Tartufo lucano: nuova legge, una filiera più organizzata e una strategia di promozione. Cosa c’è da sapere

Confronto con associazioni dei cavatori e amministrazioni delle Città del Tartufo.

Al centro il nuovo quadro normativo, la costruzione della filiera e la terza edizione di “Tesori dalla Terra” a Matera.

“Una nuova legge regionale, una filiera più organizzata e riconoscibile e una strategia di promozione capace di valorizzare il tartufo e i territori lucani.

Sono queste le direttrici sulle quali vogliamo programmare insieme il futuro del comparto, partendo dall’ascolto di chi quotidianamente opera nel settore”.

È quanto ha dichiarato l’assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, al termine dell’incontro promosso con le associazioni dei cavatori e le amministrazioni lucane aderenti alla rete delle Città del Tartufo.

Al confronto hanno partecipato:

  • il direttore generale del Dipartimento Politiche Agricole, Vittorio Restaino,
  • il direttore generale di ALSIA, Michele Blasi,
  • il dirigente dell’Ufficio Foreste, Rocco Capobianco,
  • i rappresentanti dell’Associazione Tartufai del Serrapotamo, dell’Associazione Tartufai Lucani e dell’Associazione Le Spore Lucane,
  • le amministrazioni di Scanzano Jonico, Carbone e Sant’Angelo Le Fratte.

L’incontro ha avuto una duplice finalità: avviare un percorso di programmazione condivisa sul futuro della filiera tartufigena lucana e raccogliere contributi e proposte in vista della terza edizione di “Tesori dalla Terra.

Il Tartufo Bianco Pregiato di Basilicata”, in programma a Matera nel mese di novembre.

Un’impostazione coerente con la convocazione, che aveva individuato proprio nella valorizzazione della filiera e nella preparazione della manifestazione i due ambiti principali del confronto.

Uno dei primi temi affrontati è stato quello della normativa regionale. La L.R. n. 35 risale al 1995 e, dopo oltre trent’anni, l’Assessorato intende avviare insieme agli operatori un percorso per costruire un quadro normativo capace di rispondere alle esigenze attuali del settore.

Ha sottolineato Cicala:

“Non vogliamo scrivere una nuova legge chiusi negli uffici ma costruirla attraverso il confronto con chi conosce il bosco, pratica la cerca e la cavatura e vive quotidianamente i territori.

Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra tutela della risorsa, sostenibilità, regole e opportunità di sviluppo”.

Il secondo asse riguarda la costruzione di una vera filiera del tartufo lucano, capace di mettere maggiormente in relazione cavatori, vivaisti, ricerca, trasformazione, ristorazione, turismo e territori.

Ha evidenziato Cicala:

“Una risorsa importante non diventa automaticamente una filiera.

Servono competenze, organizzazione e la capacità di mettere insieme tutti gli attori.

La sfida è fare in modo che una parte sempre maggiore del valore generato dal tartufo rimanga e si moltiplichi in Basilicata”.

In questo percorso, ALSIA metterà a disposizione competenze, ricerca e innovazione per accompagnare una gestione sempre più sostenibile della risorsa tartufigena, mentre le amministrazioni delle Città del Tartufo potranno contribuire alla costruzione di una rete territoriale capace di unire promozione, gastronomia, cultura della cerca e della cavatura e turismo.

Ha aggiunto l’assessore:

“Il confronto sulla programmazione del comparto deve andare avanti nel pieno rispetto delle competenze e delle sedi proprie nelle quali vengono affrontate eventuali singole questioni di carattere amministrativo o giudiziario. Programmare il futuro del settore e affrontare specifici procedimenti sono piani distinti, e come tali devono restare”.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla terza edizione di “Tesori dalla Terra” e alla nuova asta del Tartufo Bianco Pregiato di Basilicata.

Associazioni e amministrazioni sono state coinvolte nella definizione dei contenuti e delle iniziative che accompagneranno l’appuntamento di novembre.

Ha spiegato Cicala:

“Tesori dalla Terra non deve essere semplicemente un evento ma la vetrina del lavoro che costruiamo durante tutto l’anno.

Matera può raccontare non soltanto un prodotto di grande pregio, ma un sistema fatto di territori, cavatori, competenze, ristorazione, imprese e qualità”.

L’incontro si è concluso con la volontà condivisa di proseguire il confronto e approfondire le proposte emerse.

Ha concluso Cicala:

“Abbiamo un patrimonio tartufigeno importante e competenze che meritano di essere valorizzate.

Ora dobbiamo fare un passaggio ulteriore: dalla risorsa alla filiera e dalla filiera a un sistema capace di creare sviluppo per la Basilicata. È questo il percorso che vogliamo costruire insieme”.