La festa della Madonna del Sacro Monte di Viggiano continua a essere un momento in cui fede, tradizione e appartenenza si intrecciano, richiamando migliaia di pellegrini ai piedi della Madre di Dio.
Nel suo saluto, l’Arcivescovo di Potenza, mons. Davide Carbonaro, ha ricordato che Maria «raduna i suoi figli per portarli al suo Figlio Gesù» e che da Lei «attingiamo la bellezza e la forza di una fraternità universale».
Guardando alla Basilicata, ha inoltre affidato la nostra terra agli «occhi amorevoli di Maria», riconoscendola come «segno di consolazione e di sicura speranza».
E ha aggiunto che le le feste patronali: «sono una ricchezza da preservare da ogni forma di uso spropositato e da forme che le strumentalizzano in eccesso.
Ha concluso:
“E’ necessario e questo compete a noi come Chiese, preservarne il valore e l’autenticità da ogni abuso o uso improprio”.
Nell’omelia il vescovo di Cassano all’Jonio, monsignor Francesco Savino ha parlato di un ‘drago’ che serpeggia nel mondo. “Il drago è l’economia che uccide”, è la strage di Amendolara o il “genocidio a Gaza”.
Di fronte al drago, spiega monsignor Savino bisogna “aprire la bocca alla profezia” e la Chiesa deve essere spinta “dal vento del coraggio”.
Ha aggiunto:
“La Madre di Dio ci invita a continuare la lotta contro il male.
La Madonna di Viggiano possa trasformare i processi di questa terra in un pezzetto di cielo”.
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