San Gerardo Maiella, dopo 34 anni il ritorno dell’offerta dell’olio a Materdomini: l’emozione e l’orgoglio della comunità murese

Dopo 34 anni, si è rinnovato a Materdomini il rito dell’offerta dell’anfora con l’olio destinato ad alimentare la lampada votiva di San Gerardo Maiella.

Un momento di profonda partecipazione religiosa e comunitaria, che ha visto il Sindaco di Muro Lucano, Giovanni Setaro, insieme alla comunità murese e alle comunità della Basilicata, condividere un gesto carico di storia, fede e appartenenza.

Per Muro Lucano, città natale di San Gerardo, la celebrazione ha assunto un significato particolarmente intenso: rinnovare un legame che attraversa le generazioni e continua a rappresentare un riferimento spirituale e identitario anche per quanti vivono lontano dalla propria terra.

Dichiara Setaro:

“È stato un onore da Sindaco e un’emozione profonda da murese portare quell’anfora insieme alla nostra comunità e alle comunità lucane.

In quel gesto abbiamo raccolto idealmente le preghiere delle famiglie, le speranze dei giovani, la sofferenza di chi attraversa un momento difficile e l’affetto di tanti nostri concittadini lontani.

Abbiamo portato a Materdomini una parte della nostra storia e del nostro cuore“.

Il tempo trascorso dall’ultima celebrazione rende questo ritorno ancora più significativo.

Prosegue il Sindaco:

“Trentaquattro anni sono il tempo di una generazione.

Rinnovare oggi questo rito significa unire il ricordo di chi lo ha vissuto allora allo sguardo di chi vi partecipa per la prima volta.

È così che una comunità custodisce la propria identità: rendendo viva la memoria e affidandola ai propri figli”.

Il Sindaco e l’Amministrazione comunale rivolgono un sentito ringraziamento a Don Thomas e all’Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, per la vicinanza spirituale e pastorale alle comunità e per aver condiviso il significato profondo di questa occasione.

Un ringraziamento è rivolto anche a tutti i fedeli e a quanti hanno contribuito alla partecipazione e alla celebrazione.

Conclude Setaro:

“La luce di quella lampada richiama ciascuno di noi, anche nelle responsabilità istituzionali, all’attenzione verso gli altri, alla solidarietà e alla cura dei più fragili.

È questo il valore che desideriamo portare nella vita quotidiana della nostra comunità, perché l’emozione condivisa diventi impegno concreto per il bene comune”.