Riceviamo e pubblichiamo una nota del Segretario del Circolo PD di Avigliano, Andrea Giordano:
“La discussione che in questi giorni interessa la pista da sci di Sellata-Pierfaone dovrebbe rappresentare, per Avigliano, un’occasione di riflessione.
Non perché siamo contrari al turismo o agli investimenti sul Monte Carmine, ma perché dovremmo chiederci quale idea di sviluppo turistico vogliamo costruire per il nostro territorio e se la pista da sci sia davvero la risposta più efficace.
Da anni l’amministrazione comunale presenta ogni nuovo progetto come una svolta decisiva per Avigliano. Tuttavia, alla prova dei fatti, i cittadini continuano a non vedere risultati concreti né un reale miglioramento delle opportunità per il territorio.
Con circa due milioni di euro — tanto è stato destinato ad oggi dalla Strategia dell’Area Urbana di Potenza — si pensa di poter avviare sul Monte Carmine un comprensorio turistico con pista da sci, infrastrutture, parcheggi e servizi. Emergono però forti dubbi sulla sostenibilità economica e sulla reale fattibilità dell’intero progetto.
Se per la pista di Sellata-Pierfaone, dove esistono già infrastrutture, servizi e una storia turistica consolidata, si parla di un investimento di circa otto milioni di euro, è lecito chiedersi se i due milioni destinati al Monte Carmine siano realmente sufficienti.
A questo si aggiunge il fatto che, a quanto pare, il progetto del Comune, o forse meglio dire l’idea dell’amministrazione, non sarebbe ancora corredato da un vero business plan. Viene da chiedersi: come verrebbe gestita la struttura? Quali sarebbero i costi di gestione nel medio e lungo periodo? E quali interventi sarebbe realmente possibile realizzare con le risorse oggi disponibili?
Come si può programmare un investimento turistico di questa portata senza avere prima definito costi, sostenibilità, gestione, ricavi, manutenzione e ricadute economiche sul territorio?
C’è poi una questione di metodo: ancora una volta l’amministrazione sceglie di decidere da sola, escludendo il confronto con il Consiglio comunale, con le forze politiche e con la comunità aviglianese. Una scelta che conferma una gestione sempre più autoreferenziale delle decisioni strategiche.
Prima ancora della pista da sci, dunque, c’è una domanda alla quale l’amministrazione dovrebbe rispondere: quale turismo vuole costruire per Avigliano?
La domanda è ancora più importante se guardiamo alle condizioni nelle quali versa oggi il nostro territorio.
Un territorio nel quale il Comune, in alcuni casi, fatica persino a garantire quel livello di decoro e di cura essenziale per qualsiasi seria strategia di rilancio turistico.
Eppure le risorse non ci mancano.
Il Castello di Lagopesole è un patrimonio straordinario che non è mai stato realmente messo al centro di una strategia turistica complessiva.
Accanto ad esso vi sono le potenzialità ancora largamente inespresse del Borgo di Pian del Conte e del Lago, le peculiarità storiche, culturali e artistiche del centro di Avigliano e delle nostre frazioni, la Foresta di Lagopesole e, più in generale, l’intero patrimonio naturalistico e culturale dell’area.
Il centro storico di Avigliano, che oggi versa in uno stato di evidente abbandono, rappresenta una straordinaria opportunità ancora inespressa: un investimento nel suo recupero e nella sua valorizzazione potrebbe trasformarlo in uno dei pilastri dello sviluppo turistico, culturale ed economico del paese.
Infine ci sono gli stessi Monte Carmine e Monte Caruso, che potrebbero diventare luoghi centrali di un’idea diversa di turismo: lento, sostenibile, fatto di trekking, natura, paesaggio, cultura e spiritualità, senza perdere la loro funzione di centro di culto per un’area molto vasta del nostro territorio.
Risorse diverse che, se messe a sistema, potrebbero costruire un’offerta turistica ampia e diffusa, capace di valorizzare l’intero territorio.
È in questa direzione che dovrebbero essere investiti questi due milioni di euro: non per costruire nuove cattedrali nel deserto, ma per creare un’offerta turistica capace di mettere insieme e rafforzare tutte queste peculiarità. Una strada che oggi tante amministrazioni hanno saputo percorrere, non solo nel Nord Italia, ma anche nella nostra regione.
Non si tratta di rinunciare allo sviluppo. Al contrario: si tratta di scegliere uno sviluppo che parta da ciò che siamo e da ciò che già abbiamo. È questa la grande occasione che stiamo perdendo.
Dopo sei anni di amministrazione si continua invece a privilegiare la logica dell’annuncio, puntando su quello che viene presentato come un grande attrattore, senza riuscire a mettere a sistema le risorse che già possediamo e senza aver risolto le criticità della viabilità comunale né rafforzato l’offerta dei servizi sul territorio.
Eppure, nonostante queste carenze, il nostro territorio continua ad attrarre visitatori, escursionisti e famiglie che scelgono i nostri piccoli borghi, scegliendoli come mete per passeggiare, trascorrere qualche giornata, ammirare i nostri paesaggi e conoscere il nostro patrimonio. Lo fanno nonostante la scarsa valorizzazione operata dall’amministrazione, perché riescono a vedere ciò che questa amministrazione non vede: un grande patrimonio che costituisce la vera ricchezza di Avigliano.
Non servono annunci ad effetto e macroattrattori poco confacenti al nostro territorio, ma la capacità di mettere a sistema quanto già abbiamo. Una ricchezza inestimabile che molti cittadini, visitatori e operatori riescono a cogliere, ma che continua a non trovare adeguata valorizzazione nelle scelte strategiche dell’amministrazione comunale.
È proprio da qui che l’amministrazione dovrebbe ripartire: non dall’ennesimo annuncio, ma dalla capacità di guardare Avigliano con occhi nuovi.
Perché Avigliano non ha bisogno soltanto di una pista da sci.
Ha bisogno, prima di tutto, di una visione che trasformi le sue risorse in opportunità reali e durature.
Visione che, dopo sei anni di amministrazione, continuiamo a non vedere”.



























