Pignola, poesia e memoria nella riapertura de “La Stanza di Yzu”

Dal 1 al 5 Luglio, nell’ambito dell’iniziativa “Pignola, città del folklore” promossa dall’amministrazione comunale, dalla FITP e delle associazioni locali, riapre in Piazza Vittorio Emanuele “La Stanza di Yzu”.

Scrive su Yzu Mariangela Perone:

“Ci sono artisti che non si accomodano mai nella letteratura di maniera, ma scelgono di fare  della parola un corpo a corpo con la realtà.
Francesco Albano, che il pubblico della poesia e della performance conosceva come Yzu Selly, si definiva prima di tutto così: “artigiano della parola”.

Un operaio del verso che rifiutava le torri d’avorio per calarsi nei contrasti più nudi, spigolosi e viscerali dell’esistenza.

La sua estetica si poggiava su una triade ben precisa e dichiarata: poesia, maschera, voce.

La maschera, non filtro per nascondersi, ma strumento per dare voce a ciò che spesso si preferisce tacere. La sua era un’anatomia dell’animo umano priva di sconti, un viaggio tra “cattiva coscienza, errore, brama di sapienza, acido risentimento, assenza, corpo disabitato”.

Yzu era guidato dalla ferrea convinzione che “la poesia potesse trovare ovunque il proprio ambito”.

E ovunque l’ha portata: dalle piazze alle strade, dai locali ai centri sociali, dalle librerie ai ristoranti. Il suo cammino ha unito idealmente le radici lucane con città come Perugia, Roma, Bologna, Milano, Vienna e Lugano.

Per lui l’atto poetico non si esauriva sul foglio bianco, ma prendeva vita nella performance, diventando un’opera totale. La sua voce si intrecciava costantemente con la musica e dialogava con le arti visive, collaborando con pittori, videomaker e illustratori.

Ci ha lasciato un reticolo di (auto)pubblicazioni che testimoniano un’intensa attività a cavallo tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000. Dalla prima silloge “Buio indaco e il rosso” (1997) al romanzo per prose e poesie “Cucuwàsh – da bere sorseggiando vino” (1999), fino al monumentale progetto aperto “MW-camminare di una scimmia”, la sua scrittura ha cercato di scardinare i generi.

Le sue ultime performance in musica, “Canzoni – per una stanza abbandonata” e “Da Dietro Sbarre”, rimangono oggi la sintesi perfetta del suo percorso.

Yzu Selly è scomparso prematuramente nel 2011, ma la traccia del suo passaggio resta in questa mappa di suoni, versi e piazze; la testimonianza di una vita spesa a dimostrare che la poesia, se ha il coraggio di farsi carne, non muore mai e che “bellezza vissuta, non è
brace dimenticata”.

Sarà possibile visitarla dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00. Per informazioni è possibile rivolgersi all’ufficio turistico (IAT) presso Palazzo Gaeta.