Potenza, dal vuoto urbano alla “città dell’acqua”: i giovani del Gropius ridisegnano il futuro sostenibile. Ecco il progetto

Costruire opportunità e progetti verso una “città sostenibile” sono anche parte integrante delle politiche che il Sistema Educativo della Città deve mettere in campo, un tema che deve trasformarsi in uno dei principali percorsi da offrire nel quadro di un più ampio investimento sui cittadini più giovani, nella convinzione che per bambini e ragazzi sia fondamentale vivere in una città ecologica ricca di stimoli, di culture e di occasioni.

Coinvolgere il sistema educativo nella costruzione di una “città sostenibile“: una città dove le scuole sono uno snodo strategico dal quale si diramano percorsi educativi, partecipativi e di coinvolgimento delle comunità verso l’adozione di nuovi stili di vita nei quali la crescita tecnologica, le trasformazioni urbane, le mutazioni economiche, sociali e culturali siano processi il più possibile compresi e condivisi dai cittadini che li vivono e da essi sostenuti attraverso forme di cittadinanza attiva.

A tale scopo, l’Indirizzo Architettura e Ambiente del Liceo Artistico “W. Gropius“, che da anni svolge attività di ricerca e studio nell’ambito della rigenerazione urbana con particolare attenzione, negli ultimi anni, all’area dell’ex Centrale del Latte di Potenza, si è fatto promotore di un gruppo di lavoro che ha visto coinvolti la Scuola e il Dipartimento di Ingegneria dell’UNIBAS.

A conclusione del percorso di studi, nell’ambito di un PCTO (ex Alternanza Scuola Lavoro), gli allievi del Liceo Artistico – Indirizzo Architettura e Ambiente, classe VA a.s. 2024/2025, guidati dal docente di Discipline Progettuali prof. Nicola LAURENZA, hanno sviluppato, con il supporto scientifico di alcuni docenti dell’UNIBAS, il prof. Giuseppe Oliveto, docente di Costruzioni Idrauliche e il prof. Beniamo Murgante, docente di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, un “Progetto di Rigenerazione Urbana” a Potenza.

Gli Studenti Protagonisti

Hanno partecipato allo sviluppo del progetto gli undici studenti della classe VA, a.s. 2024/2025 – Liceo Artistico “W. Gropius” Indirizzo Architettura e Ambiente:

Kiara Magdalena Alvarez, Francesca Caggianese, Emanuele Falanga, Francesco Marino, Martina Pia Mecca, Noemi Maria Pellegrino, Roberta Possidente, Francesca Rispoli, Filippo Salinardi, Antonella Scavone, Alessia Telesca.

 La Rigenerazione Urbana: da aree industriali dismesse a luoghi di cultura

Il recupero delle aree dismesse può essere il centro di un dibattito variegato, che coinvolge tecnici, progettisti, amministrazioni, ma anche i cittadini stessi. RIGENERARE un’ex area industriale significa rilanciare un’intera area, arricchire la città in cui si trova e dare nuovo valore al territorio.

Le aree industriali dismesse possono trasformarsi in ciò di cui ha bisogno il territorio in quel momento. Convinti che soltanto attraverso l’intervento con strutture pubbliche di valenza culturale e sociale, come sostengono in molti, sia possibile “rigenerare” in modo “sostenibile” queste aree industriali dismesse e restituirle alla collettività, si propone come momento di discussione e riflessione il “Progetto di Rigenerazione Urbana dell’ex Centrale del Latte di Potenza – UN VUOTO URBANO DA RESTITUIRE ALLA CITTÀ”.

Il Progetto e suoi obiettivi

Il progetto propone il ri-disegno dell’area dell’ex Centrale del Latte e suoi dintorni, situata all’interno della zona industriale della città, lungo il fiume Basento.

Lo scopo è la creazione di un sistema di luoghi e spazi, come momenti d’incontro e scambio con una forte connotazione a carattere urbano, dove si intrecciano e sovrappongono, integrandosi, funzioni a scala urbana e territoriale, con l’obiettivo di ricomporre un vuoto che dia luogo ad un complesso polifunzionale, capace di contenere gli spazi necessari a soddisfare qualitativamente alcune specifiche esigenze della collettività e al contempo diventare un attrattore per il territorio.

Un vero e proprio “condensatore sociale” contenente all’uopo una svariata serie di funzioni:

a)     Attività e funzioni – gli interventi al contorno

–        La “murazione-filtro” lungo il percorso ciclo/pedonale del Parco del Basento sostituisce il tratto di strada di via della chimica che attualmente separa il lotto d’intervento dal Parco, favorendo così l’affaccio della piazza sul fiume;

–        Nella “murazione“, una piazza coperta nel sottosuolo, aperta sullo specchio d’acqua circostante, con attività commerciali e spazi espositivi recuperati al di sotto del teatro e del museo; in fondo ad essa, al di sotto del teatro, attraverso una rampa si accede alla Sala degli Archi, uno spazio espositivo di forma circolare dotato di una fontana; a monte dei parcheggi interrati (150 stalli) a cui si accede da viale del Basento con uscita in via della Chimica; sia i parcheggi che la piazza coperta sono collegati agli spazi sovrastanti con un sistema di rampe e ascensori;

–        Il Museo dell’Acqua con Laboratori Didattici, tra “memoria e museo scientifico all’avanguardia: si tratta di un museo interattivo interamente dedicato al tema dell’acqua, delle scienze e tecnologie idrauliche e della prevenzione, basato sulla sperimentazione diretta dei fenomeni da parte dei visitatori. Il museo è per tutti, ma in particolare per i più giovani e per gli studenti a cui esso è rivolto, con giochi scientifici, laboratori didattici e installazioni multimediali accompagnati da attività didattiche;

 –        Il Planetario: è costituito da un sistema di proiezione digitale in una grande cupola del diametro di 15 metri. La struttura di 120 posti, coperta da una calotta sferica del diametro di 21.20 mt, è svuotata nella parte inferiore per far posto a spazi aperti prospettanti sullo specchio d’acqua della fontana del Basento;

–        Il Teatro Free all’aperto: l’obiettivo principale è quello di offrire, in alcuni giorni dell’anno, spettacoli estivi gratuiti, con la distribuzione di biglietti sul posto, per permettere a tutti di poter godere dei tanti eventi, teatrali e musicali che si organizzano in città e, al contempo, consentire ai tanti giovani artisti “in erba” del nostro territorio di potersi esprimere liberamente; è una struttura di forma circolare del diametro di 72,20 mt con una capienza di 2000/2500 posti a sedere;

b)     Piazze e spazi liberi 

L’eliminazione del traffico veicolare insieme alla posizione e alle forme degli edifici consente il ri-disegno degli spazi liberi a quota di viale del Basento.

I principali spazi urbani proposti, di circa 17.100,00 mq su 30.000 mq, riguardano: 

–        un sovrappasso pedonale di viale del Basento che oltrepassando la strada, che insieme a un sottopasso che attraversa la linea ferroviaria, riconnette l’area con Rione Lucania, un quartiere nato dallo sviluppo urbanistico della città tra gli anni cinquanta/sessanta;

–        Il nuovo largo di accesso da via della Chimica a nord, alle spalle del Museo, definito da un filare di alberi e dalla facciata longitudinale del Museo, dove è possibile accedere con una rampa veicolare a doppio senso, in quando detta area è stata destinata a parcheggio (54 posti auto);

–        L’area antistante il teatro a sud, definita a monte da una fontana e dai gradoni/sedute inseriti nella circonferenza del teatro, prospettante sul fiume e sul nuovo specchio d’acqua, individua La piazza pedonale/belvedere sul “Parco del Basento” connessa allo stesso con un sistema di percorsi pedonali accessibili che ripropone l’affaccio sul fiume Basento;

–        Lo specchio d’acqua antistante la “Fontana del Basento” a sud, delimitato dai due portali d’accesso, interpretabile per usi diversi (giochi sul ghiaccio, fontana e giochi d’acqua, ecc.);

–        L’ area verde sovrastante le vasche di accumulo d’acqua prelevata dal fiume Basento che si affaccia anch’essa sul nuovo specchio d’acqua e sul fiume;

c)      Il ruolo dell’acqua e del verde

Il progetto propone diverse forme d’uso della materia acqua, storicamente presente nell’area: il Basento viene ridefinito qualche centinaio di metri a monte dell’area d’intervento per la realizzazione di una briglia all’altezza dell’accesso piccolo della piazza coperta per poter captare la sua acqua e portarla verso le vasche di raccolta dove attraverso un sistema tecnologico avanzato sarà trattata affinché possa essere utilizzata per alimentare i diversi usi previsti nel progetto.

L’acqua del Basento che si origina dalle pendici nord-occidentali di Monte Arioso, quindi, prima di lasciare la città di Potenza, viene catturata e convogliata con moderni sistemi tecnologici per generare la “città dell’acqua“, dando forma ad un “nuovo riferimento” per il capoluogo: un grande specchio d’acqua, due fontane con velo d’acqua, una fontana scenografica con giochi d’acqua e il riposo (momentaneo) nella sala degli archi per poi proseguire la sua corsa verso il mare.

Il sistema del verde ha avuto un ruolo importante nella definizione della geometria dell’intervento.  Si prevede di realizzare aree verdi e filtri fra le diverse regioni spaziali presenti nell’area.

d)     Il rapporto con la memoria dei luoghi

Un’incisione del settecento del Pacichelli consente una buona visualizzazione del rapporto visivo tra il fiume e la città di Potenza che nel tempo è stato completamente cancellato.

Per questo motivo, pur se per un piccolo frammento, si è voluto restituire il fiume alla sua città, valorizzando la risorsa acqua e ripristinando, almeno per quest’area, l’antico rapporto visivo che aveva con esso.

Dettagli della Presentazione

Data: 10 gennaio 2026
Orario: 10:30–13:30
Luogo: UNIBAS – Aula Magna del Campus di Macchia Romana

Introduce e modera:

Prof. Beniamino Murgante – Docente UNIBAS di Tecnica e Pianificazione Urbanistica

Partecipano alla discussione:

Dott. Paolo Malinconico – Dirigente Scuola Statale Liceo Artistico “W. Gropius” di Potenza

Arch. Nicola Laurenza – Docente Liceo Artistico “W. Gropius” di Potenza, Discipline Progettuali Architettura e Ambiente

Lectio Magistralis
Prof. Arch. Massimo Pica Ciamarra – Pica Ciamarra Associati

Arch. Gerardo Sassano – Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Potenza

Avv. Vincenzo Telesca – Sindaco di Potenza

Dott. Marcello Pittella – Presidente Consiglio Regionale della Basilicata

Con il patrocinio del Comune di Potenza e in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Potenza

Un Invito alla Comunità

La presentazione del progetto rappresenta un’importante occasione di confronto tra il mondo della scuola, quello accademico, le istituzioni e i cittadini. È un momento in cui le idee dei giovani studenti del Gropius potranno essere condivise, discusse e, auspichiamo, diventare spunto concreto per il futuro della nostra città.

Il Liceo Artistico “Walter Gropius” conferma ancora una volta il suo ruolo di protagonista nella vita culturale e urbanistica di Potenza, dimostrando che l’educazione artistica e architettonica non è solo teoria, ma pratica attiva di cittadinanza e impegno per il bene comune.