Legalità, tutela dei lavoratori e contrasto allo sfruttamento nel settore agricolo: sono questi gli obiettivi al centro dell’attività straordinaria di vigilanza svolta dall’INPS in Basilicata nell’ambito del Piano nazionale contro lavoro irregolare, intermediazione illecita e caporalato, programmato dalla Direzione centrale Entrate e realizzato dal 7 al 31 Luglio 2026.
Un intervento mirato, fondato sull’analisi preventiva del rischio, sull’utilizzo delle banche dati e degli strumenti di business intelligence, oltre che sulla collaborazione con le Forze dell’ordine, che conferma il ruolo dell’Istituto nella difesa della regolarità contributiva e della dignità del lavoro.
I risultati nazionali del Piano, illustrati dal vicedirettore generale Antonio Pone in audizione parlamentare, evidenziano l’efficacia di una vigilanza qualificata, coordinata e selettiva, capace di concentrare gli interventi nelle aree maggiormente esposte a fenomeni di irregolarità, in particolare nel Mezzogiorno e in alcuni distretti agricoli del Centro-Nord.
In Basilicata l’azione è stata condotta da due gruppi ispettivi INPS, impegnati in accessi nelle principali aree agricole regionali, con particolare attenzione all’Agro-Metapontino e all’area di Lagonegro, territori caratterizzati da un’intensa attività stagionale e dalla presenza di coltivazioni quali angurie, zucchine, melanzane e meloni.
Gli interventi, effettuati nelle prime ore del mattino, hanno previsto l’identificazione dei lavoratori presenti nei campi e la verifica della corretta instaurazione dei rapporti di lavoro.
Le operazioni si sono svolte con il supporto dei Carabinieri della Compagnia di Policoro, diretta dal Maggiore Roberto Rampino, e della Compagnia di Pisticci, diretta dal Capitano Antonio Belardo.
A entrambe le Compagnie va il ringraziamento dell’Istituto per la qualificata collaborazione assicurata.
Complessivamente, sul territorio regionale sono stati effettuati 29 accessi presso aziende agricole e sono stati controllati 214 lavoratori, in prevalenza stranieri.
In due aziende sono state riscontrate irregolarità: tre lavoratori sono risultati privi della preventiva comunicazione di assunzione ed è stato adottato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per lavoro nero.
L’attività ispettiva ha rafforzato la presenza istituzionale dell’INPS sul territorio, producendo un importante effetto deterrente e contribuendo a promuovere una cultura della legalità nelle filiere agricole.
L’esperienza conferma che la vigilanza programmata, integrata e basata sull’analisi dei dati rappresenta uno strumento essenziale per proteggere i lavoratori, sostenere le imprese corrette e garantire la piena regolarità contributiva.



























