“Preoccupano i dati diffusi dall’Inail sui 422 decessi per infortuni sul lavoro nei primi sette mesi del 2026.
Sebbene si tratti di un lieve miglioramento, pari a 10 in meno rispetto ai 432 dello stesso periodo del 2025, non è possibile abbassare la guardia.
Siamo di fronte a una strage inaccettabile che occorre contrastare con uno sforzo congiunto di Istituzioni e parti sociali.
È positivo che il numero delle denunce mortali in occasione di lavoro sia diminuito, così come è significativo il calo registrato in Agricoltura, da 64 a 55 casi, e nella gestione Industria e servizi, da 365 a 362.
Al tempo stesso, allarmano gli aumenti in alcuni settori particolarmente esposti, a partire dalle Costruzioni, dove i decessi sono passati da 67 a 76, dai Servizi di supporto alle imprese, da 16 a 28, e dalla Sanità e assistenza sociale, da 4 a 11.
Anche sul piano territoriale il quadro resta articolato: diminuiscono le denunce al Sud, da 104 a 98, al Centro, da 81 a 77, e nelle Isole, da 46 a 44, mentre aumentano nel Nord-Ovest, da 110 a 111, e nel Nord-Est, da 91 a 92.
Tra le regioni si segnalano i cali di Basilicata e Umbria, entrambe a -6 casi, dell’Abruzzo (-4) e del Friuli-Venezia Giulia (-3), mentre crescono Emilia-Romagna e Calabria, entrambe con +5 casi, e la provincia autonoma di Trento e la Lombardia, con +2.
È fondamentale potenziare i controlli e l’efficacia degli interventi attraverso l’incrocio delle banche dati e lo stanziamento di risorse a sostegno della formazione e della cultura della sicurezza.
La prevenzione deve essere una priorità permanente, soprattutto nei comparti e nei territori dove i dati evidenziano maggiori criticità.
Finché ci saranno lavoratori che non faranno ritorno a casa, non potremo considerarci soddisfatti.
La sicurezza sul lavoro deve essere un impegno quotidiano e condiviso, perché nessuna attività produttiva può essere considerata davvero sostenibile se mette a rischio la vita delle persone”.
Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito ai dati Inail relativi agli infortuni sul lavoro con esito mortale nei primi sette mesi del 2026.



























