L’Amministrazione Comunale di Ruoti annuncia con grande soddisfazione l’avvio di una nuova e significativa fase di studi e ricerche presso il sito archeologico della Villa Romana di San Giovanni di Ruoti, una delle testimonianze più importanti della presenza romana in Basilicata.
A cinquant’anni dall’inizio della prima campagna di scavi, il sito torna finalmente ad essere protagonista di un progetto scientifico di alto profilo, frutto della collaborazione tra il Comune di Ruoti, la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università degli Studi della Basilicata e l’Università degli Studi di Macerata, sulla base della concessione rilasciata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla deliberazione della Giunta Comunale n. 41 del 4 giugno 2026, con la quale è stato approvato lo schema di convenzione successivamente sottoscritto tra il Comune di Ruoti e la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università della Basilicata.
La direzione scientifica del progetto è affidata alla professoressa Maria Chiara Monaco, mentre la direzione delle attività sul campo è curata dal professor Fabio Donnici.
Per i prossimi quindici giorni un gruppo composto da sedici studiosi e specialisti sarà impegnato in una prima fase di indagini non invasive, fondamentali per acquisire nuovi elementi conoscitivi e pianificare le future campagne di scavo.
Quello che prende avvio oggi rappresenta molto più di una semplice attività di ricerca archeologica.
È il recupero di una storia iniziata nel 1977 grazie all’intuizione del dottor Gerardo Salinardi, che affidò gli scavi all’Università di Toronto diretta dal professor Alastair M. Small, studioso di fama internazionale al quale il Comune di Ruoti ha conferito la cittadinanza onoraria nel 2018 quale riconoscimento per lo straordinario contributo scientifico offerto alla conoscenza del sito.
Nel 1982, a causa della mancanza di finanziamenti, le attività furono interrotte e la Villa Romana rimase per oltre quattro decenni in uno stato di sostanziale abbandono.
Un primo importante segnale di rinascita arrivò nel 2016 grazie all’impegno dell’Associazione Recupero Tradizioni Ruotesi, del dottor Giovanni Imbrenda e al prezioso contributo della concittadina Luisa Troiano, residente a Philadelphia, che rese possibile la pubblicazione della prima edizione italiana dell’opera *La Villa Romana e Tardoantica di San Giovanni di Ruoti* di Alastair M. Small e Francesco Tarlano, oltre alla pulizia e alla valorizzazione dell’area archeologica.
Oggi, a dieci anni da quell’intervento e a mezzo secolo dall’avvio delle prime ricerche, l’Amministrazione Comunale ha deciso di imprimere una svolta concreta al percorso di valorizzazione del sito, nella convinzione che la tutela del patrimonio storico e archeologico rappresenti una delle principali leve per lo sviluppo culturale, turistico ed economico del territorio.
L’obiettivo è costruire un progetto stabile, capace di coinvolgere istituzioni, università e mondo della ricerca, restituendo alla Villa Romana il ruolo che merita nel panorama archeologico nazionale e facendone un punto di riferimento per la valorizzazione delle aree interne della Basilicata.
Particolarmente significativo è anche il carattere aperto dell’iniziativa. Durante questa fase di attività saranno infatti organizzati momenti di divulgazione, incontri con gli studiosi e visite guidate al cantiere, affinché cittadini, studenti, appassionati e visitatori possano seguire da vicino il lavoro degli archeologi e riscoprire una pagina fondamentale della storia di Ruoti.
Dichiara il Sindaco di Ruoti, Avv. Franco Gentilesca:
“La riscoperta della Villa Romana di San Giovanni rappresenta una scelta strategica della nostra Amministrazione.
Per troppo tempo questo straordinario patrimonio è rimasto nell’ombra.
Oggi, grazie alla collaborazione con il mondo universitario e con la Soprintendenza, avviamo un percorso che guarda al futuro, nella convinzione che cultura, ricerca e tutela del patrimonio possano diventare strumenti concreti di crescita per il nostro territorio.
La Villa Romana non appartiene soltanto a Ruoti, ma rappresenta un patrimonio dell’intera Basilicata e dell’archeologia italiana. Restituirle la centralità che merita significa investire nella nostra identità, nella conoscenza e nelle nuove opportunità di sviluppo culturale e turistico”.
L’Amministrazione Comunale rivolge un sentito ringraziamento alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, all’Università degli Studi della Basilicata, all’Università degli Studi di Macerata, ai docenti, ai ricercatori, agli studenti impegnati nel progetto e a tutti coloro che, negli anni, hanno contribuito a mantenere viva l’attenzione su un patrimonio di inestimabile valore storico e culturale.
Ruoti torna così ad essere luogo di ricerca, di cultura e di memoria, con l’ambizione di trasformare il proprio patrimonio archeologico in una risorsa permanente per il futuro della comunità.



























