A Castelsaraceno la nuova edizione della Scuola Giovani Pastori: “Un’opportunità di lavoro per i giovani”

“La pastorizia non appartiene soltanto alla memoria delle nostre comunità.

Può tornare a rappresentare un’opportunità di lavoro per i giovani, uno strumento di cura del territorio e una leva per contrastare lo spopolamento delle aree interne.

Per questo, come Assessorato alle Politiche agricole, intendiamo sostenere con convinzione la proposta di realizzare a Castelsaraceno la nuova edizione della Scuola Giovani Pastori“.

È quanto dichiara l’assessore regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala, al termine della visita compiuta a Castelsaraceno e del confronto con il sindaco Rocco Rosano.

Nel corso della giornata, Cicala ha visitato insieme al sindaco il Museo della Pastorizia, una realtà unica nel panorama museale lucano, capace di accogliere circa 5.000 visitatori all’anno e di custodire la storia, i saperi e le tradizioni che hanno segnato per generazioni la vita economica e sociale della comunità.

I dati illustrati durante la visita restituiscono la dimensione del cambiamento avvenuto nel territorio.

Intorno al 1970 Castelsaraceno contava circa 2.500 abitanti e il 70 per cento della popolazione viveva di pastorizia ovicaprina, con un patrimonio stimato in circa 120.000 capi.

Oggi gli abitanti sono circa 1.100, la zootecnia locale è prevalentemente bovina, con circa 15 aziende residenti e 25 concessioni di fida pascolo, mentre nel territorio è rimasto un solo pastore.

Ha continuato Cicala:

“Questi numeri spiegano meglio di qualsiasi definizione perché la Scuola debba nascere proprio qui.

Castelsaraceno possiede una straordinaria eredità pastorale, ma registra anche la progressiva perdita di competenze e presenze umane che per secoli hanno garantito la cura delle montagne.

La sfida è trasformare questa memoria in formazione, lavoro e nuova capacità imprenditoriale”.

La proposta della Scuola Giovani Pastori di Castelsaraceno nasce dalla collaborazione con l’Associazione Riabitare l’Italia e il Crea e si rivolge ai giovani interessati a rimanere o a trasferirsi nelle aree interne e montane per intraprendere un percorso professionale nell’allevamento e nella trasformazione casearia.

Dopo le precedenti esperienze realizzate in Piemonte e nelle Madonie, il progetto di Castelsaraceno intende rafforzare il collegamento tra nuova pastorizia, attrazione di nuovi abitanti, turismo rurale e naturalistico e valorizzazione delle produzioni e delle tradizioni locali.

Il modello prevede la selezione di 15 partecipanti attraverso un bando aperto a livello nazionale e internazionale, un percorso residenziale intensivo di formazione teorica e pratica, attività nelle aziende e nei caseifici, moduli online di accompagnamento alla progettazione e la costituzione di un tavolo permanente con istituzioni, operatori economici, organizzazioni professionali e realtà del territorio.

È previsto anche il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, per costruire specifici percorsi rivolti agli studenti.

Ha ribadito:

“Come Assessorato  ho espresso un indirizzo chiaro: sostenere questa proposta e attivare, attraverso il Dipartimento Politiche Agricole, gli approfondimenti tecnici e amministrativi necessari a definirne modalità, strumenti e condizioni di realizzazione.

Il progetto dovrà essere costruito insieme al Comune, al Crea, alle aziende e a tutti gli attori interessati, affinché la formazione sia collegata a concrete possibilità di inserimento nelle filiere locali”.

Il CREA, principale ente pubblico italiano di ricerca dedicato alle filiere agroalimentari e vigilato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, rappresenta un interlocutore centrale per la qualità scientifica e formativa dell’iniziativa.

Ha ripreso Cicala:

“Proprio per la dimensione nazionale e strategica del progetto intendiamo coinvolgere nel percorso anche il Masaf e portare la proposta all’attenzione del ministro Francesco Lollobrigida, che ha più volte dimostrato attenzione verso i giovani, la zootecnia e il futuro delle aree rurali.

Il sostegno e l’autorevolezza del Ministero possono rafforzare un’iniziativa capace di diventare un modello anche per altri territori”.

Dichiara il sindaco Rocco Rosano:

“Accogliamo con grande piacere e soddisfazione il sostegno dell’assessore Cicala a un progetto che rappresenta un tassello importante di una visione più ampia di sviluppo del territorio”.

Ha concluso Cicala:

“La Basilicata deve investire nel settore primario, nella zootecnia e nella cultura agro-silvo-pastorale, creando nuove opportunità di sviluppo e di lavoro.

È una prospettiva che riguarda soprattutto i giovani e le aree interne, perché può offrire nuove possibilità di restare e vivere in questi territori, preservandone identità e vocazioni.

La Scuola Giovani Pastori nasce a Castelsaraceno, ma guarda all’intera Basilicata, con l’obiettivo di formare nuove professionalità, creare lavoro e mettere competenze e formazione al servizio dell’economia regionale”.

La Scuola non dovrà limitarsi a trasferire competenze, ma dovrà accompagnare i partecipanti nella costruzione di un vero progetto di vita e di impresa.

Il metodo è chiaro: partire dall’identità e dai dati del territorio, costruire una rete istituzionale e produttiva e trasformare la formazione in opportunità concrete.

Ringrazio il sindaco Rocco Rosano per l’accoglienza e per aver condiviso una visione capace di unire la storia pastorale di Castelsaraceno al futuro delle nostre aree interne”.