Il fermo amministrativo potrebbe essere eliminato o sostituito con un altro strumento.
Questa è la proposta di legge, ferma in Senato durante la pausa estiva e che verrà discussa al rientro in Aula.
È stata presentata lo scorso 23 giugno da Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze di Palazzo Madama, e mette un freno non all’auto, ma a uno degli strumenti più contestati dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Secondo il testo firmato da Garavaglia, precisa quifinanza, l’abolizione del blocco dei beni mobili, una categoria che comprende tutti i veicoli, è un obiettivo fondamentale perché spesso questi mezzi costituiscono l’unico strumento di mobilità della persona e della famiglia, essenziale per il lavoro, per l’accesso ai servizi sanitari o per l’assolvimento di obblighi familiari. Nella proposta si punta a permettere l’utilizzo del veicolo, proponendo come alternativa l’ipoteca sullo stesso.
Il disegno di legge n.1945 del 23 giugno, firmato da Massimo Garavaglia, chiede la cancellazione e sostituzione dello strumento del fermo amministrativo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Accanto al testo c’è una relazione che invoca:
“l’abolizione del blocco dei beni mobili registrati, perché mezzi che costituiscono spesso l’unico strumento di mobilità della persona e della famiglia, essenziali per l’attività lavorativa, l’accesso ai servizi sanitari e l’assolvimento di obblighi familiari”.
Il problema è esplicitato nel testo, ovvero quando una persona ha un debito oggi si può trovare con l’auto bloccata.
Il noto e spaventoso “fermo amministrativo”. La relazione sostiene che questo blocco sia dannoso perché priva le persone e le famiglie di un mezzo essenziale per andare al lavoro, curarsi o gestire le altre esigenze quotidiane.
La soluzione è quella di non bloccare l’auto, quindi non impedirne l’uso, ma di applicare un’ipoteca sul mezzo. Il proprietario così può continuare a guidare, ma l’ente di riscossione metterà una garanzia formale sul bene.
Per esempio, se l’auto dovesse essere venduta o rottamata, il credito dello Stato verrebbe tutelato. La regola dell’ipoteca sulle auto si applicherebbe soltanto per i debiti superiori a 10.000 euro, evitando interventi strutturali per somme inferiori.
Sempre nel testo della proposta troviamo altri aspetti, come l’obbligo di un preavviso di 60 giorni per il cittadino. Il proprietario del mezzo può quindi saldare quanto dovuto o chiedere una rateizzazione evitando la trascrizione sul veicolo.
Un altro capitolo riguarda i costi. Oggi, una volta estinto il debito, la cancellazione del fermo prevede degli oneri aggiuntivi a carico del contribuente. Nel testo la cancellazione viene prevista a titolo gratuito.
Si tratta ancora soltanto di un disegno di legge, ma pone le basi per poter cambiare il rapporto tra i cittadini e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Per comprendere la portata di questa proposta, basta guardare a come funziona ora il fermo amministrativo.
Per fermo amministrativo infatti si intende il blocco dei beni mobili come gli autoveicoli per riscuotere dei crediti non pagati, come tasse o multe (il più comune è il mancato versamento del bollo).
Fermo amministrativo significa bloccare un bene mobile e in caso di mancato pagamento di una cartella esattoriale, il contribuente:
- non può circolare con il veicolo;
- il veicolo non può essere demolito ed esportato;
- il veicolo non può essere venduto con atto di data successiva all’iscrizione del fermo.
I tempi per un fermo amministrativo sono comunque ampi e non scatta immediatamente.
Proprio per proteggere il contribuente da azioni sproporzionate, il fermo non procede se non dopo l’invio di un sollecito di pagamento per debiti fino a 800 euro, mentre fino ai 2.000 euro il fermo segue delle procedure standard.
In ogni caso, il cittadino ha a disposizione 60 giorni per pagare, rateizzare o fare ricorso e quindi, matematicamente, il fermo amministrativo non può arrivare prima di tre-quattro mesi dalla notifica, ma nella realtà i tempi possono estendersi in base al carico di lavoro degli uffici.
Ci sono anche diverse esenzioni che servono a proteggere i veicoli adibiti al trasporto di persone con disabilità.



























