“Ogni volta che chiude un servizio, un pezzo del nostro territorio muore.
Non è una questione astratta, è la realtà che viviamo ogni giorno nei nostri paesi lucani: un anziano solo, un ambulatorio che svanisce, un giovane che non vede futuro.
Contro questa rassegnazione le cooperative di comunità diventano punti di riferimento fondamentali per la vita quotidiana, risposte concrete nate dalla voglia di non arrendersi all’abbandono”.
È un messaggio di forte concretezza quello lanciato da Cosimo Latronico, assessore regionale alla Salute, politiche per la persona e PNRR, intervenendo alla prima edizione del festival “Spazi di comunità” dedicato alle esperienze cooperative lucane, svoltosi oggi a Savoia di Lucania.
Latronico ha voluto ringraziare gli organizzatori per un evento che parte dalle esperienze reali, sottolineando come queste forme di auto-organizzazione siano nate proprio per difendere servizi essenziali e creare opportunità di lavoro in contesti difficili.
L’esponente del governo lucano ha tracciato una netta linea di responsabilità:
“Dobbiamo essere chiari: il welfare di comunità non può e non deve sostituire il welfare pubblico. La garanzia dei diritti fondamentali resta in capo alle istituzioni”.
Le comunità organizzate, ha spiegato, “possono però aiutarci a essere più vicini ai bisogni reali, soprattutto dove i modelli tradizionali faticano ad arrivare e le distanze pesano di più”.
Un principio che si applica direttamente alla sanità territoriale.
Ha ricordato Latronico:
“Stiamo investendo molto nelle Case della comunità, nelle Centrali operative territoriali, nell’assistenza domiciliare, nella telemedicina e nella figura fondamentale degli Infermieri di famiglia e di comunità.
Ma le strutture, da sole, non bastano. Sono solo mattoni se non dialogano con i Comuni, gli Ambiti sociosanitari e con chi vive il territorio. Ecco dove le cooperative diventano strategiche: nell’aiutare una persona fragile ad accedere a un servizio, a usare uno strumento digitale, a non rimanere isolata.
Azioni semplici che fanno la differenza tra il rimanere e l’andarsene”.
Riconoscere questa rete, secondo l’assessore, significa anche non lasciarla sola.
Ha ammonito Latronico:
“Non basta finanziare nuove cooperative con un bando e poi sperare che sopravvivano.
Servono competenze, accompagnamento, accesso al credito e rapporti più stabili con la pubblica amministrazione.
La Regione deve fare un salto di qualità: monitorare cosa funziona davvero, quante persone vengono raggiunte e quale lavoro viene creato, mettendo in collegamento le migliori esperienze”.
In conclusione, Latronico ha lanciato una sfida per il futuro:
“Il PNRR ci lascia infrastrutture importanti, ma nessun edificio diventa automaticamente un luogo di comunità.
La vera sfida è riempirlo di servizi e di relazioni.
Se riusciremo a tenere insieme la responsabilità pubblica con l’energia propositiva delle comunità, potremo offrire ai cittadini lucani una certezza: non la promessa generica di restare, ma condizioni reali e concrete per poterlo fare.
Sostenere una cooperativa di comunità significa, in fondo, tenere aperta, insieme ai servizi, la possibilità stessa di continuare a vivere nei nostri paesi”.



























