Emergenza carburanti in Basilicata: “Il Consiglio regionale dia delle risposte alle lavoratrici e ai lavoratori pendolari”. La richiesta

La segreteria regionale della Cisl Fp ha inviato ieri una richiesta urgente ai Sindaci dei Comuni lucani, ai Presidenti delle Province di Potenza e Matera, al Presidente della Giunta regionale e ai dirigenti e responsabili del personale delle pubbliche amministrazioni della regione.

Il sindacato chiede di «attivare subito tutti gli strumenti di lavoro agile e di flessibilità oraria per far fronte all’emergenza carburanti che sta colpendo l’intero territorio regionale».

Per la Cisl Fp:

“la carenza di benzina e gasolio e le lunghe code ai distributori di Potenza, Matera e delle rispettive province stanno compromettendo la normale mobilità urbana ed extraurbana.

Tale scenario si ripercuote in modo particolarmente drammatico sui numerosi lavoratori pubblici pendolari e fuori sede che quotidianamente percorrono decine o centinaia di chilometri per raggiungere le sedi di lavoro.

Le difficoltà oggettive negli spostamenti, oltre a generare forti disagi personali e familiari, rischiano di incidere negativamente sulla regolarità dei servizi erogati alla cittadinanza e sulla stessa sicurezza stradale del personale in transito”.

Nella lettera la segreteria regionale della Cisl Fp chiede alle amministrazioni di “attivare subito e nella misura più ampia possibile lo smart working per tutto il personale, con priorità per chi risiede fuori sede o nei comuni limitrofi e dipende dall’auto privata; adottare misure organizzative flessibili, come fasce di entrata e uscita più ampie o una temporanea rimodulazione dell’orario di servizio; garantire la continuità e la sicurezza dell’azione amministrativa, conciliando il buon andamento della PA con la tutela della salute, del benessere psicofisico e della mobilità dei lavoratori”.

Secondo la Cisl Fp l’emergenza di questi giorni porta alla luce un problema strutturale: il territorio regionale è vasto, i collegamenti sono difficili e molti dipendenti pubblici vivono lontano dalla propria sede di lavoro.

Per questo il sindacato richiama la proposta di legge sul co-working, che prevede la possibilità per i lavoratori pubblici di prestare servizio in spazi condivisi e presidi amministrativi più vicini alla propria residenza:

“Quello che oggi chiediamo in via emergenziale dovrebbe diventare uno strumento ordinario di organizzazione del lavoro. Il co-working ridurrebbe gli spostamenti, i costi e i rischi per i lavoratori, e porterebbe benefici in termini di sostenibilità ambientale, presidio dei piccoli comuni e qualità dei servizi.

Chiediamo che la proposta venga calendarizzata e discussa al più presto: questa crisi dimostra che una pubblica amministrazione più vicina ai territori non è un lusso, ma una necessità”.