EOLICO SELVAGGIO A POTENZA E IN TUTTA LA REGIONE: QUESTA LA PROPOSTA PER “EVITARE ALTRI SCEMPI”

eolico

Associazioni ambientaliste, sindacati e comitati cittadini lucani si sono uniti per proporre una moratoria regionale sull’eolico selvaggio e un modello di auto produzione energetica sostenibile, democratico, equamente distribuito.

La richiesta è stata inoltrata al Presidente della Giunta Regionale di Basilicata, al Presidente della Provincia di Potenza, al Presidente della Provincia di Matera, ai Consiglieri del Consiglio Regionale di Basilicata, ai Sindaci dei Comuni di Potenza, Pignola, Tito, Picerno, Satriano, Sasso di Castalda Montemurro, Lavello, Melfi, Oppido Lucano, Vaglio, Tolve, Cancellara, Campomaggiore, Pietragalla, Avigliano, Rotondella, Colobraro, Acerenza e a tutti  gli altri Sindaci dei Comuni della Provincia di Potenza e di Matera.

Riceviamo e pubblichiamo di seguito suddetta proposta a firma di: Paolo Baffari (Movimento Potenzattiva), Nicola Magnella (Wwf Potenza e Aree Interne), Paolo Donadio (Italia Nostra Potenza), Daniela Galasso (Io vivo qui ascoltami), Tiziana Medici, Antonio Laguardia (No TRIV Basilicata), Pietro Basentini (Comitato No Eolico Cerreta), Salvatore Verrastro (Comitato No Eolico Montocchio e Montocchino), Enza Di Bello (Comitato No Eolico Piani del Mattino e Contrade), Francesco Castelgrande (Unione Sindacale di Base – USB), Nicola Genovese (Comitato No Radar Monte Li Foj Picerno), Giorgio Santoriello (Cova Contro), Miria Lorusso (Comitato No Antenne e Contrada Poggiocavallo):

“Sono anni ormai che denunciamo la devastazione delle montagne, dei versanti, delle aree agricole e dei paesaggi lucani: installazioni invadenti e speculative di impianti eolici di ogni sorta, dalle gigantesche pale eoliche alte fino a 70-80 metri al così detto mini-eolico, croci alte fino a 50 metri.

E’ il paradigma dell’eolico in Basilicata, una storia di deregolamentazioni, di scempi, di affari e malaffare… in una logica solo affaristica e non certo di sostenibilità energetica, come vorrebbero indurci a credere.

Oggi, di fronte alla totale perdita del controllo del territorio da parte delle istituzioni e della amministrazioni locali si tenta di mettere un freno a questa inarrestabile invasione, che vede all’opera speculatori di ogni sorta, i quali hanno ben compreso che, di fronte al vuoto legislativo nazionale (che guarda caso si riesce a far valere, disastrosamente, solo in Basilicata e nelle zone limitrofe delle regioni confinanti) e a quello regionale (piano energetico del tutto carente e assenza di un adeguato piano paesistico, invocato invano da decenni …), si aprono praterie sconfinate per lucrare sulla salute e sulla vita delle comunità locali.

In particolare la Legge Regionale n. 8/2012 e il PIEAR, con un disciplinare, a forte sospetto di illegittimità, stanno consentendo non solo di innalzare ogni giorno a ritmi incessanti, nuove pale – avendo tra l’altro approvato procedure molto semplificate per gli impianti fotovoltaici ed eolici compresi fra 200 kw ed 1 MW – ma anche di scorrazzare, da parte di speculatori di ogni sorta, all’interno dello spazio deregolamentato degli impianti eolici a micro-generazione: in particolare quelli con pale inferiori a 200 kw di potenza (circa 40 metri di altezza), che possono essere installate senza particolari vincoli di distanza l’una dall’altra, in prossimità di strade, abitazioni, terreni agricoli, e senza essere sottoposti ad alcuna autorizzazione regionale e/o comunale.

Il recente tentativo maldestro, da parte della Regione Basilicata, di mettere un freno a tale scempio, che merita ormai un’attenzione quale vergogna nazionale, approvando una Delibera di Giunta Regionale (n. 175 del 2 marzo 2017), con delle linee guida per la regolamentazione del mini eolico, è stato bloccato dal TAR, non solo per incompletezza dell’iter amministrativo di approvazione e inosservanze delle disposizioni della Legge Regionale n. 54/2015, ma, altresì, in quanto i limiti e i vincoli definiti nelle linee guida non trovano applicazione nel Piano Energetico regionale approvato (il suddetto PIEAR), e in assenza di un piano paesistico.

A prescindere dalle motivazioni di annullamento più o meno infondate e opportune da parte del TAR, non è ammissibile che sia consentito, in questa regione, di calpestare il bene e l’interesse pubblico e i diritti dei cittadini e delle comunità locali, a favore di un manipolo di speculatori.

Qualora una legge, sia essa a carattere nazionale o regionale, favorisca interessi privati a danno di quelli pubblici e consenta la devastazione dei territori, al di fuori di ogni controllo democratico, tale legge va immediatamente abrogata e modificata.

Chiediamo e proponiamo pertanto, al Presidente della Giunta Regionale, al Presidente della Provincia di Potenza e a tutti i sindaci dei comuni interessati da istallazioni selvagge di impianti e parchi eolici e mini eolici, di voler intraprendere, con l’urgenza del caso, le seguenti azioni:

  • Convocare una conferenza istituzionale, con la partecipazione delle associazioni ambientaliste e dei comitati dei cittadini interessati per discutere e definire le modalità di un’immediata moratoria sul territorio regionale, al fine di bloccare tutte le istallazioni in corso, sino all’approvazione del Piano paesistico regionale e di una nuova normativa regionale come meglio specificato di seguito e secondo il modello citato in oggetto.
  • Chiedere un incontro urgente al Ministro competente e portare un’istanza in parlamento, anche attraverso i due sottosegretari lucani, per denunciare e informare sulla devastazione in atto, finalizzata solo al profitto e alla speculazione e non a una sostenibilità energetica, che presuppone una distribuzione democratica e diffusa dei benefici, che solo un altro modello di organizzazione e distribuzione degli impianti può assicurare.
  • Modificare in tempi brevissimi il PIEAR approvato e, contestualmente, approvare una Legge Regionale, che prenda atto delle leggi precedenti (nazionali e regionali) e – trovando sostegno nei “Principi di sussidiarietà e di leale collaborazione tra lo Stato e le Regioni” del D. Lgs. 152/2006, che lascia ampio spazio alle Regioni di regolamentare in modo più restrittivo la materia, per tutelare i luoghi, i paesaggi, le culture e le economie locali – definisca un chiaro regime di regolamentazione e di autorizzazioni, mettendo fine al proliferare “artificioso” di frazionamenti catastali e di singole istallazioni di mini eolico e all’elusione delle leggi.

Altresì ci rendiamo disponibili a ogni collaborazione per eventuali azioni legali che smascherino tutte le singole istallazioni di mini eolico già attuate e in fase di esecuzione, quali illegittime, in quanto riconducibili a parchi eolici da assoggettare a VIA”.