Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato di Alessia Araneo e Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata).
Scrivono:
“Oggi eravamo in piazza in due città: una di noi a Potenza, insieme al deputato Arnaldo Lomuti, l’altra a Matera.
Abbiamo visto manifestazioni pacifiche, ordinate, attraversate soprattutto da studentesse e studenti, ma anche da lavoratori e agricoltori, da chi non riesce più a far quadrare i conti.
Nessuno slogan vuoto: richieste precise, formulate con serietà.
Chiedono ciò che un Paese dovrebbe dare per scontato: scuole sicure e dignitose, un diritto allo studio che non dipenda dal reddito della famiglia, trasporti per raggiungere le aule, un costo della vita sostenibile, la possibilità di costruire qui il proprio futuro senza essere costretti a partire.
In una regione che vede i suoi giovani andare via, non è una rivendicazione di categoria: è la questione politica fondamentale.
In queste settimane il dibattito si è concentrato quasi soltanto sull’ordine pubblico.
Usare gli episodi di violenza per mettere sotto accusa un’intera generazione è un’operazione miope e ingiusta e per certi aspetti inquietante: chi scende in piazza con un cartello e una domanda precisa, nel rispetto delle regole, esercita una partecipazione che la Costituzione tutela e che una democrazia in salute dovrebbe valorizzare, non sospettare.
Ciò che abbiamo visto oggi in Basilicata è il contrario del disordine: è la ricerca di un futuro accettabile, e merita ascolto.
Apprendiamo che la Regione ha ricevuto una delegazione delle rappresentanze studentesche, e ne siamo contente.
Apprendiamo però che da quel confronto sarebbero stati esclusi l’Unione Sindacale di Base, promotrice dello sciopero generale di oggi, e l’associazione studentesca OSA.
Se fosse confermato, sarebbe un errore: le istituzioni non scelgono gli interlocutori in base alla convenienza, e hanno il dovere di ascoltare tutte le rappresentanze di chi ha scelto di manifestare.
Chiediamo al presidente Bardi e alla Giunta di trasformare un incontro in un metodo: un confronto stabile con le rappresentanze studentesche e sindacali, con risposte puntuali su edilizia scolastica, diritto allo studio, trasporti e opportunità per i giovani lucani.
Da parte nostra, in Consiglio regionale ci saremo come oggi in piazza.
Una Regione che vuole trattenere i propri giovani comincia dall’ascoltarli, tutte e tutti”.
OSA Potenza presente allo sciopero di oggi riporta in un Comunicato:
“Oggi abbiamo bloccato le strade della nostra città, così come milioni di studenti e lavoratori stanno facendo in tutta Italia e migliaia di portuali in tutto il mondo.
Il Governo Meloni e l’Unione Europea hanno fallito e noi studenti non siamo più disposti a tacere: in tutta Europa ci stiamo organizzando per un mondo nuovo.
Il corteo, pieno di studenti, lavoratori e agricoltori, è arrivato fino alla Regione, dove ancora una volta ha trovato le porte chiuse.
Ma questo è solo l’inizio, siamo pronti a riscendere in piazza, di nuovo al fianco dei lavoratori dell’USB, e a occupare le nostre scuole.
Strappiamogli il futuro!”.


























