Sicurezza nelle scuole: a Potenza la nuova cabina di regia permanente contro l’illegalità e il disagio giovanile. Ecco di cosa si tratta

Entra nel vivo la fase 3.0 della strategia messa in campo dal Prefetto di Potenza Michele Campanaro in attuazione della Direttiva interministeriale del 28 gennaio 2026, emanata congiuntamente dai Ministri dell’Interno e dell’Istruzione e del Merito per rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità negli istituti scolastici.

Questa mattina, infatti, nella Sala Italia del Palazzo del Governo, si è insediato il G.L.I. – Gruppo di Lavoro Interistituzionale dedicato alla sicurezza nelle scuole, alla prevenzione del disagio giovanile e alla promozione della cultura della legalità.

La Direttiva interministeriale

In apertura dei lavori, il Prefetto ha richiamato sinteticamente i contenuti della Direttiva interministeriale, che, nel fotografare il quadro dei fenomeni che interessano il mondo della scuola, ha puntato il faro sulla necessità di affiancare alle imprescindibili attività di presidio, vigilanza e controllo, un’azione di prevenzione più strutturata, fondata su metodi condivisi di gestione delle segnalazioni, sulla tempestiva attivazione delle Forze di Polizia e sul coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio.

Controllo e prevenzione, dunque, come due direttrici complementari di un unico approccio, finalizzato a garantire contesti educativi sicuri e, nello stesso tempo, a riconoscere ed affrontare precocemente quelle condizioni di vulnerabilità che possono favorire l’insorgere di criticità più complesse.

Il percorso in Prefettura

Su queste coordinate, ha ricordato il Rappresentante del Governo, la Prefettura di Potenza ha avviato, fin dai primi mesi dell’anno, un percorso di analisi, confronto e monitoraggio, coinvolgendo, nelle diverse fasi, il mondo della scuola, le Forze di Polizia, la giustizia minorile, gli enti locali, i servizi sanitari e territoriali, gli studenti e le professionalità che operano quotidianamente a contatto con le realtà giovanili.

Primo step, la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dell’11 febbraio scorso, che ha consentito una prima analisi strategica del quadro provinciale e ha fatto emergere l’esigenza di superare la logica degli interventi spot, per costruire un modello stabile e strutturato di coordinamento tra prevenzione e controllo.

Il successivo incontro del 2 marzo, esteso ai Dirigenti degli Istituti scolastici secondari della provincia e alla componente studentesca ha, poi, consentito di portare il confronto direttamente dentro la realtà delle scuole, mettendo a fuoco priorità e possibili linee di intervento: creare un link stabile tra i diversi stakeholder del territorio, definire modalità uniformi e tempestive di segnalazione delle situazioni a rischio, rafforzare la prevenzione precoce, valorizzare il supporto psicologico negli istituti e coinvolgere attivamente gli studenti nei percorsi di promozione della legalità.

Il G.L.I. – Gruppo di Lavoro Interistituzionale

Entrando, quindi, nel vivo della riunione, il Prefetto ha illustrato composizione e mission del G.L.I., sottolineando come la sua costituzione risponda all’esigenza di dare continuità, metodo e una dimensione operativa stabile al percorso avviato in attuazione della Direttiva interministeriale. Un’esigenza alla quale il Rappresentante del Governo ha inteso imprimere un deciso impulso, nella convinzione che la complessità dei fenomeni richieda un’azione condivisa e strutturata.

Dall’analisi a una cabina di regia permanente

Concepito come punto di raccordo tra le diverse realtà istituzionali, educative e sociali del territorio, il G.L.I. si propone come una vera e propria cabina di regia interistituzionale, capace di mettere a fattore comune osservazioni, conoscenze e competenze, favorendo un matching efficace tra i segnali intercettati e le risposte da attivare.

Il nuovo organismo riunisce, infatti, in un’unica sede di confronto, Prefettura, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Forze di Polizia, Ufficio Scolastico Regionale e rappresentanti delle istituzioni scolastiche di primo e secondo grado, Provincia e Comune di Potenza, Azienda Sanitaria, Ufficio del Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza, Consulta Provinciale degli Studenti, Ordini professionali degli Psicologi e degli Avvocati e Caritas Diocesana.

Una composizione volutamente ampia e multidisciplinare, pensata per mettere in comunicazione osservatori diversi e complementari e restituire una lettura quanto più possibile completa delle dinamiche che attraversano il mondo giovanile, valorizzando il contributo e la specificità di ciascuna componente.

Evoluzione dei fenomeni e monitoraggio

Prima mission del G.L.I. è quella di assicurare una rilevazione costante dei fenomeni che interessano il mondo della scuola, incrociando i dati provenienti dagli Istituti scolastici con quelli delle Forze di Polizia.

L’obiettivo è disporre di una fotografia sempre aggiornata della realtà provinciale, capace di cogliere tempestivamente evoluzioni, tendenze ed eventuali segnali di criticità e di orientare le conseguenti azioni di prevenzione.

Una attività già avviata nei mesi scorsi, su impulso del Prefetto Campanaro, attraverso il monitoraggio degli Istituti scolastici della provincia, che ha restituito un quadro senz’altro da attenzionare ma, nel complesso, non allarmante.

Ha precisato il Rappresentante del Governo:

“Un dato che non deve tradursi in un abbassamento della soglia di attenzione.

Al contrario, proprio l’assenza di condizioni emergenziali consente di investire con maggiore efficacia sulla prevenzione, concentrando l’attenzione anche sui cosiddetti ‘segnali deboli’: episodi non sempre fatti emergere, difficoltà relazionali, isolamenti e manifestazioni di disagio che possono rimanere confinati all’interno della comunità scolastica e che, se non tempestivamente intercettate, rischiano di evolvere in situazioni più complesse”.

Dalla segnalazione alla risposta

Seconda mission del G.L.I. è l’elaborazione di Linee guida operative condivise, capaci di tradurre il patrimonio di conoscenze e competenze della rete in procedure concrete per intercettare anche le situazioni di disagio sommerso e attivare, quando necessario, interventi tempestivi e coordinati.

L’obiettivo è costruire una filiera operativa nella quale ogni segnale venga indirizzato verso la risposta più adeguata, distinguendo le situazioni che presentano profili di illegalità da quelle nelle quali prevalgono esigenze di natura educativa, sociale, sanitaria o psicologica.

In questa prospettiva, le Linee guida definiranno modalità di segnalazione ed attivazione, strumenti e timing della risposta. Non nuove procedure da sovrapporre a quelle esistenti, ma connessioni operative tra competenze, informazioni e risorse già presenti sul territorio.

Il confronto e i prossimi step

La riunione è, quindi, proseguita con un ampio e partecipato confronto tra i componenti del G.L.I., che, ciascuno dal proprio privilegiato punto di vista, hanno offerto contributi e riflessioni sulle principali forme di disagio che interessano il mondo giovanile, a partire dalla scuola primaria, e sugli strumenti più efficaci per intercettarle precocemente.

Particolare attenzione è stata riservata al ruolo della famiglia, quale prima agenzia educativa, e alla necessità di sostenerla e accompagnarla nella capacità di riconoscere i segnali di difficoltà che possono manifestarsi durante il percorso di crescita dei ragazzi.

Proprio il coinvolgimento delle famiglie costituirà uno dei primi terreni operativi sui quali sarà chiamata a misurarsi la nuova cabina di regia.
Il G.L.I. tornerà, infatti, a riunirsi il prossimo 29 ottobre per la predisposizione di un modello pilota da sperimentare in alcuni Istituti scolastici, attraverso la creazione di focus group, pensati come momenti di incontro, ascolto e confronto con le famiglie.

Tra le ipotesi emerse dal confronto anche la costruzione di percorsi formativi con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine e degli Ordini professionali degli Avvocati e degli Psicologi, i cui contenuti e modalità saranno definiti nella prossima sessione di lavoro del G.L.I. .

Queste le parole del Prefetto a fine riunione:

“Ho fortemente voluto questo Tavolo interistituzionale perché si acceleri sul versante di una prevenzione strutturata, mettendo insieme, in maniera ragionata, competenze ed esperienze diverse.

La vera sfida è fare squadra! Ce lo ha ricordato ancora una volta il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella qualche giorno fa, in occasione della inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice: le Istituzioni tutte non devo recedere dalle loro responsabilità, ma devono realizzare insieme un’etica condivisa, facendo prevalere nella Scuola la convivenza ed il rispetto per mettere al bando ogni forma di violenza”.