“La Silver Economy non è un tema che riguarda soltanto gli anziani, ma rappresenta una delle principali strategie di sviluppo economico e sociale dei prossimi anni.
La Basilicata non può permettersi di restare indietro.
È necessario guardare alle esperienze più avanzate già realizzate in altre regioni italiane e costruire anche nella nostra regione un modello capace di trasformare la longevità in un’opportunità di crescita, innovazione e coesione sociale“.
Lo afferma il segretario regionale della Uil Pensionati Basilicata, Carmine Vaccaro, annunciando che dopo la pausa estiva il sindacato promuoverà due iniziative dedicate alla Silver Economy, con il coinvolgimento di docenti universitari, esperti, istituzioni, parti sociali, Terzo settore e mondo produttivo.
Spiega Vaccaro:
“La Silver Economy è l’economia generata dalle persone over 65, una fascia della popolazione che oggi produce circa il 34 per cento del Pil globale.
È un dato che dimostra come l’invecchiamento della popolazione non debba essere considerato esclusivamente un problema sociale o sanitario, ma una leva di sviluppo che può creare occupazione, innovazione e nuovi servizi”.
Negli ultimi cinquant’anni, ricorda il segretario della Uil Pensionati, l’aspettativa di vita è aumentata di circa dieci anni:
“Sono anni che le persone vogliono vivere bene, in salute, mantenendo autonomia, relazioni e partecipazione alla vita della comunità. Per questo diventa indispensabile ripensare il sistema dei servizi.
Sanità e sociale sono le due facce della stessa medaglia: non possono essere separati”.
Secondo Vaccaro, una regione che invecchia come la Basilicata ha bisogno di una sanità territoriale più efficiente, di una rete di assistenza domiciliare più capillare, di servizi di telemedicina, prevenzione, digitalizzazione e sostegno ai caregiver familiari:
“Regioni come Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e Trentino-Alto Adige hanno già sviluppato esperienze importanti sull’invecchiamento attivo, sull’assistenza territoriale, sulla formazione digitale degli anziani, sul cohousing e sui servizi di prossimità.
Sono modelli che possono essere adattati anche alla realtà lucana, valorizzando le peculiarità del territorio e contribuendo a contrastare lo spopolamento delle aree interne”.
Ma la Silver Economy, sottolinea la Uil Pensionati, significa anche sviluppo economico:
“Intorno ai bisogni della popolazione anziana può nascere una vera filiera produttiva: servizi innovativi, tecnologie assistive, domotica, telemedicina, turismo senior, mobilità, formazione permanente, assistenza qualificata e nuove imprese. Tutto questo significa creare occupazione, attrarre investimenti e migliorare la qualità della vita”.
Per questo motivo, dopo l’estate, la Uil Pensionati Basilicata darà il via a un percorso articolato in due appuntamenti.
Il primo sarà un seminario di approfondimento con studiosi, docenti universitari ed esperti per analizzare le migliori pratiche nazionali ed europee sulla Silver Economy e sull’invecchiamento attivo.
Il secondo sarà un momento di confronto con istituzioni, parti sociali e operatori economici finalizzato alla definizione di una piattaforma di proposte da sottoporre alla Regione Basilicata per l’elaborazione di una strategia regionale dedicata alla Silver Economy.
Sottoline la Uil pensionati:
“Non possiamo continuare ad assistere a un assordante silenzio della politica su un tema destinato a incidere profondamente sul futuro della Basilicata. È arrivato il momento di aprire un confronto serio e di programmare interventi concreti.
Gli anziani non rappresentano soltanto il passato della nostra regione, ma una parte fondamentale del suo futuro.
Investire nella Silver Economy significa investire nelle persone, nella dignità, nella salute, nel lavoro e nella qualità della vita.
La longevità non deve essere vissuta come un problema da gestire, ma come una straordinaria opportunità da costruire insieme alle istituzioni, al mondo produttivo, al Terzo settore e alle parti sociali”.



























