubblico-privato in grado di riconoscere agli operatori economici un ruolo attivo nella tutela della sicurezza, valorizzando il loro contributo nell’individuazione tempestiva delle situazioni di rischio e nella diffusione di best practices e comportamenti responsabili.

Il Protocollo d’intesa

In questo quadro si inserisce il Protocollo sottoscritto questa mattina, che traduce gli indirizzi ministeriali in un sistema di impegni operativi, definendo le modalità di collaborazione tra le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative, la Camera di Commercio e le Istituzioni, con il coordinamento ed il monitoraggio della Prefettura.

 I destinatari
L’Intesa si rivolge, attraverso Confcommercio e Confesercenti, ai titolari degli esercizi pubblici riconducibili all’articolo 86 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, comprendendo, tra gli altri, bar, ristoranti, strutture ricettive, esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e locali destinati ad attività di intrattenimento.

L’adesione da parte dei singoli operatori è volontaria ed è riservata agli esercenti in possesso di requisiti di affidabilità, individuati dal Protocollo con riferimento, tra l’altro, all’assenza di determinate misure di prevenzione e di provvedimenti amministrativi adottati per motivi di ordine e sicurezza pubblica.

 Videosorveglianza, illuminazione e sicurezza dei locali

Un primo ambito di intervento riguarda l’adozione di misure volte a prevenire la commissione di atti illegali e ad agevolare l’attività delle Forze di Polizia nell’identificazione e nel rintraccio degli eventuali responsabili.

Gli esercenti aderenti si impegnano, infatti, ad installare sistemi di videosorveglianza all’esterno dei locali, orientati verso le vie di accesso e le uscite di sicurezza, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali.

Il Protocollo prevede, inoltre, l’impegno ad assicurare il rispetto delle ordinanze sindacali in materia di vendita e somministrazione, di alimenti e bevande, garantire un’adeguata illuminazione degli spazi interni ed esterni di pertinenza degli esercizi, nonché il rispetto delle disposizioni che regolano lo svolgimento delle singole attività, l’utilizzo del suolo pubblico e la vendita e somministrazione di bevande alcoliche,

 Il Codice di condotta dell’avventore: regole condivise per una frequentazione responsabile

Tra gli elementi maggiormente qualificanti figura l’adozione di un apposito “Codice di condotta dell’avventore”, allegato all’Intesa, uno strumento di responsabilizzazione della clientela destinato a promuovere comportamenti rispettosi delle regole e della sicurezza collettiva.
Il documento, che dovrà essere affisso in posizione ben visibile all’interno degli esercizi aderenti e pubblicizzato anche attraverso i relativi siti internet, individua una serie di comportamenti ai quali la clientela è chiamata ad attenersi.

Tra questi, il divieto di introdurre sostanze stupefacenti, armi improprie, strumenti atti a offendere o dispositivi in grado di nebulizzare sostanze irritanti, nonché l’impegno a non danneggiare gli arredi e i dispositivi antincendio, a non ostacolare le uscite di sicurezza e a non abbandonare rifiuti nelle aree circostanti.

Particolare attenzione è riservata anche alla prevenzione dei comportamenti molesti e delle situazioni che possano compromettere la quiete pubblica.

La violazione delle regole contenute nel Codice potrà costituire, nei casi previsti dalla normativa, un legittimo motivo per il rifiuto della prestazione da parte dell’esercente.

 Tutela dei minori e prevenzione dell’abuso di alcol

Un ulteriore, fondamentale ambito di intervento riguarda la protezione dei minorenni e la prevenzione dei rischi connessi al consumo di bevande alcoliche e all’accesso agli apparecchi da gioco.

Gli esercenti aderenti si impegnano ad osservare rigorosamente i divieti di somministrazione di alcolici ai minori e ad assicurare il rispetto delle disposizioni che ne vietano l’accesso a determinate tipologie di apparecchi da gioco.

A tal fine, il Protocollo richiama l’obbligo di verifica dell’età attraverso l’esibizione di un documento di identità e prevede specifiche modalità per rendere riconoscibili gli avventori minorenni.

A queste misure si affianca l’impegno a partecipare alle iniziative di formazione del personale, con particolare riferimento agli addetti alla somministrazione di bevande alcoliche, per favorire una maggiore consapevolezza dei rischi e promuovere ambienti di socialità sicuri e responsabili.

 Un collegamento più diretto con le Forze di Polizia

Il Protocollo attribuisce particolare rilievo alla tempestività delle comunicazioni tra gli esercenti e le Forze di Polizia, quale strumento essenziale per prevenire situazioni potenzialmente pericolose.

I gestori aderenti si impegnano a segnalare circostanze che possano determinare turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica, nonché iniziative o eventi suscettibili di richiamare un afflusso particolarmente consistente di persone.

Per gli esercizi nei quali si svolgono spettacoli o attività di intrattenimento autorizzati, è inoltre prevista l’individuazione di un “referente della sicurezza per il locale” che, nel costituire un punto di contatto diretto e riconoscibile con le Forze di Polizia, sarò chiamato a favorire lo scambio di informazioni sull’organizzazione di eventi e su eventuali situazioni di rischio.

 Premialità

Particolarmente significativa, poi, la previsione di un sistema premiale destinato a valorizzare gli operatori economici che scelgono di aderire al Protocollo e ne rispettano puntualmente gli impegni.

L’adesione rappresenta, infatti, un indice di maggiore affidabilità sociale dell’esercente, del quale il Questore terrà conto nell’eventuale adozione di provvedimenti di sospensione dell’attività ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S., valorizzando gli sforzi concretamente compiuti per prevenire situazioni di illegalità.

Si tratta di un meccanismo che punta ad incentivare l’adozione di comportamenti virtuosi, introducendo una logica di premialità che riconosce e valorizza la responsabilità concretamente assunta dagli operatori economici nella complessiva azione di prevenzione.

 Vantaggio reputazionale

Non meno rilevante il cosiddetto “vantaggio reputazionale”, quale ulteriore elemento di valorizzazione degli operatori che scelgono di aderire all’Intesa. L’adesione assume, infatti, un valore distintivo, contribuendo a rafforzare l’immagine di affidabilità e responsabilità sociale dell’esercizio e a consolidare il rapporto di fiducia con la clientela.

Un riconoscimento che assume rilievo anche sul piano della concorrenza leale, premiando le imprese che investono nella legalità e contribuendo a dare visibilità alla parte più virtuosa del tessuto economico provinciale.

 Il ruolo dei firmatari e il monitoraggio dell’Intesa

La concreta attuazione del Protocollo sarà accompagnata da un’articolata attività di informazione, sensibilizzazione e formazione, affidata ai soggetti firmatari, con lo scopo di favorire la più ampia diffusione dell’Intesa.

In particolare, poi, ANCI Basilicata e le Associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti promuoveranno iniziative finalizzate a favorire la conoscenza delle misure previste e ad ampliare la partecipazione degli operatori economici.

Alla Camera di Commercio della Basilicata spetta la tenuta dell’elenco degli esercenti aderenti, da condividere con la Prefettura e le Forze di Polizia, nonché l’organizzazione di campagne informative, incontri divulgativi e percorsi formativi rivolti ai gestori, al personale e alla clientela.

Alla Prefettura, infine, il compito di monitorare lo stato di attuazione degli impegni e i risultati conseguiti, da condividere in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Una strategia di sicurezza partecipata che si consolida nel tempo
La sottoscrizione odierna si inserisce in un percorso avviato, da tempo, dalla Prefettura di Potenza per rafforzare la sicurezza del tessuto economico provinciale attraverso forme sempre più strutturate di collaborazione pubblico-privato.

Un percorso che ha visto, tra le altre iniziative, la firma, nell’aprile 2024, del Protocollo in materia di video-allarme antirapina con Confcommercio e Confesercenti e, nel novembre 2025, dell’Intesa con la Camera di Commercio della Basilicata per il cofinanziamento dei sistemi di videosorveglianza e video-allarme a tutela degli esercizi commerciali.

Se quelle iniziative erano prevalentemente orientate alla prevenzione dei fenomeni di criminalità predatoria e al rafforzamento degli strumenti tecnologici di protezione delle imprese, il nuovo Protocollo amplia il campo di intervento, ponendo al centro la prevenzione dei comportamenti illegali, la sicurezza dei luoghi di aggregazione e la responsabilizzazione degli stessi operatori economici.

“La sicurezza non è soltanto il risultato dell’azione delle istituzioni e delle Forze di Polizia, ma anche della capacità di una comunità di riconoscersi parte di una responsabilità comune.

È questa la filosofia che ispira il Protocollo sottoscritto oggi: fare degli esercizi pubblici non soltanto luoghi da proteggere, ma anche presìdi attivi di legalità e di prevenzione.

Un cambio di prospettiva che attribuisce valore alla collaborazione, alla fiducia reciproca e alla disponibilità degli operatori economici a fare la propria parte.

Perché un territorio è più sicuro quando ciascuno, nell’ambito delle proprie responsabilità, contribuisce a renderlo tale. E una rete di sicurezza è tanto più efficace quanto più riesce a coinvolgere chi quel territorio lo vive e lo anima quotidianamente”, ha dichiarato il Prefetto Campanaro a margine della sottoscrizione.

Il Protocollo, unitamente al Modulo di adesione ed al Codice di condotta dell’avventore, è pubblicato sul sito istituzionale della Prefettura di Potenza https://prefettura.interno.gov.it/it/prefetture/potenza