Monte Vulture candidato a Riserva biodiversità dell’Unesco: “valorizzare una delle aree più interessanti della Basilicata, sia dal punto di vista storico che paesaggistico”

“La candidatura della Zona speciale di conservazione (Zsc) Monte Vulture al programma ‘Man and Biosphere’ dell’Unesco merita grande attenzione.

La Regione è già impegnata a sostenere il progetto che valorizza una delle aree più interessanti della Basilicata, sia dal punto di vista storico che paesaggistico”.

Così l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa, che domani parteciperà a un’iniziativa organizzata dal gruppo tecnico che sta lavorando per proporre il Vulture come Riserva di biodiversità dell’Unesco.

Il gruppo di lavoro, insediatosi a gennaio e coordinato da Paola Saraceno, imprenditrice agroalimentare e giornalista, si avvale, in particolare, del supporto di esperti e docenti dell’Università degli Studi di Basilicata.

Domani con i dottorandi di ricerca e i borsisti, saranno a Monticchio per rafforzare la conoscenza del territorio sotto i profili naturalistico-ambientali, geomorfologici, archeologi, antropologici e culturali con una passeggiata guidata su uno dei sentieri più noti del Parco del Vulture, segnalato dal Cai e manutenuto dall’Ente Parco, sul cui tracciato ricadono proprio il complesso archeologico di Sant’Ippolito, i Laghi di Monticchio e l’Abbazia di San Michele che ospita in un’ala anche il Museo di Storia naturale del Vulture.

L’iter per il riconoscimento durerà due anni.

Commenta Rosa:

“Il Vulture, come tante altre aree lucane, può vantare habitat naturali e specie naturalistiche rare se non uniche, come la farfalla Bramea che dopo milioni di anni sopravvive nel piccolo bosco ‘Riserva delle Grotticelle’.

Nostro obiettivo è non solo tutelare le nostre particolarità ambientali ma soprattutto farle conoscere e apprezzare in un percorso che unisce alla natura la cultura e la storia del territorio”.

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