Il pagamento dell’imposta sulla televisione rappresenta un appuntamento annuale fisso per milioni di contribuenti italiani.
Fin dall’introduzione dell’addebito automatico nelle fatture della luce per le utenze elettriche domestiche residenti, il meccanismo di riscossione è diventato diretto e continuativo.
Tuttavia, la normativa vigente prevede specifici casi in cui è possibile richiedere la non applicazione della tassa.
Ottenere l’esenzione dal versamento del canone Rai per l’anno 2027, ricorda quifinanza, è un diritto riconosciuto a determinate categorie di cittadini, a patto che vengano rispettati requisiti stringenti e, soprattutto, le scadenze tassative fissate dall’Agenzia delle Entrate.
L’imposta sulla televisione è legata alla semplice detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radio trasmissioni televisive.
Di conseguenza, l’esenzione del canone Rai non viene concessa in modo arbitrario, ma si applica esclusivamente in virtù di specifiche situazioni personali, anagrafiche o patrimoniali.
Le casistiche principali previste dal legislatore sono le seguenti.
È la causa più frequente di esonero. Se in nessuna delle abitazioni in cui il contribuente è titolare di un’utenza elettrica residenziale è presente un apparecchio TV, il canone Rai non è dovuto.
È opportuno fare una chiarezza tecnica cruciale: il possesso di soli computer, monitor da PC, smartphone o tablet non fa scattare l’obbligo di pagamento del canone Rai, a condizione che tali dispositivi non siano dotati di un sintonizzatore per il segnale digitale terrestre o satellitare (tuner TV). La fruizione dei contenuti tramite streaming web non equivale alla detenzione dell’apparecchio TV ai fini fiscali.
Gli anziani che hanno raggiunto o superato i 75 anni di età beneficiano dell’esenzione dal versamento del canone Rai a patto di rispettare due condizioni concomitanti:
- il reddito proprio e del coniuge non deve superare complessivamente la soglia annuale di 8.000 euro;
- il richiedente non deve convivere con altri soggetti titolari di un reddito proprio, eccezione fatta per eventuali collaboratori domestici, colf o badanti.
Se il compimento dei 75 anni avviene entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento, l’esenzione del canone Rai spetta per l’intera annualità. Se il compleanno cade tra il 1° febbraio e il 31 luglio, la misura si applica per il solo secondo semestre dell’anno.
Il canone Rai è dovuto una sola volta per ciascun nucleo familiare anagrafico, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione. Se due coniugi o conviventi sono intestatari di contratti di energia elettrica distinti, uno dei due deve presentare la dichiarazione per comunicare che l’imposta è già addebitata sulla bolletta dell’altro componente.
In virtù degli accordi internazionali e delle convenzioni siglate dall’Italia, sono esentati dal pagamento del canone Rai:
- i funzionari e gli agenti diplomatici stranieri accreditati in Italia;
- i funzionari consolari e il personale di organizzazioni internazionali;
- i militari stranieri appartenenti alle forze armate della NATO di stanza sul territorio nazionale.
Uno degli errori più comuni commessi dai contribuenti risiede nel mancato rispetto dei termini temporali. La dichiarazione per l’esenzione del canone Rai inerente alla non detenzione ha validità annuale. Ciò significa che non si rinnova automaticamente e deve essere presentata ogni anno con tempistiche ben definite.
Per l’anno 2027, il calendario dell’Agenzia delle Entrate individua due precise finestre temporali:
- esenzione per l’intero anno 2027. Per evitare che l’importo venga addebitato a partire dalla prima bolletta elettrica dell’anno, la richiesta deve essere inviata nel periodo compreso dal 1° luglio 2026 al 31 gennaio 2027;
- esenzione per il secondo semestre 2027. Chi invia la dichiarazione in ritardo rispetto al primo termine, ossia dal 1° febbraio 2027 al 30 giugno 2027, otterrà l’esenzione del canone Rai unicamente per la seconda metà dell’anno (periodo luglio-dicembre).
I moduli inviati dopo il 30 giugno 2027 avranno valore soltanto a decorrere dall’anno d’imposta successivo, ovvero per il 2028.
Per gli over 75 le scadenze sono diverse. La domanda di esenzione va presentata:
- entro il 30 aprile 2027 per ottenere l’esonero per l’intero anno;
- entro il 31 luglio 2027 per ottenerlo per il solo secondo semestre.
Per formalizzare la pratica di esenzione del canone Rai, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione specifici modelli cartacei e digitali, liberamente scaricabili dal portale istituzionale.
È il modello generico impiegato per la gran parte delle casistiche. Al suo interno sono presenti due sezioni principali:
- Quadro A, riservato a chi dichiara la mancata detenzione di apparecchi TV in tutte le abitazioni servite da utenze elettriche intestate;
- Quadro B, compilato da chi segnala che il canone Rai deve essere addebitato sulla bolletta di un altro componente del medesimo nucleo familiare, indicando il codice fiscale dell’intestatario dell’utenza.
Si tratta di un modulo dedicato esclusivamente agli anziani Over 75 che intendono fruire dell’agevolazione legata ai limiti di reddito (fissati a 8.000 euro annui). Contiene un’autocertificazione dei dati anagrafici e patrimoniali necessari all’istruttoria.
Una volta completata la redazione dei moduli e verificate le autocertificazioni, la trasmissione all’Amministrazione Finanziaria può avvenire attraverso diverse modalità operative, adattabili alle esigenze operative di ogni cittadino.
La procedura online è senza dubbio il metodo più rapido, sicuro e tracciabile per ottenere l’esenzione del canone Rai.
I passaggi previsti sono:
- accedere all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate utilizzando le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi);
- navigare nella sezione Dichiarazioni e selezionare la voce relativa al canone Rai;
- compilare i campi richiesti direttamente a schermo (selezionando la dichiarazione di non detenzione o l’addebito su altra utenza);
- confermare l’invio della pratica e scaricare la ricevuta di avvenuta trasmissione con codice identificativo.
Per chi possiede una casella PEC personale e la firma digitale, è possibile inviare il modello compilato tramite e-mail certificata:
- il modulo va sottoscritto con firma digitale. In alternativa, è possibile firmare il documento in modo olografo, scansionarlo e allegare la copia di un documento d’identità in corso di validità;
- l’indirizzo ufficiale a cui inviare la richiesta è: cp22.canonetv@postacertificata.rai.it.
Qualora non si disponga di strumenti digitali, la richiesta di esenzione del canone Rai può essere inoltrata in forma cartacea. In questo caso è fondamentale:
- spedire il modulo tramite Raccomandata A/R senza busta (ossia piegando il foglio stampato su sé stesso e applicando i francobolli e gli indirizzi sul retro);
- allegare obbligatoriamente una fotocopia leggibile di un documento d’identità valido.
Il plico va indirizzato a: Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.
I contribuenti che preferiscono delegare la gestione amministrativa possono rivolgersi ai Centri di Assistenza Fiscale (CAF) o a professionisti abilitati (commercialisti, consulenti del lavoro).
L’intermediario provvederà alla trasmissione telematica rilasciando al cittadino copia conforme della ricevuta fornita dal sistema dell’Agenzia delle Entrate.
Cosa succede se il canone Rai è stato erroneamente trattenuto in bolletta nonostante la presenza dei requisiti di esenzione? In questa situazione, il contribuente ha facoltà di richiedere il rimborso delle somme ingiustamente versate.
A tale scopo deve essere utilizzato il Modello di richiesta di rimborso, compilando la sezione in cui vengono specificate le motivazioni della domanda (ad esempio, Over 75 con requisiti reddituali o presenza di altra utenza familiare addebitata). Una volta verificata la regolarità della domanda, il rimborso verrà erogato direttamente dalle imprese elettriche tramite accredito nelle prime bollette utili o attraverso il pagamento diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate.


























