La Basilicata cresce sul fronte turistico, ma a un ritmo più contenuto rispetto alla media nazionale.
E per Michele Tropiano, presidente di Federalberghi Potenza e vicepresidente di Confcommercio, il dato va letto con prudenza, soprattutto nel periodo di Ferragosto.
«Non è certo Ferragosto il periodo più adatto per fare bilanci», è il punto di partenza del presidente degli albergatori potentini, che invita ad attendere la conclusione della stagione prima di formulare valutazioni definitive. I numeri del primo semestre 2026, tuttavia, indicano una dinamica positiva: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in Basilicata gli arrivi sono aumentati del 2,9%, mentre le presenze sono cresciute del 2,7%.
Gli arrivi misurano il numero dei visitatori, mentre le presenze rappresentano le notti trascorse nelle strutture ricettive. La crescita lucana resta però inferiore a quella registrata complessivamente in Italia, dove gli arrivi segnano un +4,4% e le presenze un +4,9%.
Il quadro cambia parzialmente guardando al solo mese di luglio. In questo caso la Basilicata registra una crescita degli arrivi del 5,4% rispetto a luglio 2025, facendo meglio di quasi un punto rispetto alla media nazionale. Più contenuto, invece, l’incremento dei pernottamenti.
I dati sono contenuti nel report dell’Ufficio statistica del Ministero del Turismo e restituiscono una fotografia ancora provvisoria di una stagione che proprio nelle settimane centrali dell’estate entra nella sua fase più importante.
Per Federalberghi Potenza il dato non deve essere trasformato in un bilancio anticipato. Ferragosto rappresenta infatti uno dei momenti di maggiore intensità della stagione e molte dinamiche possono modificarsi nelle settimane successive.
Il punto, per Tropiano, è quindi quello di leggere la crescita dentro un quadro più ampio, nel quale la Basilicata mostra segnali positivi ma deve continuare a lavorare sulla propria capacità di attrazione e sulla permanenza dei visitatori.
Il confronto con il dato nazionale segnala infatti un divario che non può essere ignorato. La regione cresce, ma a un ritmo più contenuto. E se luglio ha mostrato una accelerazione sul fronte degli arrivi, bisognerà capire quanto questa dinamica sarà in grado di consolidarsi anche sul dato complessivo delle presenze.
Sul territorio regionale sono 3.588 le strutture ricettive considerate nel report. Il costo medio per camera è di 109,90 euro, mentre il tasso di saturazione degli alberghi è pari al 47,92%.
Sul fronte delle tariffe la Basilicata si colloca nella fascia più economica del Paese. Nel mese di luglio i valori medi più elevati vengono registrati nella Provincia autonoma di Bolzano, con 321,50 euro, nella Provincia autonoma di Trento con 207,50 euro e in Veneto con 183 euro.
All’estremo opposto, i prezzi medi più contenuti sono quelli del Molise, con 103,10 euro, e della Basilicata, con 109,90 euro.
Per gli operatori lucani la competitività di prezzo rappresenta certamente un elemento di attrattività, ma il tema è come trasformare questo vantaggio in maggiore valore economico per il territorio, aumentando soggiorni, consumi e permanenza media.
Sul fronte dell’occupazione delle strutture commercializzate attraverso le piattaforme online, a luglio i tassi di saturazione più elevati sono stati registrati in Friuli-Venezia Giulia (69,11%), Provincia autonoma di Trento (68,82%) e Veneto (67,96%), seguiti da Sardegna (66,76%), Emilia-Romagna (66,42%) e Marche (64,96%).
Proprio sul tema della continuità dei servizi turistici e commerciali arriva una novità importante per il capoluogo.
La grande novità del Ferragosto 2026 è stata infatti l’ordinanza del sindaco di Potenza che, attraverso una turnazione programmata, ha garantito nella settimana dal 10 al 16 agosto l’apertura di 5 ristoranti e 14 bar e pub del centro storico.
Un provvedimento destinato a incidere concretamente sulla vivibilità della città nei giorni di maggiore presenza turistica, evitando il rischio di un centro storico completamente chiuso proprio quando cresce la domanda.
«Dopo anni – sottolinea Rosa Solimeno, ristoratrice del “Duomo” e componente della Giunta provinciale di Confcommercio – si inserisce nuovamente la turnazione per le prime due settimane di agosto, che sono quelle più importanti per il turismo cittadino».
Per Solimeno, la programmazione consente di trovare un equilibrio tra le esigenze degli operatori, che devono poter organizzare ferie e riposi, e quelle della città, che nei periodi di maggiore afflusso deve assicurare un livello adeguato di servizi.
La presenza di attività aperte nel cuore del capoluogo assume infatti un valore che va oltre la semplice somministrazione: significa garantire accoglienza, vivibilità e servizi ai turisti, oltre che ai residenti. La turnazione può quindi diventare uno strumento di programmazione da riproporre anche in futuro nei periodi di maggiore domanda.
La spesa media complessiva prevista per le vacanze estive è di 1.165 euro pro capite. Gli italiani continuano quindi a partire, ma tendono a distribuire il budget su più periodi e a contenere la spesa destinata a ciascun singolo soggiorno.
Ad agosto il 31% ricorrerà a una seconda casa oppure all’ospitalità di amici e parenti. E il 10% degli italiani non potrà concedersi neppure un giorno di ferie per ragioni economiche.
La differenza è particolarmente evidente in base al reddito. Tra le famiglie con un reddito annuo inferiore ai 18 mila euro, il 31% non partirà affatto. Tra quelle con un reddito superiore ai 54 mila euro, invece, oltre sei su dieci prevedono più periodi di vacanza, compreso almeno un soggiorno di una settimana o più.
Sul fronte delle politiche per il turismo, Federalberghi indica il welfare aziendale come una delle possibili leve per sostenere il diritto alle vacanze.
Una delle proposte è l’innalzamento delle soglie di esenzione fiscale e contributiva dei fringe benefit, oggi fissate a 1.000 euro per tutti i dipendenti e 2.000 euro per quelli con figli a carico, oppure l’introduzione di una soglia specifica per le spese turistiche, sul modello dei buoni pasto.
Per pensionati e persone prive di reddito da lavoro dipendente viene invece indicata la possibilità di introdurre buoni vacanze legati al reddito, utilizzabili nelle strutture ricettive convenzionate. Un modello già sperimentato in diversi Paesi europei, tra cui Francia e Spagna.
Anche le imprese del settore, secondo Federalberghi, possono contribuire attraverso tariffe agevolate nei mesi di giugno e settembre e, più in generale, nei periodi di bassa stagione.
Per la Basilicata, dunque, la fotografia di metà agosto restituisce luci e ombre. Il turismo cresce, ma meno della media nazionale. Luglio ha mostrato una accelerazione degli arrivi, con un +5,4%, mentre il dato delle presenze resta più contenuto.
È ancora presto per trasformare questi numeri in un giudizio definitivo sulla stagione, come sottolinea Tropiano. Ma il confronto con il resto d’Italia indica che la sfida non è soltanto continuare a crescere: è aumentare la velocità della crescita, intercettando i nuovi comportamenti dei turisti.
La diffusione delle microvacanze può rappresentare una opportunità soprattutto per i territori che hanno difficoltà a competere sul modello della lunga permanenza balneare. Borghi, aree interne, città d’arte, percorsi enogastronomici e turismo esperienziale possono inserirsi in una domanda che cerca sempre più spesso soggiorni brevi, flessibili e diversificati.
Per la Basilicata la partita, quindi, non si chiude a Ferragosto. Anzi, è proprio dalla capacità di trasformare l’incremento degli arrivi in più pernottamenti, maggiore spesa sul territorio e una stagione più lunga che dipenderà la valutazione finale del 2026.
E proprio la scelta di garantire, a Potenza, una rete di attività aperte nel centro storico durante la settimana di Ferragosto va nella direzione di una città che vuole essere più accogliente e fruibile anche nei momenti di maggiore afflusso turistico.



























