A Maratea il maestro Carlo Perretti racconta il mistero dei Tarocchi: in mostra vent’anni di studi e creazioni. Ecco l’evento di oggi

Si intitola “Dal mago al matto – I 22 Arcani Maggiori” la mostra dei tarocchi realizzati da Carlo Perretti e visitabile fino al 31 Agosto a Villa Tarantini di Maratea.

L’evento è stato organizzato con il patrocinio del Comune di Maratea e del Centro culturale Josè Mario Cernicchiaro, che quest’anno festeggia i cinquant’anni di attività (1976-1926).

La mostra è stata inaugurata con l’intervento di Pietro Roccasecca, professore di Storia dell’arte moderna e Storia del disegno all’Accademia di Belle Arti di Roma, che ha presentato l’artista potentino Carlo Perretti, intento da anni a studiare ed approfondire gli aspetti grafici e storici legati ai tarocchi ed ai loro significati.

Nel suo intervento, il professor Roccasecca ha richiamato il paradigma indiziario teorizzato dallo storico Carlo Ginzburg.

Un metodo di conoscenza fondato sulla capacità di risalire a una realtà complessa o a una storia nascosta partendo da tracce minime, dettagli apparentemente insignificanti e particolari che potrebbero sfuggire a uno sguardo superficiale.

Ginzburg accosta il lavoro dello storico a quello del cacciatore primitivo che, per sopravvivere, doveva imparare a leggere gli indizi presenti nel bosco, individuando le tracce del predatore prima di trasformarsi egli stesso in preda.

Da questa capacità di osservare, interpretare e mettere in relazione i segni dipendeva, in quel contesto, la sopravvivenza dell’uomo.

È proprio a questa figura dello “scopritore di indizi” che Roccasecca ha accostato il lavoro di Carlo Perretti: un artista capace di cogliere particolari nascosti e di mettere in relazione elementi apparentemente lontani tra loro, inserendoli però sempre in un preciso contesto storico e documentario.

Un lavoro di ricerca che non si abbandona alla libera invenzione, ma cerca nella prova e nelle fonti la conferma necessaria per dare credibilità alle intuizioni e alle connessioni individuate.

L’esposizione di Maratea comprende un’antologia di tre mazzi di tarocchi e relativo materiale preparatorio.

Nel corso dell’inaugurazione sono stati richiamati cenni storici sull’origine e sullo sviluppo dei tarocchi, nati in Italia nel XIV secolo come gioco di corte, per poi diventare solo nel XVIII secolo un metodo divinatorio.

Il materiale è esposto nella sala della biblioteca del Centro ed è completato da una serie di immagini di piccolo formato disposte tra libri e scaffali.

Seguendo il percorso espositivo è possibile ammirare scritti, disegni, schizzi, libri e mazzi di carte realizzati da Carlo Perretti nell’arco di un ventennio.

Si torna al 2003, quando l’autore ha realizzato l’opera “I tarocchi della cattedrale”, ispirati ai bassorilievi della cripta della cattedrale di Acerenza, per poi arrivare a “I tarocchi di Otranto”, realizzato nel 2021 con le figure del mosaico otrantino, ed infine a “I fiori del giardino della conoscenza”, realizzato nel 2023 ispirandosi alle sculture del portale settentrionale della chiesa di San Giovanni al Sepolcro a Brindisi.

Le opere in mostra a Maratea sono state corredate dagli acquerelli originali e dalle ceramiche dei Tarocchi di Brindisi 2023, dagli schizzi preparatori, dalle prove di colore e da tutti quanto è necessario alla realizzazione di un mazzo degli Arcani Maggiori.

Oltre ai mazzi citati, sono esposti a Villa Tarantini anche alcuni mazzi restaurati dall’autore come il Rider Waite del 1909, e quelli di Oswald Wirth del 1926 e del 1889, che sono i mazzi più usati e conosciuti del mondo moderno.

Spiega Carlo Perretti:

“Ho scoperto che in molte chiese medievali, venivano raffigurati, almeno fino a una certa data, vizi e virtù, ovvero i comportamenti dai quali astenersi e quelli ai quali attenersi in una scala mistica che conduce verso la perfezione.

Queste immagini, realizzate con le tecniche più svariate pittura, mosaico, scultura etc. – indicavano al fedele, come in una sorta di bibbia dei poveri, la strada da seguire per raggiungere la salvezza.

Le stesse immagini sono riconducibili alla simbologia degli Arcani Maggiori, uno dei più antichi e sintetici libri sapienziali dell’antichità”.

Oggi, Giovedì 27 Agosto, la discussione sui Tarocchi si sposta al Chiostro dei Cappuccini alle ore 18:30.

L’evento è organizzato da DNA Maratea contemporanea, Associazione Culturale Arti Visive.

Ecco la locandina dell’evento in programma per oggi e a seguire le foto dell’inaugurazione.