Questo settembre sarà molto strano.
Se negli altri anni significava fare i conti con la riapertura delle scuole e il rientro in massa aziendale, con la mobilità quotidiana che torna al centro dell’attenzione, durante l’estate non si è mai potuto smettere di parlare di quanto costi spostarsi con mezzi privati.
E con l’arrivo dell’autunno molte famiglie dovranno fare i conti anche con probabili adeguamenti al rialzo dei biglietti urbani e il prezzo del carburante che continua a erodere il reddito disponibile.
Per questo il Bonus Trasporti torna ad essere un paracadute atteso, anche se fragile.
A differenza degli anni scorsi, tuttavia, fa sapere quifinanza, cercare la piattaforma ministeriale per ottenere il vecchio voucher da 60 euro rischia di rivelarsi una caccia a un fantasma informatico.
Il sistema del click day gestito dal Ministero del Lavoro è stato dismesso, lasciando il posto a strumenti di sostegno differenti che passano dall’assegnazione d’ufficio alle agevolazioni locali.
Le misure attuali mirano a concentrare le risorse sulle fasce di reddito medio-basse, sugli studenti e sui pendolari abituali.
Il tetto di reddito ammissibile per le principali agevolazioni nazionali e locali fissa generalmente il beneficio in favore dei nuclei con un Isee non superiore a 15.000 o 20.000 euro a seconda della misura applicata.
Per i beneficiari minorenni le richieste relative ai bonus comunali o regionali devono essere gestite dai genitori o dai tutori legali, mentre i lavoratori e gli studenti maggiorenni devono procedere autonomamente.
Si ricorda che la maggior parte dei titoli di viaggio agevolati o rimborsati resta strettamente nominativa e non cedibile.
In assenza del vecchio portale unico nazionale, il risparmio sulla mobilità pubblica si ottiene oggi attraverso tre percorsi distinti.
Il primo riguarda l’assegnazione automatica della Carta Dedicata a Te gestita dall’Inps e dai Comuni per i nuclei con Isee entro i 15.000 euro, che consente di utilizzare la tessera anche per l’acquisto di abbonamenti ai trasporti pubblici.
Richiesta di voucher e sconti sui portali delle singole aziende di trasporto o delle Regioni, come nel caso delle agevolazioni per studenti e redditi bassi previste dai principali vettori urbani ed extraurbani.
Registrazione delle spese sostenute per presentare la detrazione Irpef del 19% nel modello 730, applicabile su un tetto massimo di 250 euro annui a patto di utilizzare metodi di pagamento tracciabili.
Per non perdere le opportunità di risparmio rimaste è necessario prestare attenzione ai requisiti formali richiesti dalle singole normative.
La prima regola riguarda la tracciabilità dei pagamenti: per poter accedere alle detrazioni fiscali o ai rimborsi locali è indispensabile conservare le ricevute di pagamento effettuate con carta di credito, bancomat o bonifico, evitando l’acquisto in contanti allo sportello.
Il secondo elemento fondamentale riguarda la tempistica delle piattaforme locali. Se a livello nazionale il click day è un ricordo del passato, molti Comuni e Regioni aprono finestre temporali specifiche tra fine agosto e settembre per inoltrare le richieste di sussidio sui portali dei gestori, fino a esaurimento dei fondi territoriali stanziati.



























