Nuova aggressione ai danni di un appartenente alla Polizia Penitenziaria nella Casa circondariale di Potenza.
A denunciare il grave episodio sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), e Saverio Brienza, segretario nazionale del SAPPE per la Basilicata.
“Ieri – riferisce Brienza – un detenuto, irritato perché non soddisfatto delle spiegazioni ricevute in merito a un bonifico che i familiari avevano inviato ma che non era ancora pervenuto all’istituto, ha improvvisamente perso il controllo.
Il collega, addetto all’ufficio conti correnti, stava semplicemente cercando di spiegargli la situazione, ma il ristretto ha reagito con violenza, sbattendo con forza la porta mentre il poliziotto tentava di contenerne l’ira.
La mano dell’agente è rimasta schiacciata nella porta: il collega è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari, che gli hanno diagnosticato sette giorni di prognosi.”
Capece e Brienza esprimono piena solidarietà al poliziotto ferito e ribadiscono la necessità di adottare misure concrete per tutelare il personale.
“Basta con le aggressioni ai poliziotti penitenziari. Chi indossa una uniforme e garantisce ogni giorno la sicurezza dello Stato, spesso operando in condizioni difficili e con organici insufficienti, non può essere lasciato privo di adeguati strumenti di difesa.
È indispensabile intervenire immediatamente dotando il personale di strumenti di autotutela, a partire dallo spray al peperoncino, già utilizzato in numerosi contesti come presidio efficace e non letale per fronteggiare situazioni di pericolo”.
“I continui episodi di violenza che si registrano negli istituti penitenziari – proseguono i dirigenti del SAPPE – dimostrano che non è più sufficiente limitarsi alla solidarietà di circostanza dopo ogni aggressione.
Servono decisioni immediate e coraggiose. L’inerzia delle istituzioni rischia di determinare un grave effetto emulativo, alimentando nei detenuti più violenti la convinzione che aggredire il personale non comporti conseguenze adeguate.”
“Proteggere chi ogni giorno protegge la collettività è un dovere dello Stato.
La sicurezza degli operatori della Polizia Penitenziaria deve diventare una priorità assoluta, perché senza la sicurezza di chi lavora nelle carceri non può esserci la sicurezza degli istituti penitenziari né quella dell’intero sistema Paese.”



























