Moliterno: l’artista di origini lucane Marcello Tedesco presenta l’installazione su carta “Nell’invisibile…la terra madre”. I dettagli

L’artista di origini lucane Marcello Tedesco presenta l’installazione su carta “Nell’invisibile…la terra madre”.

L’opera vuol essere anche l’azione di un’ arte pubblica che “sacralizza”, aggrazia un posto in disparte (un vicolo) del centro storico del Borgo della Val d’Agri.

Ideazione del cinecronista Mimmo Mastrangelo e del filmaker Vincenzo Galante.

Per dirla con Paul Klee l’arte non ripete, non riproduce le cose visibili, ma può rendere visibile ciò che non lo è.

Le grammatiche dell’arte contemporanea suggeriscono che l’energia della grafica, del segno, dell’incisione si manifesta, il più delle volte, in forma d’astrazione, in universi immaginari i quali, possono divenire soggetti identificabili attraverso l’evocazione, la memoria.

Infatti, nell’installazione su carta “Nell’invisibile …la terra madre” dell’artista di Marcello Tedesco lo scarno paesaggio lucano si (ri)presenta attraverso gli occhi del ricordo, è evocato dalla luce e dall’ombra, è richiamato dalla compattezza di una macchia nera che si decompone e via via va ricompattandosi.

Sostiene Marcello Tedesco:

“Luce e ombra.

Queste due titaniche o originarie forze evidenziate dalla tecnica incisoria sembrano irridere qualunque tentativo dell’esser umano di costruire barriere rassicuranti all’enigma costantemente formulato dalla realtà.

L’unità dell’immagine si sdoppia e moltiplica in frammenti particelle, cellule, pulsazioni minime…”.

“Nell’invisibile …la terra madre” inoltre, non vuol rispecchiare un consueto progetto espositivo, ma essere azione, meglio un intervento a cielo aperto ideato dal cinecronista Mimmo Mastrangelo e dal filmaker Vincenzo Galante con cui si sacralizza, aggrazia un spazio nascosto (vicolo San Rocco) del centro storico di Moliterno.

“Prendi un angolo del tuo paese e fallo sacro” riporta una poesia di Franco Armino.

Appunto, così un posto in disparte del contesto urbano con l’installazione (composta da 15 monotipie separate) di Marcello Tedesco diventa spazio sacro, un luogo-d’arte di curiosità, dubbi, orizzonti dilatati.

Un luogo per un’arte che non facilita, non agevola, non consola.

Un angolo di un’arte in attrito coi sistemi (i poteri) dei musei e delle gallerie, un posto-margine per un’arte pubblica che disturba, interpella, ci chiama direttamente in causa e ci ricorda che attraverso di essa (i suoi linguaggi) possiamo, dobbiamo dire quello che non si riesce più ad affermare nel sociale, nella politica, nella vita.

Insomma, “Nell’invisibile…la terra madre” è sicuramente l’evocazione, la memoria delle origini lucane di Marcello Tedesco, una lingua di carta in cui il segno astratto codifica un alfabeto topografico e la realtà ottica si pone in rapporto con quella interiore, ma l’installazione vuol rappresentare allo stesso tempo un approccio verso un’arte che non sia merce tra le altre merci, retorica accademica, operazione d’immagine fine a se stessa.

L’opera di Marcello Tedesco è “osservabile” h24 fino al prossimo 13 Agosto.

Ecco alcune foto della mostra.