Potenza, demolizione del Viadotto Tiera: “Non si può giocare con la vita dei cani del canile. Vogliamo conoscere il piano di tutela”. Le parole dell’Associazione

Mentre proseguono i preparativi per la demolizione con esplosivo del Viadotto Tiera, prevista per il 26 luglio, LNDC Animal Protection esprime preoccupazione per la sorte dei numerosi cani ospitati nel canile situato nelle immediate vicinanze dell’area interessata dai lavori:

“A fronte delle rassicurazioni diffuse attraverso gli organi di stampa circa l’esistenza di un piano predisposto dall’ASP di Potenza, l’associazione chiede maggiore trasparenza da parte delle istituzioni coinvolte.

Ad oggi, infatti, il contenuto di tale piano non è stato reso noto, né è stato possibile verificare se le misure previste siano realmente adeguate a garantire la tutela di tutti gli animali presenti nella struttura.

Per questo motivo LNDC Animal Protection ha inviato una formale diffida al Prefetto di Potenza, alla Regione Basilicata, al Comune di Potenza, all’ASP e a Rete Ferroviaria Italiana, chiedendo l’immediata trasmissione del piano operativo e delle valutazioni tecnico-veterinarie che hanno portato a ritenere sufficienti le misure annunciate pubblicamente.

“Abbiamo appreso solo oggi di questa situazione e ci siamo subito mossi per valutare il da farsi. Dalle notizie apparse sui giornali abbiamo appreso che sarebbero previste barriere fonoassorbenti e perfino la somministrazione di mangime complementare per ridurre lo stress degli animali”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.

“Ma nessuno ha spiegato se ogni singolo cane sia stato sottoposto a una valutazione clinica, se siano stati individuati gli animali più fragili, se esistano protocolli specifici per i soggetti cardiopatici, anziani o affetti da patologie neurologiche e, soprattutto, se sia stata presa in considerazione la possibilità di trasferire temporaneamente quelli maggiormente a rischio. Non ci accontentiamo di rassicurazioni generiche: vogliamo conoscere i fatti.”

LNDC Animal Protection ricorda che una demolizione mediante esplosivo rappresenta un evento eccezionale, caratterizzato da un fortissimo impatto acustico e vibratorio, che può provocare reazioni anche molto gravi negli animali, soprattutto in quelli più vulnerabili. Per questo motivo l’associazione ritiene indispensabile che ogni decisione sia fondata su una rigorosa valutazione veterinaria individuale e sul principio di precauzione.

“Non mettiamo in discussione la necessità dell’intervento infrastrutturale, che comunque poteva probabilmente essere eseguito con altri mezzi”, prosegue Rosati.

“Quello che contestiamo è l’idea che la tutela degli animali possa essere affrontata con misure standard, senza sapere se siano davvero adeguate alle condizioni dei singoli ospiti del canile.

Quando si hanno in custodia esseri viventi che non possono scegliere di allontanarsi dal pericolo, il livello di attenzione deve essere massimo.”

Nella diffida inviata agli enti competenti, LNDC Animal Protection ha chiesto di conoscere se sia stata effettuata una visita clinica preventiva su tutti i cani, se siano stati identificati quelli maggiormente esposti ai rischi dell’esplosione, quali misure specifiche siano state predisposte per ciascuno di essi, se sia stato valutato un eventuale trasferimento temporaneo e se durante tutte le operazioni sarà garantita la presenza continuativa di medici veterinari e di procedure di emergenza in caso di malori.

LNDC Animal Protection ribadisce che continuerà a monitorare con la massima attenzione l’evolversi della vicenda e, in assenza di un riscontro tempestivo e concreto o qualora dovessero verificarsi conseguenze pregiudizievoli riconducibili all’insufficienza delle misure adottate, valuterà ogni ulteriore iniziativa presso le competenti autorità amministrative e giudiziarie.

“Ci auguriamo che tutte le precauzioni necessarie siano state realmente previste e che nessun animale subisca conseguenze”, conclude Rosati.

“Ma la tutela del benessere animale non può basarsi sulla fiducia cieca o sulle dichiarazioni di circostanza.

Servono atti, dati e responsabilità.

E le istituzioni hanno il dovere di dimostrare, non semplicemente di affermare, di aver fatto tutto il possibile per proteggere gli animali affidati alla loro custodia.”