Potenza: “Basta paralisi e abbandono dell’Amministrazione penitenziaria”. La richiesta

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Uspp basilicata:

“Come già annunciato, questa mattina 16 settembre 2026, l’USPP scenderà in piazza Mario Pagano, a Potenza, a partire dalle ore 9.30, per denunciare la grave situazione in cui versano gli istituti penitenziari della Basilicata e l’immobilismo dell’Amministrazione penitenziaria a ogni livello.

La manifestazione nasce dalla necessità di dire con forza no alla paralisi dell’Amministrazione Penitenziaria e di richiamare l’attenzione sulle numerose criticità già segnalate dal sindacato: carenza di personale, condizioni di lavoro insostenibili e stato di abbandono delle carceri lucane.

‘Da tempo denunciamo che la Basilicata è stata dimenticata nella distribuzione degli organici e nelle scelte organizzative – sottolinea l’USPP –. Quanto accaduto il 15 agosto 2026 ha reso evidente, ancora una volta, ciò che sosteniamo da anni: il sistema penitenziario regionale è al limite e non può più essere lasciato senza risposte’.

A distanza di un mese dall’evasione verificatasi presso il carcere di Potenza, secondo il sindacato, l’Amministrazione non ha adottato interventi adeguati né ha avviato un confronto concreto con le organizzazioni dei lavoratori. La situazione degli organici resta drammatica e il personale è costretto a operare quotidianamente in condizioni di estrema difficoltà.

‘Non è più accettabile che, di fronte a problemi così gravi, l’Amministrazione non trovi neppure il coraggio di aprire un confronto – prosegue l’USPP –. La sicurezza degli istituti, del personale e della collettività non può essere affidata all’improvvisazione’.

Con la manifestazione di domani, l’USPP intende chiedere l’apertura immediata di un focus specifico sulla situazione penitenziaria della Basilicata, con interventi concreti per il rafforzamento degli organici, il miglioramento delle condizioni di lavoro e il ripristino di adeguati livelli di sicurezza.

‘Scenderemo in piazza per far sentire la voce delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia penitenziaria. Non ci fermeremo finché non verrà aperto un confronto serio e risolutivo sulle criticità che denunciamo da tempo'”.