Il tema dell’emigrazione lucana e del rapporto con le comunità di origine è da anni particolarmente sentito nella comunità di Tramutola, dove il sindaco Marotta ha messo in piedi una manifestazione che celebra proprio il legame con i Tramutolesi che vivono nel mondo, dal titolo “Tramutolesi nel mondo”.
Arrivato alla sua quinta edizione, ogni anno l’evento premia cittadini illustri che si sono distinti per professionalità e merito in Italia e/o all’estero.
A ricevere il premio quest’anno Caterina Marotta, Giudice della suprema Corte di cassazione, e Rosanna De Nictolis, Presidente della terza sezione del Consiglio di Stato.
Le due premiate, commosse, hanno raccontano la gioia di ricevere questo riconoscimento, rievocando i ricordi dell’infanzia trascorsa a Tramutola.
Il nome delle due premiate si aggiungerà ora alle mattonelle che celebrano, in piazzetta “Tramutolesi nel mondo”, i premiati delle precedenti edizioni: Bonsera Santino, Mazziotta Francesco, Damasco Michelangelo, Tedesco Guido, Carrano Pasquale, Gomez Marcellino, Mazziotta Chiara e Antonella Tramutola.
Prima della premiazione, durante il convegno di apertura della manifestazione, ha avuto luogo un’attenta analisi sui flussi migratori.
Al tavolo dei relatori il sindaco di Tramutola, Luigi Marotta, il Presidente del Centro Studi Lucani nel mondo, Luigi Scaglione, e la ricercatrice Mina Falvella. Scaglione ha sottolineato come il tema degli italiani nel mondo, e in particolare dei lucani, sia ancora troppo marginale nel dibattito politico nazionale.
Ha definito motivo di orgoglio la scelta di Tramutola di mantenere viva un’iniziativa dedicata alla memoria e alle storie dell’emigrazione, evidenziando l’importanza di continuare a raccontare le vicende dei lucani nel mondo anche come chiave di lettura delle nuove migrazioni. «Noi siamo stati e siamo migranti», ha ricordato.
Nel suo intervento Scaglione ha richiamato la lunga storia dell’emigrazione lucana, dalle partenze verso le Americhe alle successive migrazioni europee, sottolinendo le difficoltà, le tragedie e, allo stesso tempo, i successi raggiunti dagli emigrati.
Secondo Scaglione:
“Oggi tra prima e quarta generazione si contano nel mondo centinaia di migliaia di lucani. Una presenza che rappresenta una risorsa ma anche una responsabilità per una regione alle prese con lo spopolamento”.
Da qui l’esigenza di creare condizioni concrete per favorire la ritornanza e la permanenza.
Ha evidenziato:
“Non basta chiedere ai giovani di tornare se non vengono garantiti servizi e opportunità paragonabili a quelli disponibili altrove.
In questa prospettiva assume importanza anche la rete delle associazioni dei lucani nel mondo, che mantiene vivo il rapporto con le comunità emigrate”.
La ricercatrice Mina Falvella ha invece ricostruito le principali fasi dell’emigrazione tramutolese.
Il primo flusso, tra il 1861 e il 1880, fu ancora contenuto, mentre quello più intenso si sviluppò tra il 1880 e il 1914, con partenze verso Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti e Francia.
A partire furono soprattutto agricoltori, contadini e braccianti, spinti dalla povertà, dalle difficili condizioni dell’agricoltura e dalla scarsità di opportunità.
La ricercatrice Falvella ha poi ricordato anche la seconda grande ondata migratoria, tra il 1945 e il 1970, quando Tramutola conobbe un forte spopolamento.
Le destinazioni cambiarono e molti tramutolesi si trasferirono in Germania, Francia, Svizzera e nel Nord Italia. Successivamente l’emigrazione ha assunto caratteristiche sempre più legate alla ricerca di qualificazione e soddisfazione professionale.
Ha spiegato la ricercatrice:
“Dal 2010 si è rafforzato il fenomeno del turismo delle radici e della ritornanza.
I discendenti degli emigrati tornano nei luoghi di origine alla ricerca delle proprie radici e della propria identità. L’obiettivo però deve essere trasformare questo ritorno in una presenza stabile: dobbiamo fare in modo che questo turismo resti, attraverso servizi e condizioni capaci di favorire la permanenza”.
Il sindaco Marotta ha evidenziato la volontà dell’amministrazione di tradurre questi principi in iniziative concrete, non limitandosi al turismo di ritorno ma cercando di offrire opportunità e accoglienza.
Ha citato, tra gli esempi, la presenza di tramutolesi nel mondo che continuano a mantenere un legame con il paese e tra questi c’è anche chi ha scelto di acquistare casa a Tramutola.
Per Marotta, il rapporto tra passato, presente e futuro passa anche dalla valorizzazione delle tradizioni, dei costumi e del patrimonio culturale locale:
“L’obiettivo è mantenere aperto il dialogo con i tramutolesi nel mondo e trasformare il legame con le proprie origini in una concreta possibilità di sviluppo per la comunità”.
Ad intervenire anche il professore Vittorio Prinzi, che ha raccontato e spiegatoi flussi migratori dei musicisti lucani, tra cui molti Tramutolesi, come il celebre Ferroni, e il flusso migratorio che sul finire dell’800 vide molti lucani emigrare verso l’Africa.
Il dialogo è proseguito, come ogni anno, con i tramutolesi che si sono collegati da remoto da diverse parti del mondo. A dialogare con loro il primo cittadino e la gremita piazzetta “Tramutolesi nel mondo” che li ha accolti e salutati
. La manifestazione si è poi conclusa con il concerto degli Alma Latina e la quarantesima sagra del ferricello tramutolese.
L’emigrazione non deve essere soltanto memoria del passato, ma può diventare una risorsa per il futuro di Tramutola e della Basilicata.
La serata è stata condotta dalla giornalista di “Le Cronache” Anna Tammariello.



























