“La città deve essere di tutti”: a Potenza i ragazzi con disabilità insegnano il valore dell’inclusione. L’iniziativa

Una città è davvero accessibile quando consente a ogni persona di muoversi, orientarsi e utilizzare i servizi pubblici con la maggiore autonomia possibile.

È questo il messaggio che emerge dal progetto “Si può fare. A Potenza – Percorsi di autonomia possibile per una città più inclusiva”, che si è concluso oggi, Sabato 31 Ottobre, con un evento presso il Teatro di Universo Salute Basilicata.

Il progetto, realizzato nell’ambito della linea di azione C – obiettivo 10, ha visto la collaborazione di AIPD Potenza, associazione capofila, ANGSA Basilicata APS, APS Le Monadi, Legacoop Basilicata e Universo Salute Basilicata, con il partenariato del Comune di Potenza, attraverso gli Uffici Mobilità e Politiche Sociali.

Una collaborazione tra associazioni e istituzioni che ha permesso di affrontare concretamente il tema dell’accessibilità urbana, mettendo al centro le esigenze delle persone con disabilità e il loro diritto a utilizzare autonomamente i servizi della città.

Un’esperienza che ha visto protagonisti ragazzi e giovani adulti con disabilità, non come semplici destinatari delle iniziative, ma come persone capaci di osservare, sperimentare e offrire indicazioni concrete per migliorare l’accessibilità della città.

Attraverso l’utilizzo dei mezzi pubblici e l’esperienza diretta degli spazi urbani, i partecipanti hanno individuato difficoltà, condiviso osservazioni e contribuito a una riflessione sul diritto all’autonomia e alla partecipazione.

Il progetto ha evidenziato che l’accessibilità non riguarda soltanto l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Esistono anche ostacoli comunicativi, organizzativi e cognitivi, spesso poco visibili, che possono limitare l’utilizzo dei servizi pubblici.

Un esempio concreto riguarda le indicazioni riportate sugli autobus urbani.

Per chi utilizza abitualmente una determinata linea, una lettera diversa accanto al numero dell’autobus o un’indicazione non corrispondente al percorso effettivo possono sembrare dettagli facilmente interpretabili.

La conoscenza della città consente comunque di riconoscere il mezzo corretto.

Per una persona con disabilità intellettiva, invece, quella stessa differenza può diventare una barriera importante.

Chi ha imparato a riconoscere una linea attraverso un numero, una lettera o un’indicazione precisa può trovarsi disorientato quando quell’informazione cambia.

Una situazione apparentemente banale può generare insicurezza, rendere necessario l’aiuto di altre persone o portare a rinunciare al viaggio.

Da questa esperienza emerge un’indicazione chiara: rendere le informazioni del trasporto pubblico comprensibili, coerenti e aggiornate significa migliorare concretamente l’accessibilità della città.

Non sempre servono interventi complessi o grandi investimenti.

A volte bastano piccoli accorgimenti organizzativi e comunicativi per fare una differenza significativa nella vita quotidiana delle persone.

Accanto alle criticità osservate, le associazioni intendono sottolineare un aspetto particolarmente positivo: la professionalità, la sensibilità e la disponibilità dimostrate dal personale del trasporto pubblico urbano di Potenza.

Durante le attività, gli operatori hanno saputo rapportarsi ai partecipanti con attenzione e rispetto, dimostrando capacità di intervento anche nelle situazioni di difficoltà o disorientamento.

Un comportamento che merita un riconoscimento pubblico e che dimostra quanto il fattore umano sia determinante per garantire un servizio inclusivo.

L’accessibilità non dipende soltanto dai mezzi e dalle infrastrutture, ma anche dalla preparazione e dalla sensibilità delle persone che quotidianamente assicurano il servizio.

A conclusione del percorso, i presidenti delle associazioni partner esprimono una valutazione condivisa, sottolineando il valore della partecipazione attiva dei ragazzi e dei giovani adulti con disabilità.

«Siamo molto soddisfatti del percorso realizzato e soprattutto orgogliosi di aver offerto ai partecipanti l’opportunità di essere protagonisti di un’esperienza che va oltre le tradizionali attività di autonomia personale.

Hanno potuto vivere la città, riconoscerne le criticità e contribuire, attraverso le proprie capacità ed esperienze, a individuare possibili soluzioni».

Questo progetto ci ha confermato che le persone con disabilità non devono essere soltanto destinatarie di servizi progettati da altri, ma devono poter contribuire alla loro valutazione e al loro miglioramento.

Chi vive quotidianamente un servizio può offrire indicazioni preziose su ciò che funziona e su ciò che rappresenta un ostacolo.

Desideriamo inoltre ringraziare gli operatori del trasporto pubblico urbano per la professionalità e la sensibilità dimostrate durante le nostre attività.

La loro capacità di gestire anche le situazioni di criticità rappresenta un punto di forza importante, sul quale auspichiamo si possa continuare a investire attraverso il confronto e la collaborazione.

Infine, un messaggio rivolto alle istituzioni e alla comunità:

«Ci auguriamo che le esperienze raccolte non rimangano soltanto la testimonianza di un progetto concluso, ma diventino un contributo concreto per migliorare la mobilità urbana di Potenza.

Non chiediamo servizi speciali, ma servizi ordinari realmente accessibili a tutti.

L’inclusione non si realizza chiedendo continuamente alle persone di adattarsi a sistemi che non considerano le loro esigenze, ma costruendo servizi capaci di accogliere le differenze».

L’evento finale ha rappresentato un’importante occasione per condividere con la comunità il lavoro svolto, attraverso testimonianze dirette, esperienze e materiali realizzati durante il progetto.

All’incontro sono stati invitati rappresentanti delle istituzioni regionali e comunali, a testimonianza dell’importanza di un confronto che coinvolga direttamente chi ha responsabilità nella programmazione e nella gestione dei servizi pubblici.

Per le associazioni partner sono intervenuti Gianfranco Salbini, presidente AIPD Potenza, Giuliana Lordi, presidente ANGSA Basilicata APS, Giuseppe Potenza, presidente APS Le Monadi, Caterina Salvia, Legacoop Basilicata, e Roberto Galante, direttore amministrativo di Universo Salute Basilicata.

Particolare importanza assume la collaborazione avviata con il Comune di Potenza, attraverso gli Uffici Mobilità e Politiche Sociali, che rappresenta un’opportunità per trasformare le esperienze e le osservazioni raccolte in proposte concrete, capaci di contribuire al miglioramento dei servizi urbani e alla promozione di una mobilità sempre più accessibile.

La conclusione del progetto non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma l’occasione per rafforzare il dialogo tra associazioni, amministrazione comunale e gestori dei servizi, affinché il lavoro svolto possa trovare continuità nel tempo.

Perché una città diventa davvero inclusiva quando sa riconoscere e superare anche quelle barriere che, per molti, sono semplicemente invisibili.