Tra archeoastronomia e fede: a Castelgrande il sole del solstizio svela i segreti delle antiche chiese. Ecco cosa si è scoperto

Sono state due giornate impegnative, con sveglia prima dell’alba, quelle vissute da chi, il 20 e il 21 Giugno, ha vissuto in diretta da Castelgrande il solstizio estivo.

Organizzato dal gruppo che si sta formando intorno all’osservatorio amatoriale “Annibale de Gasparis”, l’evento è stato un vero banco di prova per valutare se l’orientamento di due edifici di culto aveva qualche attinenza con la posizione del sole agli estremi del suo arco ortivo più ampio.

All’alba del giorno 20 gli appassionati si sono radunati al monolite del Cannalicchio per osservare, come succede ormai da un po’ di anni, il sorgere del sole e seguire il suo infilarsi all’interno di un tunnel che caratterizza il megalite intorno al quale sono presenti i resti di un villaggio di tremila anni fa.

Nel pomeriggio la ricerca si è spostata nella vicina chiesa di Santa Maria di Costantinopoli per valutarne l’orientamento in concomitanza del convegno dal titolo “L’orientamento e la geometria della particolare cappella”.

Introdotti e moderati dal dr. Ferdinando De Micco, componente gruppo divulgazione dell’Unione Astrofili Italiani che ha sollecitato i presenti ad interessarsi attivamente dei beni presenti sul territorio, si sono succeduti:

  • l’ing. Nilo Domanico che ha collegato il sole ai luoghi sacri preistorici e presentato quelli da lui indagati in Calabria;
  • l’Arch. Francesco Cristiano che ha discusso le norme attuali che guidano i progettisti nell’edificare una chiesa alla luce delle disposizioni dell’ultimo Concilio;
  • il Prof. Lucio Saggese che ha presentato dei propri lavori sull’orientamento di diverse chiese della Basilicata e ha esplicitato la geometria dell’edificio in questione;
  • il dr. Leonardo Lozito che ha sottolineato la persistenza del sacro su particolari luoghi individuandone i segni.

Dalla discussione è emerso che nel passato il riferimento al sole era un elemento importante e ricorrente; che sul nostro territorio ci sono diversi siti con caratteristiche archeoastronomiche e molti altri sono ancora da scoprire e da indagare; che le chiese, soprattutto quelle più antiche, presentano orientamenti significativi di cui si è persa conoscenza.

Nel caso specifico l’ipotesi da verificare era se la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli di Castelgrande fosse stata costruita con un orientamento particolare e dalle osservazioni effettuate risulta che è solstiziale, con l’ingresso rivolto al punto dell’orizzonte dove tramonta l’astro diurno nel dì più lungo dell’anno.

Simile ricerca è stata condotta poi il giorno 21 dalla chiesa rurale dedicata a San Vito martire.

All’alba, il primo raggio del sole solstiziale nascente si è infilato dalla porta di accesso e lentamente ha percorso il corridoio centrale della chiesa illuminando infine il paliotto sul quale è incisa la figura del santo.

È stato un momento particolarmente emozionante, vissuto in religioso silenzio dai convenuti.

Una leggera sfasatura rispetto all’asse della chiesa ha fatto nascere negli esperti il sospetto che l’orientamento voluto dai costruttori non fosse quello solstiziale, ma quello del giorno della ricorrenza canonica di San Vito, il 15 Giugno.

La ricerca quindi continua.

Ecco le foto.