Il prezzo di agnello e coniglio per le imminenti festività pasquali ha subito in Basilicata un rincaro del dieci per cento, le colombe del sette per cento, le uova fresche dell’8 e le uova di cioccolata dal sei all’otto: nel 2026 il rincaro medio si attesta al +5,2% rispetto allo scorso anno.
Lo ha riferito Federconsumatori Basilicata, che ha analizzato i dati dell’Osservatorio nazionale sui prezzi dei prodotti tipici.
“Il carrello della spesa, a partire dal fresco, subisce variazioni quotidiane talvolta esagerate, che si fa fatica a capire.
Le vendite restano complessivamente stabili, ma il carrello cambia volto: diminuisce il consumo di colombe, complice una maggiore attenzione alla dieta e alla spesa;
l’agnello, storicamente centrale nelle tavole lucane, viene sempre più sostituito da coniglio e arista di maiale, più accessibili;
il pesce resta molto richiesto tra Quaresima e Settimana Santa, ma i prezzi crescono per scarsità di materia prima e costi energetici”, ha riferito l’organizzazione lucana che ha evidenziato come le famiglie della Basilicata selezionino con più attenzione cosa acquistare, rinunciando al superfluo.
Federconsumatori Basilicata, ribadendo la necessità di rafforzare i controlli sui prezzi, sostenere i redditi medio-bassi, potenziare le misure contro la povertà energetica e garantire maggiore trasparenza lungo la filiera, “continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi e a tutelare i cittadini, chiedendo con forza politiche efficaci per difendere il potere d’acquisto delle famiglie.




























